Sole & Natura

Padre Alfredo Melis è tornato alla Casa del Padre. La nota della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe

MARGHERITA DI SAVOIA - Padre Alfredo Melis, osj, stamane è tornato alla Casa del Padre. L’annuncio ufficiale è stato dato da Padre Alberto Barbaro, Provinciale della Provincia Santa Famiglia della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe: “Carissimi Confratelli, con grande dolore Vi annunzio la morte del Confratello Padre Alfredo Melis, deceduto il 16 agosto 2019 all’età di 89 anni. Era nato a Guasila (Cagliari) il 14 agosto 1930. Era religioso professo da 71 anni, sacerdote da 62 anni”.

Alla notizia della scomparsa del religioso l’Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo ha dichiarato: “Ho appreso con dolore la notizia del decesso del sacerdote. Stringiamoci attorno alla famiglia dei Padri Giuseppini alla quale esprimo le mie condoglianze, quelle del clero diocesano e dei fedeli tutti. Preghiamo per Padre Alfredo perché il Signore lo accolga nella Sua pace e lo ricompensi per il tanto bene profuso nel servizio anche nella nostra Arcidiocesi”.

Le esequie sono previste per domani, 17 agosto 2019, a Margherita di Savoia, nella Parrocchia Maria SS. Addolorata, nella quale era sacerdote collaboratore, alle ore 15.30. Saranno presiedute dal Padre Provinciale Padre Alberto Barbaro.

Di seguito il profilo biografico del sacerdote, tratto dal necrologio diffuso dalla Congregazione degli Oblati di San Giuseppe.

Al termine della quarta elementare, entrò in Congregazione a settembre del 1942, continuò i suoi studi prima ad Asti e poi ad Alba. Ad Armeno, il 9 settembre 1947, iniziò il Noviziato e vestì l’abito religioso. Il 30 settembre 1948 emise la prima professione e andò a Canelli per ultimare gli studi filosofici. Nel 1952 fu inviato a Pontremoli per il tirocinio come assistente dei collegiali. Nel ’53 ad Asti iniziò gli studi teologici. Il 4 ottobre 1955 emette la professione perpetua dei voti, l’anno successivo il suddiaconato e il diaconato. Il 30 giugno 1957 fu ordinato sacerdote e rimase in Asti ancora per un anno, essendo vice prefetto al Michelerio. A ottobre del 1958, passò a Barletta, come insegnante delle scuole medie e l’anno dopo lavorò al P.O.A. (Pontificia Opera Assistenza) in Tuscania. Nel 1960 fu trasferito a Solofra come insegnante dei carissimi fino al 1964 quando fu trasferito a Teggiano come direttore del P.O.A. Nel 1967 divenne Parroco di Silla di Sassano e Varco Notar Ercole risiedendo sempre a Teggiano. Nel settembre 1971 fu nominato Parroco della nuova Parrocchia a Sala Consilina (Salerno) dove dal ’76 fu anche Rettore della Comunità. A novembre del 1982 fu trasferito al Santuario dello Sterpeto, prima come economo della comunità e nell’88 come Rettore e Parroco. Nell’1989 per breve tempo fu Parroco della Parrocchia SS. Trinità a Parete (CE) e nel 1991 come collaboratore parrocchile a Ceglie del Campo (BA). Poi, dal 92 al 99 trasferito a Margherita di Savoia, fu collaboratore parrocchiale e successivamente ricoprì l’Ufficio di Rettore della Chiesa di San Domenico in Solofra (AV) dove vi rimase fino al 2001. Da luglio del 2001 fino alla fine della sua vita restò a Margherita di Savoia prima come Vicario Parrocchiale, poi come Rettore e per un periodo anche come amministratore Parrocchiale. Fino a qualche mese prima della sua morte offrì il suo valido contributo di vicario parrocchiale soprattutto come presenza accogliente nell’ufficio parrocchiale e per l’ascolto delle confessioni.

Dopo un’improvvisa caduta in casa, si comprometteva il suo quadro clinico già implicato per la sua insufficienza respiratoria e per la cardiopatia. Dopo qualche mese di sofferenza, assistito spiritualmente e materialmente dai confratelli della comunità, serenamente, la mattina del 16 agosto chiudeva la sua giornata terrena in attesa del premio eterno, avendo compiuto 89 anni di vita due giorni prima.

Alfredo è stato un religioso autentico e convinto, ha amato la Congregazione custodendo i begli esempi di vita religiosa che aveva ricevuto, soprattutto nei tempi della sua formazione, dai confratelli della prima ora. Il suo sorriso, la sua pronta obbedienza e disponibilità lo hanno reso amato e stimato dalla gente, dai Vescovi e dai sacerdoti che lo hanno incontrato. Fu sacerdote di spirito distinguendosi per la sua intelligenza e preparazione sia nell’azione educativa nelle scuole e successivamente nella predicazione. Aveva un linguaggio semplice, ma molto efficace. Negli ultimi dieci anni non poté esprimere al meglio questo aspetto del ministero per le difficoltà respiratorie e si dedicò molto nel servizio della riconciliazione. Preciso e ordinato come un certosino, ebbe sempre cura di ciò che gli veniva affidato, in particolare dei documenti e degli archivi. Ultimamente lo hanno ricordato per essere stato fondamentale nella ricostruzione storica di un intero paese e della comunità parrocchiale di Sassano. Da buon sardo, amava la fraternità e intrattenersi nei racconti di cui custodiva meticolosamente dettagli e volti. Devoto di Maria santissima respirò già in famiglia l’autentica fede delle persone semplici che pongono in Dio la loro fiducia. Fratello di tre sorelle suore poté sempre godere della loro preghiera e intercessione a favore del suo sacerdozio.

Comunicato Stampa Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie