RSU Cgil e Uila, lettara ai ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia: «Chiarire le scelte di MPS e il futuro dei produttori di sale»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Al Ministro dello Sviluppo Economico, al Ministro dell’Economia e delle Finanze. Premesso che:

- Atisale è l’azienda che gestisce le Saline di Margherita di Savoia, le più grandi d’Europa e le seconde al mondo. La maggior parte dell’economia locale si basa sulla Salina e sull’indotto che essa alimenta;

- nel solo stabilimento pugliese attualmente sono occupate circa 120 unità lavorative, l’intera proprietà è del Demanio dello Stato, la concessione è in capo ad Atisale S.p.A. fino al 2029;

- Atisale è controllata al 100% dalla società Salapia Sale, il pacchetto di maggioranza (80%) della Salapia Sale S.p.A. è detenuto dalla società Saline Italiane. Il Gruppo ha accumulato una posizione debitoria nei confronti della banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) pari a circa 16.000.000 di euro;

- il Gruppo ha fatto pervenire più proposte a Mps per la chiusura della posizione, l’ultima delle quali, risalente ad aprile 2018, prevedeva il pagamento integrale e dilazionato dell’esposizione all’esito del concordato di Atisale S.p.A., ossia per un periodo che va dal 2023 al 2027/2029. Tale proposta non ha mai ricevuto alcuna risposta da Mps, tanto che l’istituto creditore ha deciso recentemente di cedere a terzi il suo intero credito, tramite una procedura di gara;

- a questa gara hanno partecipato, tra gli altri, due cordate di imprenditori operanti nel settore sale: una società è riconducibile a proprietari di quote di minoranza della Salapia Sale S.p.A. mentre l’altra fa capo al gruppo Salins (Francia);

- l’esito della gara ha visto vincitore il gruppo francese, seppur con una distanza irrisoria rispetto alla cordata di imprenditori locali, destando forte preoccupazione tra i lavoratori di Atisale;

- tali preoccupazioni sono legate anche alla storia del gruppo Salins, che già in passato ha investito in quel territorio con risultati fallimentari: da proprietari della CIS (Compagnia Italiana Sali), nonostante i bilanci positivi, 15 anni fa hanno deciso di chiudere lo stabilimento di Margherita di Savoia, con conseguenze disastrose per l’occupazione e per l’economia della città;

- inoltre, vi è la possibilità che l’unico obiettivo della Salins possa essere quello di garantirsi l’approvvigionamento del prodotto, effettuando poi le lavorazioni in altri stabilimenti più strategici da un punto di vista logistico, determinando così condizioni penalizzanti per lo stabilimento di Margherita di Savoia. Appare difficilmente immaginabile che a soli 10 anni dalla scadenza della concessione la nuova proprietà possa fare i necessari investimenti d’impianti di lavorazione e impacchettamento sul sito di Margherita di Savoia visto che Salins, attraverso la propria controllata CIS, dispone di impianti di nuovissima generazione in provincia di Rovigo;

- non appare chiaro perché pur in presenza di soggetti italiani con migliori credenziali e in presenza di offerte alternative e di pari rilievo, se non addirittura superiori, si sia scelto di favorire un competitor straniero con tutte le possibili conseguenze negative dal punto di vista commerciale, industriale e occupazionale che si potrebbero verificare;

- la vendita di tale credito a competitors di Atisale, soprattutto se stranieri, potrebbe avere conseguenze disastrose, fortemente pregiudizievoli per un’azienda che attualmente è il primo produttore di sale con marchio e prodotto italiano;

vorremmo sapere se il governo, per quanto di competenza, intenda acquisire ogni elemento utile a chiarire secondo quali criteri Mps abbia preferito cedere il credito vantato su Atisale-Salapia ad una società estera, se tale scelta sia davvero la migliore dal punto di vista economico, industriale ed occupazionale e in che modo intende tutelare i produttori di sale con marchio e prodotto italiano, i loro stabilimenti e i livelli occupazionali diretti e dell’indotto, a partire dalla vicenda esposta in premessa della salina di Margherita di Savoia.»

RSU Flai Cgil e Uila