Elezione del Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, tante incognite

MARGHERITA DI SAVOIA - “Qui non si tratta di vincere o perdere! Qui si tratta di esistere o meno”: sono gli umori del centrodestra della sesta provincia pugliese in vista delle elezioni del Presidente della Provincia BT, fissate per il prossimo 26 settembre

Come è noto, la Provincia è un ente di secondo grado e grazie alla riforma Delrio vive in uno stato di assoluta precarietà. In ogni caso, l’ente va governato, e si spera governato bene, perché i cittadini non possono essere vittime delle incapacità politiche: scuole, strade e ambiente gridano aiuto.

Rispetto alle elezioni del Presidente c’è un assordante, quanto inquietante, silenzio, che dovrebbe destare preoccupazione non solo negli addetti ai lavori, ma soprattutto nelle popolazioni della sesta provincia pugliese. Per quanto il voto - c.d. ponderato - sia riservato ai soli consiglieri comunali, i partiti non possono restare silenti o operare a fari spenti. Il centrodestra, o ciò che resta o sarà, deve destarsi e dare segni di vita. Riesce difficile immaginare consiglieri di FdI, Lega o FI votare candidati presidenti di centrosinistra e sottostare a logiche, se non scontri, tra consiglieri regionali alle prese con un regolamento di conti (dal sapore della disfida di Barletta) che hanno come obiettivo quello di lanciare un’opa su tutti i comuni della BAT in vista delle elezioni regionali. Chi non si rivede nel PD (Caracciolo/Mennea) deve auspicare di esprimere un proprio candidato di centrodestra al di là delle “aritmetiche” possibilità di successo.

Qualcuno forse ha paura di verificare lo stato di salute del centrodestra anche per le imminenti tornate elettorali (amministrative e regionali) per non far uscire allo scoperto camaleonti, carbonari e disfattisti? In passato i Sindaci hanno dato prova di compattezza raggiungendo accordi istituzionali, con il brusio dei partiti o dei consiglieri provinciali. Oggi si assiste ad uno stallo istituzionale pauroso, con i partiti che annaspano in una melina comatosa. L’auspicio è che le segreterie dei partiti di centrodestra, con i propri consiglieri provinciali di riferimento, avviino presto un percorso in grado di esprimere un proprio candidato presidente, così da evitare che i consiglieri di FdI, FI e Lega votino a sinistra, o scappino non andando proprio a votare, e che il centrosinistra scelga un candidato presidente anziché scadere in un brutto regolamento di conti... mentre le stelle stanno a guardare. A dare vita a questa situazione sono diversi fattori: i pentastellati, che non partecipano al voto; il Comune di Andria commissariato; le amministrazioni di cinque città che vivono un ibrido equilibrio tra destra e sinistra; i confronti nel PD; i confronti in FI; i confronti tra Direzione Italia e FdI; il terremoto di assestamento nella Lega; le metamorfosi di alcuni consiglieri comunali in corso d’opera.

Una bella matassa da sciogliere, mentre i cittadini aspettano. Non sarebbe meglio ridare la parola ai cittadini?

GAETANO DALOISO