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Intervista all’imprenditore Domenico Vacca: «La nostra terra è meravigliosa! Qui vedo grandi possibilità di sviluppo»

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MARGHERITA DI SAVOIA - È stato definito dal New York Times “ambasciatore del lusso italiano in America”. Domenico Vacca, originario di Andria, è un imprenditore del settore Moda, uno stilista che con le sue creazioni presenta all’America le bellezze della Puglia. Riconosciuto maestro di classe ed eleganza, ormai da anni è di casa nella Grande Mela. Di strada, quindi, ne ha fatta tanta, riuscendo a vestire le più importanti personalità dello star system, come Dustin Hoffman, Al Pacino, Denzel Washington, ma non dimentica le sue radici: le sue creazioni “culturali” riflettono infatti i colori del nostro grano, degli ulivi e del mare. Laureato in legge, dopo un periodo iniziale di lavoro presso uno studio legale, ha seguito la sua passione più autentica, quella per la moda. Oggi a New York, sulla Quinta strada, ha un palazzo di dieci piani con galleria d’arte, studio fotografico e trenta appartamenti arredati in perfetto stile “Domenico Vacca”. Lo abbiamo incontrato, insieme alla candidata sindaco di Più Margherita, Antonella Cusmai.

Come si arriva a tanto successo?

R: Si arriva a questo successo con tanto lavoro, però prima è importante avere un sogno, realizzare qualcosa che avevo dentro di me da tanti anni, da quando ero qui in Puglia, essendo andriese, a poca distanza dalla bellissima Margherita di Savoia. L’idea era quella di espandere la propria professionalità, la propria cultura, e quindi andare verso l’estero per interagire con Paesi che possono insegnarci tante cose. New York è stata una meta importante per me, mi ha fatto capire come si può crescere da un punto di vista professionale e del business. Una volta arrivato a New York con il sogno di andare all’estero e assorbire il meglio degli Stati Uniti, è iniziata una lunga fase di lavoro duro che mi ha portato ai livelli attuali. Quindi serve avere una grande motivazione, un grande obiettivo, un grande sogno e poi lavorare duro per arrivare agli obiettivi fissati.

Cosa apprezzano maggiormente gli americani del made in Italy?

R: Il made in Italy ormai, più che un insieme di prodotti, è uno stile di vita: l’americano pensa subito al piacere della tavola, al piacere del vestirsi, al piacere di venire in Italia e trovare questa atmosfera magica di qualità, di stare con le persone. È lo stile di vita che avrebbero voluto avere in America e che noi abbiamo portato. È tutto il concetto dello stile di vita made in Italy che poi è sostenuto da prodotti di qualità come la moda, l’agroalimentare. Ma è soprattutto il modo di vivere, avere tempo per sé stessi, è la qualità della vita, di cui il made in Italy è ambasciatore nel mondo.

Lei ha dichiarato che con la stampa è possibile educare l’imprenditoria: in che modo?

R: Ho avuto una casa editrice per sei anni a New York, pubblicando la rivista “Italia Magazine” che promuoveva il meglio dell’Italia negli Stati Uniti, e mi sono reso conto che la stampa, che oggi è sempre più gossip e fake news, invece può, con le analisi, le interviste, gli articoli mirati, dare la possibilità all’imprenditore di avere informazioni per poter operare in un settore piuttosto che in un altro. Credo che la stampa abbia ancora una grande funzione: tutti gli imprenditori la mattina a New York leggono il Wall Street Journal, come in Italia il Sole 24 Ore, per esempio. È un modo per essere aggiornati, per capire cosa stanno facendo gli altri imprenditori, per sapere quali sono le norme che possono aiutare un imprenditore. La stampa è molto importante, se viene fatta bene.

Ha progetti futuri legati alla nostra terra?

R: Mi sta venendo un po’ di nostalgia della nostra terra, ultimamente. Più che nostalgia da mancanza del territorio, è nostalgia nel vedere quanto si potrebbe fare per il territorio. Ho girato nel mondo con la mia attività: New York, Miami, Beverly Hills, Messico, Medio Oriente, Londra… arrivo qui e vedo un grande patrimonio, dalle bellezze turistiche ai prodotti che questa terra offre, e immagino cosa potrebbe essere fatto e sviluppato qui. Ogni volta che rientro (il 50% della mia collezione di abbigliamento è fatta in Italia, in Puglia) vedo delle grandi possibilità e vorrei fare qualcosa per esempio nel settore turistico, magari un albergo Domenico Vacca.

È in compagnia di Antonella Cusmai, candidata sindaco alle prossime elezioni amministrative: quali suggerimenti ritiene di doverle dare?

R: Il motivo per cui sono qui con Antonella è perché penso che lei sappia già molto di quello che deve essere fatto in zona, perché da quando l’ho conosciuta ho visto una delle poche persone che ha una visione abbastanza “avanti” su quello che si dovrebbe fare. È cosciente del fatto che Margherita sia una perla, con grandi possibilità e potenzialità. Più che darle un consiglio, sono convinto che riuscirà a mettere insieme tutta una parte dei cittadini che la sosterranno per attuare dei piani che, ogni volta che ne parliamo, si capisce che provengono da una sua grande esperienza; si capisce che ha nel cuore Margherita di Savoia e quindi farà certamente bene.

Redazione CorriereOfanto.it