Terzo ed ultimo capitolo della saga del dominio totalitario

MARGHERITA DI SAVOIA - Cuando calienta el sol aquì en la playa...

ORE 12,00: la notizia rimbalza da un ombrellone all’altro, da un lido balneare all’altro.

“Momenti drammatici davanti all’ingresso del Palazzo di Città: in tre si sono incatenate ad una fioriera ed hanno iniziato lo sciopero della fame e della sete. Accanto un tazebao che riporta i motivi della clamorosa protesta: *Abbiamo presentato, per conto della residua minoranza, la richiesta di copia dei contratti dei Parcheggi e della Pista di pattinaggio, nonché di tutta la documentazione relativa alla vicenda IPAB, allo scopo di disporre di notizie certe ed utili all’azione di verifica e controllo e comunque necessarie per espletare al meglio il mandato di consiglieri (art. 14 e 15 dello Statuto Comunale e art. 8, 62, 63 del Regolamento del Consiglio Comunale. Nessun riscontro da parte del nuovo Ufficio preposto (S.S.C.) che parla di notizie riservate, di non voler esercitare mansioni spionistiche e di essere in ogni caso all’oscuro di tutto*”

ORE 13,00: le notizie fresche si accumulano e si sovrappongono.

“È partito immediatamente il tentativo di bonario accomodamento da parte di un incaricato dell’U.S.C. (Ufficio Spezza Catene), il quale, per stemperare il clima carico di energia nervosa che potrebbe guastare l’atmosfera di armonia e fratellanza che regna in paese e far fallire il Grande Progetto Integrativo ed Inclusivo in atto, ha offerto un thermos contenente acqua fresca e tre panini con la mortadella. Nonostante la situazione estremamente seria, l’offerta è stata logicamente respinta, con una sonora risata! Accantonato il maldestro tentativo dell’U.S.C., con prontezza di spirito, hanno preso in mano la situazione quelli dei S.S.C. (Servizi Segreti Comunali) che avviano una serrata azione di convincimento mediante l’offerta, questa volta, di un cestino contenente una ciotola di cannolicchi, una teglia di riso - patate e cozze, una bottiglia di Cacc’ e Mmitt e tre vaschette di gelato delle più rinomate gelaterie locali: offerta logicamente e sdegnosamente rifiutata!

Visti inutili i tentativi di prendere per la gola le contestatrici, arriva dall’Alto Comando Generale, che ritiene speciose le argomentazioni delle scioperanti e sleale il metodo adottato, l’ordine di tirare fuori l’asso dalla manica e di giocarlo: titillare le corde sensibili della vanità femminile mediante l’offerta di un set di ben tre valigie di Louis Vitton. Niente da fare, un ulteriore fermo logico rifiuto! Si tenta allora il tutto per tutto. Viene riproposta l’idea geniale e feconda attualmente molto gettonata: un bel piatto di lenticchie a testa! Macché! Il problema sembra di non facile soluzione: una situazione di stallo che lascia col fiato sospeso. A questo punto l’S.S.C. decide di optare per le maniere forti: parte la minaccia di far pagare l’occupazione del suolo pubblico, viene lanciata l’accusa di disturbo della quiete e dell’ordine pubblico, l’addebito di violenza metropolitana e di condotta illecita in pubblico, l’imputazione di comportamento e condotta illegale, reati per i quali preannunciano pronta e severa repressione”.

ORE 14,00: perviene un aggiornamento.

“Severi e pignoli, gli addetti dei S.S.C. (Servizi Segreti Comunali), il cui motto è *Non mollare l’osso*, esibiscono il nuovo regolamento locale per richiedere ed ottenere copie di documenti dal titolo *Alle calende greche* e ne elencano gli articoli:

1) Chi ne fa richiesta non può che essere un potenziale nemico o un perdigiorno (altrimenti starebbe a lavorare);
2) La richiesta deve essere pertanto scoraggiata;
3) Bisogna non avere interessi specifici;
4) Non sono ammessi trattamenti di favore: nessuna distinzione quindi tra Margheritani e Salinari;
5) Il tempo, tra richiesta e consegna, può essere lungo, spesso molto lungo;
6) Pochi giorni di coda rientrano nella normalità;
7) Rispetta il tempo altrui: non importunare;
8) Gli orari sono ben definiti: chiusura assoluta sabato e domenica, tutti i pomeriggi, durante le ore delle pause caffè, aperitivi, pranzi e tabacco;
9) Spesso gli addetti sono costretti ad assentarsi per via di altre incombenze, commissioni, affari, permessi sindacali e per donazione del sangue: per favore non fate richiesta del loro numero di telefono;
10) Non è possibile chiedere più di una copia per volta;
11) Per via della precaria situazione finanziaria del Comune è consigliabile presentarsi muniti di una risma di fogli e cartucce di inchiostro per la stampante;
12) Se va tutto bene, ci sono buone probabilità di ritornare dopo trenta giorni per ritirare la copia della richiesta iniziale.

Passa un giorno, passa l’altro: que serà serà!

Il valorosissimo corpo dei S.S.C. (Servizi Segreti Comunali), il cui motto di riserva è *Vorrei ma non posso*, dando fondo alla splendida preparazione acquisita, sta ancora evadendo richieste ereditate dalla passata Amministrazione. Tutti fanno domande, ma l’ufficio purtroppo non dispone di risposte: vale sempre quella istituzionale….“aveta ste o resist!”

Ognuno eviti quindi di importunare: si rammenti che anche la migliore delle pentole a pressione, alla lunga esplode!

Per lenire la sofferenza dei richiedenti, dovuta alle interminabili attese, è stato rispolverato un impianto stereo anni 60 che diffonde continuamente registrazioni di canzoni di Adriano Celentano (...e intanto il tempo se ne va...), di Ivan Fossati (...c’è tempo…) e, per i cultori della musica, dei Pink Floyd (Time).   

ORE 17,00: Edizione straordinaria di una importante testata:

“Una equipe di esperti sta verificando il grado di attendibilità delle notizie pervenute in spiaggia: per il responso ci vorrà del tempo, molto tempo…”

Sospiro di sollievo da parte dei villeggianti che finalmente possono esaudire il desiderio, frustrato per tante ore, di balneazione.

Cuando calienta el sol aquì en la playa…

GIACINTO DISTASO