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Mercato di via Pisa, nessun dietrofront. Di Feo: «Nessuna norma impedisce la vendita»

TRINITAPOLI - Sull’alienazione del mercato di via Pisa, la consigliera di minoranza Annamaria Tarantino confonde il ruolo politico-istituzionale con quello meramente gestionale, contrariamente a quanto spiega il Tuel. E lo fa, dispensando giudizi gratuiti e arrogandosi vittorie (di Pirro) politiche.

NESSUNA PROPOSTA ALTERNATIVA - Va precisato che Tarantino, pur sottacendolo adesso, non si è mai opposta alla vendita del mercato di via Pisa al momento del voto in Consiglio comunale. Né ha mai formulato alcuna proposta di valorizzazione dello stesso mercato. Siede all’opposizione dal 2011, confermata lì nel 2016, eppure non si è mai preoccupata di verificare le condizioni di legittimità, legalità, sicurezza, staticità, economicità, igiene e sanità pubblica, gestione e affidamento degli stalli.

LA REVOCA SOLO GESTIONALE, NON POLITICA - La opposizione di oggi è frutto di opportunità politica, ma ha il fiato corto. L’amministrazione comunale resta convintamente orientata a vendere il mercato di via Pisa. Quest’anno, e solo quest’anno, con la manovra finanziaria il mercato di via Pisa sarà allocato tra le valorizzazioni nel rispetto unicamente delle istanze di una parte della popolazione (800 su circa 15mila), ma senza un progetto economicamente sostenibile e che sollevi l’ente da perdite economiche tornerà disponibile per la vendita (vista una petizione in senso contrario).

«La perizia non è formalmente redatta secondo lo schema dell’allegato A previsto dall’articolo 3, comma 4 del Regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare», scrive annunciando l’atto in autotutela il responsabile del VI Settore, Antonio Parente, il 3 dicembre.

NESSUNA NORMA IMPEDISCE LA VENDITA - Chiaramente, sanata la forma, di stretta attinenza dell’area tecnica, nessuna norma impedisce la vendita del mercato di via Pisa.
In Consiglio comunale solo Tarantino, compresa la scelta dell’amministrazione, sperando in uno scontro cruento e nella verifica del voto, spingeva per una inutile revoca della alienazione del bene.

COMUNE DI TRINITAPOLI Servizio di Comunicazione istituzionale