Sole & Natura

Cusmai: «Il falso buonismo di Marrano è devastante. Il suo allarmismo rischia di abbattersi sull’intera economia locale»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Devastante! Non trovo altri aggettivi per definire l’operato della giunta Marrano.

Sarebbe stato meglio non leggerlo quel comunicato incoerente e di mera facciata. Un comunicato decisamente antitetico rispetto a quanto lo stesso Marrano dichiarava il 3 ed il 6 gennaio scorsi.

Palese è l’incoerenza tra ciò che il sindaco stesso ha fatto un paio di mesi fa  e ciò che egli stesso scrive oggi solo perché, evidentemente, spaventato dalle reazioni dei lavoratori.

Quando il sindaco, come del resto ha egli stesso ammesso solennemente in un’intervista, ha sollecitato l’intervento dell’Asl e dell’Arpa, a fine 2017, non lo ha fatto certo per tutelare i lavoratori ma per “un oggettivo pericolo di salute pubblica” e per “dare contegno” a  ciò che circonda l’impacchettatrice (dimenticando che l’impacchettatrice era lì da molto prima del circondario).

Arpa e Provincia Bat non parlano di “oggettivo pericolo di salute pubblica” (parliamo di sale del resto) né di “contegno da dare”, (obiettivo del sindaco) ma è ovvio che se fortemente sollecitate, avrebbero relazionato su altro, così come ovvie sarebbero state le ripercussioni sui lavoratori.

Ora, essendoci già dal 2014 le prescrizioni della Provincia Bat, perché il sindaco non ha usato la diligenza del buon padre famiglia illo tempore? Perché non si è fatto promotore di un tavolo tecnico tra la proprietà Atisale, le organizzazioni sindacali e le autorità preposte? All’epoca la procedura di concordato non c’era ancora! All’epoca, anzi già dall’anno prima, dal momento del suo insediamento, avrebbe potuto assumere un atteggiamento che cercasse di tenere insieme occupazione, sviluppo economico e rispetto dell’ambiente. Non lo ha fatto, limitandosi a restare cieco e sordo anche quando già dall’aprile 2015 cominciavano le agitazioni dei lavoratori Atisale.

Si è interessato, invece, della sottoscrizione di un protocollo d’intesa con Atisale esattamente un anno fa (il 16 febbraio 2017 per il trasferimento di una serie di aree facenti parte della concessione Atisale), che non ha ancora prodotto alcunché.

Oggi, invece, ci parla di azione comune, soltanto oggi che l’effetto domino è partito, solo oggi a fine del suo mandato.

Perché ha lasciato trascorrere ben 5 anni il nostro sindaco? Perché non ha cercato di trovare un equilibrio tra le esigenze legittime degli abitanti di zona Erba Cavallari ed i lavoratori della salina? Perché ricordarlo solo a fine consiliatura?

È un tempismo che lascia perplessi soprattutto se ricordiamo che proprio il sindaco, oltre che socio di Salapia Sale (benchè di minoranza), è l’autorità sanitaria locale. In questa veste, ai sensi dell'art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, avrebbe anche potuto emanare ordinanze contingibili ed urgenti, se davvero ci fossero state emergenze sanitarie e di igiene pubblica, ma non lo ha fatto (evidentemente perché non c’erano i presupposti) insistendo, però, perché altri lo facessero.

Il pensare di poter chiudere un solo reparto delle saline significherebbe uccidere la nostra economia, ma nel contempo si è consapevoli della necessità non più procrastinabile che l’azienda garantisca la sostenibilità ambientale dell’attività di lavorazione e la sicurezza degli ambienti lavorativi.

I lavoratori non si aiutano accanendosi contro un’azienda di per sé in difficoltà, il falso buonismo del sindaco è arrivato troppo tardi ed inoltre l’allarmismo di un il falso inquinamento ambientale dovuto alle polveri di sale di cui anche il TG Norba ha parlato in questi giorni, auguriamoci non crei ulteriori problemi alla nostra già precaria economia.»

ANTONELLA CUSMAI

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