Case popolari, delibere di Giunta, vertenza pescatori, incarichi provinciali, opera “Sacra Famiglia” e strade: Rutigliano interroga Lodispoto

MARGHERITA DI SAVOIA - «Sig. Sindaco-Presidente, a proposito del suolo su cui sorge il fabbricato delle case popolari in zona Regina bisogna stabilire la VERITÀ e come diceva George Orwell (giornalista e scrittore inglese del secolo scorso): “in tempi di menzogna universale dire la verità è un atto rivoluzionario”.

Per dire la verità a volte ci vuole coraggio ma ne vale la pena: solitamente si evita di dire la verità perché scomoda o per coprire gli sbagli.

CASE POPOLARI - Con il suo comunicato stampa apparso sul La Gazzetta del Mezzogiorno del 17 luglio u.s., così dichiarava “[...] come avvenuto a suo tempo per il manufatto realizzato al porto canale e concesso da parte del Comune senza averne titolo per assenza di concessione demaniale, l’immobile destinato ad edilizia residenziale pubblica era stato realizzato su suolo del demanio, aprendo così la strada a nuovi contenziosi e soprattutto bloccando la consegna [...]. Accertata questa situazione, che non dipende dalla “mia” amministrazione - precisa Lodispoto - abbiamo ingaggiato una corsa contro il tempo […]”.

Sembra l’amministrazione dei miracoli terreni e dell’appuntarsi medaglie non proprie.

Per quanto riguarda l’immobile detto “Fisherman Market” (costruito a porto canale) nonché per i suoli di zona Regina, compreso quello ove insiste il fabbricato in questione, è stato ampiamente illustrato e chiarito con l’articolo in data 18 agosto u.s. a firma del Gen. Dott. Paolo Marrano ed in precedenza sui suoli di zona Regina e Armellina con il mio articolo del 21 giugno u.s..

Per onore di verità bisogna fare una breve cronistoria per quanto riguarda la costruzione del fabbricato in questione e precisamente: con le delibere del Consiglio comunale n.8 del 14.5.2007 (amministrazione Camporeale) veniva approvato il PIRP e n.8 del 19.4.2010 (amministrazione Carlucci) veniva ratificato l’accordo di programma al fine di avere la concessione del finanziamento necessario e come in seguito fu concesso. Lei in entrambe quelle amministrazioni era consigliere comunale di opposizione: come mai non si era accorto in quel momento della mancanza del titolo, a suo dire, scoperto in ritardo? In seguito con delibera della G.C. n.28 del 10.2.2015 (amministrazione Marrano e suoi componenti di partito, consiglieri comunali di opposizione) veniva approvato lo schema di convenzione regolanti i rapporti tra ARCA CAPITANATA e il Comune; con successiva delibera di C.C. n.41 del 25.11.2016 (amministrazione Marrano), veniva approvato alla UNANIMITÁ (17 presenti), lo schema di convenzione per il diritto di superficie regolante i rapporti tra il Comune e l’ARCA CAPITANATA.

Con delibera di G.C. n.131 del 4.10.2018 (la sua amministrazione) modificava la delibera di G.C. n.30 del 24.2.2017 (amministrazione Marrano) con sostituzione del responsabile ai servizi urbanistici in quello ai servizi sociali al fine di bandire il concorso per l’assegnazione di alloggi; seguita da Determinazione gestionale n.688 del 31.10.2018, di approvazione del detto bando e successione delibera di G.C. n.190 del 18.12.2018, per la nomina della Commissione, e di seguito determinazioni gestionali n.226 del 21.3.2019 e 511.7.2019, rispettivamente di approvazione della graduatoria provvisoria e approvazione definitiva degli aventi diritto.

A suo dire, al momento dell’assegnazione si accorge o le riferiscono di un difetto del titolo di proprietà dell’area.

Come mai prima di assumere i suoi atti non si era/erano accorto/i? Il terreno di cui trattasi era già stato acquisito al patrimonio comunale - come già chiarito nel mio articolo del 21.6.2019 e di cui al contratto a rogito del Segretario comunale n.1612 di Repertorio del 19.5.2009, debitamente registrato e trascritto ai competenti uffici - perciò era seguita l’assegnazione di cui alla delibera consiliare del 19.4.2010, e di seguito si procedette alla sottoscrizione della convenzione con l’ARCA CAPITANATA.

ERRORI O DIMENTICANZE? - Sig. Sindaco-Presidente, mi permetto di segnalarle che la delibera di G.C. n.151 del giorno 8.8.2019, “Aree di proprietà comunali in località Città Giardino ecc. Atto di indirizzo”, nello stesso atto non è richiamato il titolo di proprietà con il quale il Comune è proprietario del terreno sito in Margherita di Savoia (di cui alle particelle 1026,1027,1028,1031,1032,1044,1045,1046, 1047,1048,1049,1050 e 1051 tutte del foglio 26), per una superficie complessiva di metri 22.667,00 (ettari 02 are 26 centiare 67) e dalla verifica catastale non risultano intestate al Comune ma bensì a proprietari diversi. Quindi qual è il titolo di proprietà comunale visto che nell’atto giuntale tale titolo, forse, non è stato indicato erroneamente? Questo in considerazione del fatto che le particelle in questione sono di proprietà altrui. Forse si tratta di una disattenzione? E di chi? Così dicasi della delibera del C.C. n.38 del 30.9.2019 - “Adesione del Comune di Margherita di Savoia all’Associazione Europea delle Vie Francigene” - ove alla prima votazione non è indicato il nominativo del consigliere comunale che ha votato contro a tale accapo, mentre invece è riportato nel dispositivo della dichiarazione di immediata eseguibilità: è lo stesso consigliere o è un errore o dimenticanza? Come mai scoprite eventuali errori degli altri senza guardare i vostri?

Sig. Sindaco-Presidente, a volte quando incompetenza e superficialità si incontrano è la fine.

VERTENZA PESCATORI - Sig. Sindaco-Presidente, in questo momento è preoccupante il suo assoluto e assordante silenzio, come sindaco e presidente provinciale, sulla vertenza dei pescatori della nostra provincia che si sono recati in Bari alla Regione Puglia in data 8 ottobre u.s., per rivendicare il loro sacro diritto “al lavoro” e non a chiedere contributi sociali. Lei in merito ha fatto un comunicato stampa il 5 febbraio 2019, all’inizio della vertenza dei pescatori. Poi silenzio. Forse è stato preso da compiti istituzionali più urgenti?

Lei in qualità di Sindaco di un paese marinaro e come Presidente della Provincia che ha ben quattro Città marinare che fanno parte dell’Ente, unitamente ai suoi due nominati vice presidenti, (rispettivamente delle comunità di Barletta e Bisceglie), non ha fatto alcun comunicato di sostegno a questa categoria di lavoratori, messi in crisi anche dalle leggi emanate dall’Unione Europea che stanno impoverendo sempre di più le nostre marinerie. Le ricordo che il mestiere e/o professione di pescatore è una delle attività lavorative più antiche al mondo e che gli stessi svolgono con sacrificio, amore e orgoglio, in quanto non chiedono contributo ad alcuno per mantenere dignitosamente il proprio nucleo familiare. Questi lavoratori molto hanno dato e ancora molto vogliono dare alle nostre comunità sia per la crescita sociale che economica. Purtroppo, lo scarso impegno dei politici nel difendere le nostre marinerie porterà enorme disagio alle stesse con il grave pericolo della scomparsa di tale professione; una scomparsa che e già iniziata, in verità, a causa del disinteresse e della complicità dei politici a vario livello, i quali sono più impegnati a difendere gli interessi di bottega che quelli della popolazione. Forse per alcuni e/o molti di questi politici, il sudore e la fatica di questi uomini è “puzza”, mentre invece è “profumo” di passione, coraggio, amore per il mare, sacrifici e sogno di libertà. Almeno un vice presidente poteva essere di sostegno a Bari. Forse non è stato possibile per non dare disagio al presidente arcobaleno o a qualche suo fidato?

I DUE VICE PRESIDENTE - Forse lei, quale presidente della Provincia BAT è più concentrato ad assegnare poltrone, visto che detta Provincia è l’unica in Italia ad avere due vice presidenti, in contrasto con l’art.1, comma 66 della legge 7.4.2014 n.56, che così recita: “Il presidente della provincia può nominare un vicepresidente, scelto tra i consiglieri provinciali...omissis...”, ed in contrasto con l’art.20 comma 4 dello Statuto provinciale che così recita: “In caso o di assenza o impedimento del presidente le sue funzioni sono esercitate dal vice presidente”, statuto approvato con delibera del Consiglio Provinciale n.32 del 28.11.2013, data in cui lei era consigliere provinciale e inoltre presente a tale approvazione. Forse la scelta dei due vice presidenti è un atto dovuto in seguito ad accordi di partito e di interessi diversi, e non per interesse generale.

Forse la vostra attività principale sono gli slogan, i tagli di nastri e nastrini e la consegna di targhe e targhette, il tutto condito da triccheballacche. Manca solo l’assegnazione di una cittadinanza onoraria a qualche sconosciuto e/o politicante. Apparire per non programmare e dire per non fare.

L’OPERA “SACRA FAMIGLIA” - Infine sig. Sindaco, volevo segnalarle che recentemente per motivi religiosi ho fatto visita alla Chiesa di San Pio e non ho trovato l’opera, qui allocata, denominata “Sacra Famiglia” creata dal prof. e artista Mario Granata con la collaborazione degli studenti dell’Istituto Artistico di Cerignola e di cui lo stesso era preside, nonché nostro concittadino dato che è qui residente da oltre 50 anni. Ho chiesto notizie in merito e un conoscente mi ha riferito che l’opera era stata rimossa e portata altrove e senza che questi mi abbia potuto indicare il “dove”.

Le ricordo che l’opera fu donata alla comunità salinara dal Prof. Mario Granata e dagli studenti dell'Istituto Artistico di Cerignola.

L’opera, dopo la sua restaurazione da parte del Prof. Mario Granata (perché abbandonata alle intemperie atmosferiche in Piazza Marconi), prima delle festività natalizie dell’anno 2016 aveva trovato valida collocazione, con il consenso dell’artista, nell’atrio all’interno del Palazzo di Città, la Casa di tutta la comunità salinara (e non solo di qualcuno o del potere); infatti, al momento della sua collocazione l’opera fu benedetta da Mons. Peppino Pavone con la partecipazione dei parrocchiani delle varie Chiese cittadine, ciò in considerazione dell’alto significato cristiano che la stessa rappresentava e rappresenta ed anche come opera artistica. Dopo il suo insediamento sindacale l’opera fu collocata adiacente al Torrione ed esposta alle intemperie atmosferiche. In seguito trovò collocazione nella Chiesa di San Pio. E adesso dove la possiamo ammirare?

Forse c’è poca sensibilità verso ciò che rappresenta anche le nostre radici cristiane, storiche, della tradizione e cultura, oltre ad avere una scarsa sensibilità per l’arte in genere.

Sindaco, dia una giusta e valida collocazione all’opera e non ripensi al futuro prima ancora di averlo pensato.

Cordialità.

P.S.: Le strade centrali e delle periferie sono ancora piene di buche ed in un uno stato avanzato di degrado e creano, senz’altro, grave pericolo alla incolumità pubblica

RAFFAELE RUTIGLIANO (Salinaro e componente provinciale del movimento “Direzione Italia”, già “Noi con l’Italia”)