Ronzino replica “all’articolo” su Pyongyang Mare: «La disperazione porta a cattivi consigli: Ronzulli, cosa vuole insinuare?»

MARGHERITA DI SAVOIA - «C’è qualche punto che riesco a condividere con il signorino Ruggero Ronzulli in quello che è stato il suo affondo, con l’ennesimo comunicato stampa di giorni or sono (leggi, ndr), ove è a deplorare anche l’attività di parte della minoranza: “l’esplosione di un caldo umido che a volte fa perdere la ragione a qualcuno e, specie alle pecore smarrite”.

Trovo strano che uno che vive intorno alla politica, che per scelta e comodità non si è mai cimentato o messo in gioco in una lista di preferenza, si sveglia un bel giorno, per esternare una sortita poco veritiera, alquanto infelice, perché probabilmente attenzionato da alcuni qui-quae-quod di turno.

Forse, il signorino, ha voluto spronare e scuotere l’ambiente politico, ivi compreso il suo di riferimento, che poi sarebbe alquanto legittimo, visto la circostanza.

Ma qualcosa ha influito nell’animo del signorino per sfogare la sua insoddisfazione in questo momento.

Ne giustifico l’amarezza per la disgregazione della lista Più Margherita e la conseguente scelta del percorso politico del capo lista; ma questi, non c’entra con l’investimento nella gelateria appena inaugurata, anche perché, e, per fortuna, il signorino non figura tra i firmatari delle tante autorizzazioni per l’apertura dell’attività.

Vadi a gustarsi un gelato con i suoi amici, in P.zza Marconi; probabilmente potrà averlo gratis, visto i rapporti.

O, forse, la defenestrazione da quegli uffici che occupava la sua Organizzazione OnLus di Lega Ambiente (dicasi, Onlus) in zona recinto delle Saline di Stato, per le visite guidate, insieme ai suoi accoliti, che improvvisamente si sono visti sottrarre probabili emolumenti che rappresentavano un arrotondamento a quelli già in essere per altre attività di affini, che permettevano loro una vita più agiata e spensierata, alla faccia dei tanti giovani disoccupati.

Posso anche giustificare lo sfogo verso una maggioranza che sta venendo meno alle aspettative anche del signorino.

Ma la minoranza, che ha preso circa il 52% dei voti, che “ci azzecca”…. (Di Pietro).

Noi del gruppo L’Avvenire”, in consiglio comunale, unico luogo democratico di discussione, abbiamo votato contro tutti gli emendamenti di circostanza, tranne quelli di interesse comune per la collettività, passati all’unanimità e che, sostanzialmente, risultano pochissimi.

In questi giorni ho perso tanto tempo su internet per verificare se il governo Giallo-Verde, capace di tutto, avesse revisionato la legge elettorale per i comuni al di sotto dei 15.000 abitanti, con un appiglio qualsiasi, che permettesse alla minoranza di sostituirsi alla maggioranza del governo cittadino nel caso di insoddisfazione di uno o più abitanti, o di più cantastorie: ebbene, non ho trovato assolutamente niente; questi implica che l’avv. Bernardo Lodispoto, che il signorino ha volutamente omesso di menzionare nel suo comunicato stampa, con la lista “Margherita Migliore”, eletta democraticamente alle assise del 2018, deve ed ha il dovere di governare; alla minoranza, in quei banchi che competono, spetta il compito di controllare e dare anche dei suggerimenti migliorativi.

Condivido il passaggio di papà Michelone e zio Filippo, ma noi: che centriamo con questo compromesso?

È stato un onore per me a 27 anni guidare la meravigliosa lista “L’AVVENIRE” ed entrare in competizione grazie all’aiuto di tutti i componenti, e, di quanti ci hanno sostenuto, che abbraccio calorosamente.

Invece le pecore e non le pecorelle, i pusillanime, se ne stanno in disparte, e si attivano nell’arte dei cantastorie e dei falsi moralisti, specie quando sono scontenti; si metta in gioco per valutarla, piuttosto che stare eternamente alle spalle magari del vincitore di turno.

Ammetto la delusione della sconfitta, tanto quanto non accetto l’aver fatto cadere la mia amministrazione perché interessato alla carica di Sindaco.

Caro signorino, ci sono state motivazioni ben più profonde, già pubblicate e forse condivise anche da lei, che non sto qui a rimembrare.

Anche dietro una scrivania, lavorando, si cerca di tenere le antenne comunicanti con il paese.

Stia tranquillo, non c’è solo quella che si è definita minoranza attiva e, che ha tanto beatificato, a contrapporsi alla maggioranza, ma anche e soprattutto lo scrivente; si vada a leggere le stenotipie dei consigli comunali, prima di lanciare sassi che possono tornare indietro e colpirla.

Stia in grazia, signorino, non ho fatto compromessi con nessuno e, tanto meno con questa maggioranza. Scenda in campo se ha il coraggio e metta la sua intelligenza e la sua sapienza a disposizione del popolo margheritano, che per l’occasione potrà giudicarla, anziché esternare sortite alquanto anomale e poco convincenti.

Non me ne voglia.»

Dr. CARLO RONZINO