Questione Atisale, Cusmai: «Regionalizzare per non subire l’ennesima mortificazione. Offensivo il comunicato del sindaco Lodispoto»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Egregio Direttore, La ringrazio per lo spazio concessomi e ringrazio altresì coloro che vorranno dedicarmi alcuni minuti del proprio tempo leggendomi.

Volutamente, negli ultimi quattro mesi mi sono tenuta distante ma non certo lontana dall’attività amministrativa della nuova compagine. Ho osservato ed osservo i comportamenti (come ogni cittadino che discerne), ho letto e leggo delibere, determine e comunicati, ho palesato la mia opinione se richiesta anche al sindaco e agli amministratori…

Credevo che il politichese, date le rivoluzioni dello scenario politico, fosse un linguaggio ormai desueto, da sostituire con quello diretto, semplice e franco di tutti i giorni, quello in cui si dice ciò che si pensa e si fa ciò che si dice; invece, leggo ancora che si continua a dire niente e a fare il contrario di ciò che si dice, come del resto da decenni a questa parte.

Ritengo di essere una privilegiata perché posso scrivere della questione salina con assoluta libertà di pensiero, la libertà che deriva dall’essere economicamente indipendente, dal non saper fare promesse, dal non sapere scendere a compromessi, dal non aver fatto accordi elettorali, dal non occuparmi di attività di “intermediazione”.

L’epilogo al quale stiamo assistendo, in realtà, era stato già prospettato da un sedicente “intermediario” locale durante l’ultima campagna elettorale tanto da sembrare quasi assurdo, oggi, che le parti imprenditoriali locali direttamente coinvolte non siano intervenute per tempo. Da quando la gestione delle nostre saline è stata, sciaguratamente, privatizzata per volere dello Stato, siamo sprofondati in un baratro dal quale non si esce con i proclami in politichese, utili solo per mostrare ciò che non si farà, per dire ciò che si vuol far sentire; eppure, di proclami se ne continuano a fare, ma evidentemente solo per accontentare le orecchie di qualcuno.

Da ormai 16 anni, i dipendenti Atisale sono ostaggio della maggioranza societaria piuttosto che della minoranza, e le amministrazioni comunali propendono per gli uni o per gli altri, nulla è cambiato!

Lo scorso lunedì 15 ottobre ho presenziato all’incontro tra il sindaco ed i capigruppo consiliari sull’argomento. Si è trattato di una convocazione lampo (data la sua durata), benché questa sarebbe dovuta essere la questione delle questioni non nell’aspetto meramente tecnico certo, ma almeno in quello della programmazione di un modus operandi che evidentemente o non c’è o non si vuole o si preferisce celare alla minoranza come se la salina fosse solo di competenza della maggioranza.

Ho condiviso, con gli altri due capigruppo, la posizione prospettata dal sindaco: istituzionale, con difesa delle maestranze e del territorio senza entrare nel merito della cessione delle quote MPS Capital Services trattandosi di attività privatistica, ed anche perché, diciamo la verità, l’operazione pare sia già stata effettuata. Ergo, se qualcuno fosse davvero stato interessato, sarebbe intervenuto per tempo!

Nessuna presa di posizione, quindi. Nessuna fermezza come invece si legge nel comunicato del sindaco. Nessun cenno alla preoccupazione per la disintegrazione dell’opificio del territorio, nessuna propensione per una cordata locale, cosa che in quel momento non mi è sembrata strana se si ricorda che egli stesso da assessore provinciale all’inizio dell’iter di privatizzazione con atto formale propese per la soluzione forestiera Fincuneo e non per la cordata degli imprenditori locali.

Per questo ritengo inaspettato ed offensivo quel comunicato del sindaco Lodispoto, scritto in un ostentato politichese, un mero sofisma, decontestualizzato, adattabile a qualunque momento difficile attraversato dal nostro opificio negli ultimi 16 anni.

Lo stesso tentativo di proclamare la soluzione del ritorno allo status quo della gestione monopolistica facendo appello al Governatore Emiliano risulta maldestro, al massimo si dovrebbe appellare al governo pentastellato. Ed ancor più maldestro ed incoerente appare quell’appello se lo si rapporta a quanto da egli stesso detto qualche mese fa, quando considerava inutile qualunque intervento del Governatore e della Regione nelle questioni comunali.

Per scongiurare davvero il rischio che il nostro territorio subisca l’ennesima mortificazione a livello socio-economico ed occupazionale e si riappropri di ciò che gli appartiene, invece, ciò che andrebbe fatto (e che stiamo facendo) è chiedere un intervento della Regione ai tavoli di concertazione, che vanno necessariamente fatti con un piano industriale reale innanzi, lavorando di concerto con il Governatore Emiliano per un’eventuale acquisizione da parte della Regione qualora ciò fosse possibile. Regionalizzazione quindi, nella doppia accezione e sicuramente da subito con la Regione Puglia soggetto terzo, garante della comunità salinara non ancora garantita da alcuno come la storia insegna.»

ANTONELLA CUSMAI (Capogruppo consiliare “Più Margherita”)