Sole & Natura

D’Introno, lettera aperta all’assessora Iannella: «A Trinitapoli un punto di raccolta ed un cimitero degli animali»

TRINITAPOLI - «Mi rivolgo a lei, gentile dottoressa Iannella, perché so che i cani sono dei componenti rispettati e amati della sua famiglia. Consapevole che il randagismo e la cura degli animali non siano attualmente i problemi “prioritari” del nostro paese, ritengo però un mio precipuo dovere civico fare “dal basso” proposte, nella mancanza assoluta di iniziative di partecipazione al governo della cosa pubblica da parte dei cittadini.

Prima di tutto, vorrei lanciare un grido di dolore e di protesta contro l’indecoroso canile di Trinitapoli dove vive in cattività un numero “ignoto” di cani che ormai avranno raggiunto la tarda età senza aver avuto mai la possibilità di essere adottati da qualche anima pia. Andrebbe subito chiuso e avviata, con molta decisione, una campagna di sterilizzazione e di adozione per i reclusi messi in libertà nel territorio prima di realizzare a Trinitapoli, più che un altro canile, un punto di raccolta di cuccioli e randagi, una sorta di luogo, cioè, di stazionamento finalizzato essenzialmente all’adozione e ad attività didattiche di informazione sulla materia.

In secondo luogo, bisognerebbe risolvere un  problema che viene spesso “ridicolizzato e sottovalutato” da coloro che non convivono quotidianamente con gli amici a due e a quattro zampe.

I cani, gli animali di affezione in generale, muoiono due volte nel nostro paese. La prima è quando finiscono di respirare e di essere i compagni di vita dei loro padroni; la seconda è quando scompaiono dal perenne ricordo, espresso anche da un cippo, una tomba, un posto insomma dove andare a trovare i loro resti. Il cimitero degli animali è una scelta di civiltà, oltre che un messaggio concreto di rispetto e di amore verso tutte le creature del mondo. Valga come esempio l’esistenza di Scotty che qualche anno fa ha riempito di allegria e affetto la vita della sua giovane padrona. Si è ammalato, in seguito, gravemente, continuando sino alla fine dei suoi giorni a compiere il suo dovere di guardia del corpo e di compagno con grande dignità e senza mai un lamento.

Riposa ora sotto un albero. Nessun passante, però, nessun amico ed alcun bambino potranno mai conoscere, attraverso un nome, una frase, una foto quanta tenerezza e conforto ha regalato alla sua   padrona paraplegica.

Il cimitero degli animali può diventare una lezione “vivente” di umanità delle bestie. In Italia ci sono alcune città che hanno messo a disposizione un terreno per la sepoltura degli animali di affezione.

A Capaccio Paestum, in provincia di Salerno, a poca distanza dalla meravigliosa zona archeologica di Paestum (la città romana sorta sulla colonia greca di Posidonia), è stata adibita un’area a cimitero per animali secondo i dettami della legge regionale. Ma non si tratta di certo del primo caso del genere. Il primo comune ad effettuare tale svolta per omaggiare gli amici a quattro zampe è stato Aulla con il suo Parco degli affetti. Ma anche a Roma, nella “Casa Rosa” vi è un’area destinata a concedere eterno riposo a cani e gatti, alcuni dei quali appartenenti a persone famose. Tra i mille sepolcri agghindati con fotografie, ossi e giochini per cani e gatti riposano il cane del presidente della Repubblica Sandro Pertini e i gatti dell’indimenticata attrice Anna Magnani. Ma c’è stato anche spazio per la famosa gallina di Benito Mussolini.

Sarà possibile reperire un quadrato di terra per mantenere vivo il ricordo dei nostri amici animali?

Conto sulla sensibilità degli amministratori e dei consiglieri di Trinitapoli (ai quali viene inviata questa lettera per conoscenza) che non sottovalutano l’importanza che un animale possa avere nella vita dei bambini, degli anziani e dei cittadini che soffrono di gravi malattie.»

ANTONIETTA D’INTRONO