Muoio e Scognamiglio denunciano: «Non accolte le nostre richieste di accesso alla documentazione relativa ai buoni spesa»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Cari concittadini, noi consigliere Elena Muoio e Rosa Scognamiglio, dopo un periodo di silenzio scelto, voluto e condiviso con il gruppo “Centro Destra Margherita” ed in particolare con Fratelli d’Italia e Cambiamo! Con Toti, nel quale abbiamo ritenuto fondamentale “RISPETTARE” le paure, le preoccupazioni e le ansie che hanno stravolto la vita di tutti, con l’arrivo dell’Emergenza Sanitaria da COVID-19, che non ha impedito, però, di porre in essere quanto necessario per la tutela dell’intera cittadinanza, abbiamo deciso di tornare a scrivere perché è arrivato il momento che torniate ad ascoltare. Stiamo entrando in una “nuova normalità” ma, a quanto pare, certe cose non cambiano mai, nemmeno difronte ad una emergenza di questa portata, dove la politica continua ad essere “l’arte di impedire agli avversari di fare la loro parte”.

Quest’ultimo periodo ci ha viste armate di un “servizio silenzioso” ma attivo, fatto di azioni e non di futili parole, in un’opposizione sana e costruttiva che ci ha sempre contraddistinte dall’inizio del nostro mandato e che porteremo avanti fino alla fine dello stesso.

Ebbene, ci troviamo, ancora una volta, a denunciare la “violazione” dei nostri diritti di consiglieri comunali, impedendoci di poter svolgere appieno il nostro dovere e ruolo, infatti, di fronte alle ripetute richieste di accedere alla documentazione inerente ai “Bonus Spesa”, ci vengono sollevate motivazioni esclusivamente ostative al nostro mandato, portandoci ad interpellare le Autorità Competenti per la tutela all’esercizio delle nostre funzioni di consigliere. In fondo, chiediamo solo “trasparenza e legalità” per vigilare e controllare tutto ciò che riguarda le necessità e la tutela di tutti i cittadini, soprattutto, dei più “bisognosi”.

Come diceva il grande Cicerone: “Il buon cittadino è quello che non può tollerare nella sua patria un potere che pretende d’essere superiore alle leggi” e noi umilmente, lotteremo sempre, da buone cittadine, affinché ciò non accada!

A prova di quanto sopra dichiarato, vi riportiamo integralmente quanto da noi richiesto e contestato, perché è il momento di prendere atto e consapevolezza dell’operato di chi, come noi, non ha mai smesso di dare voce al “Popolo”:

“Noi sottoscritte avv. Elena Muoio e la dott.ssa Rosa Scognamiglio, in qualità di Consigliere Comunali, in riscontro alla V.s. del 04.05.2020, pervenuta dalla Responsabile dei Servizi Sociali, dott.ssa Chiara Giannino, siamo a contestare ed impugnare ogni adverso dedotto ed eccepito.

Inoltre, con la presente siamo a denunciare la “mancata applicazione dell’art. 43 D.L.vo 267 del 18.08.2000”, riguardante il diritto di ottenere dagli uffici comunali tutte le notizie e le informazioni in loro possesso ed utili all’espletamento del mandato ed al rilascio di documenti, senza limitazione. Il diritto di accesso dei consiglieri comunali può riguardare, in via generale, tutti gli atti di competenza del Comune, ivi incluse le informazioni relative all’attività svolta dal Sindaco quale ufficiale di Governo, come ad esempio i decreti di adozione, gli atti di riconoscimento - anagrafe della popolazione, i cambi di stato civile ecc.: ferma restando, naturalmente, la responsabilità del consigliere per l’utilizzo indebito delle informazioni acquisite (parere della Commissione del 7 aprile 2016).

In riferimento alla parte in cui la Dott.ssa Giannino, dichiara che “le nostre richieste avanzate di accesso agli atti e degli elenchi dei beneficiari del sostegno economico COVID-19, afferiscono all’accesso di dati sensibili ai quali va garantita la tutela e riservatezza ai sensi della normativa nazionale comunitaria (D.Lgs n. 196/2003 e Reg. UE 2016/679)”, ricordiamo ed evidenziamo alla stessa Dott.ssa Giannino che, le scriventi svolgono un compito istituzionale di verifica e controllo a norma di legge e che, pertanto, siamo tenute al segreto d’ufficio nei casi previsti dalla legge, in relazione alle informazioni ed alle notizie sui dati personali contenuti nei documenti, nel rispetto di quanto previsto dalla Legge n. 675/1966 e del D.L.vo n. 196/2003, come modificato ed integrato dal D.L.vo n. 101/2018.

Si evidenzia che, peraltro, la giurisprudenza ha chiarito sul tema della riservatezza dei dati che, il diritto di accesso dei consiglieri comunali non può essere compresso neppure per esigenze di tutela di riservatezza dei terzi con riferimento ai dati sensibili, eventualmente contenuti nei documenti oggetto di accesso, in quanto i consiglieri stessi sono tenuti al segreto, come specificato dallo stesso art. 43 del testo unico sugli enti locali, sopracitato.

Ai consiglieri è fatto divieto di divulgare tali dati se non ricorrono le condizioni di cui al D. Lgs 196/2003: nell’ipotesi di eventuale violazione di tale obbligo di riservatezza si configura una responsabilità personale degli stessi.

Il diritto di accesso dei consiglieri comunali, pertanto, è strettamente funzionale all’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo degli atti degli organi decisionali dell’ente locale, consentendogli così di valutare, con piena cognizione, la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’Amministrazione e di promuovere le iniziative che spettano ai singoli rappresentanti del corpo elettorale locale (vedi, tra le altre, la sentenza del Consiglio di Stato n. 4525 del 2014). Si configura, quindi, come peculiare espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività.

Gli unici limiti previsti sono correlati ad un eventuale abuso del diritto all’informazione riconosciutogli dall’ordinamento, che si concretizza in richieste assolutamente generiche, meramente emulative o non ragionevoli e, sicuramente, non è il nostro caso avendo specificato in modo dettagliato le nostre richieste di accesso agli atti presentate a mezzo PEC. (Leggi)

Infatti, le richieste indicano l’oggetto e lo scopo cui l’atto è indirizzato, così da mettere l’Amministrazione in condizione di comprendere la portata ed il contenuto della domanda.

Pertanto, i consiglieri comunali, quando dichiarano di esercitare il diritto d’accesso in rapporto alle loro funzioni e quindi per la tutela degli interessi pubblici (e non di interessi privati e personali) non sono soggetti a limiti particolari nell’esercizio delle loro funzioni e qualifiche.

Alla luce di quanto su esposto, chiediamo l’accesso agli atti e riscontro scritto degli stessi, come meglio specificati nella pregressa corrispondenza a mezzo PEC e che, di seguito, riportiamo:

- Come è stata regolamentata, da parte dell’Ente, l’emissione e la distribuzione dei “buoni spesa”;

- Il criterio con il quale sono state scelte le persone e le famiglie a cui destinare i “buoni spesa”;

- Quali sono stati gli strumenti per individuare le aziende (supermercati, macellerie, ecc.) che hanno aderito a questo servizio;

- Elenco dettagliato delle aziende fornitrici che si sono rese disponibili per il servizio dei “buoni spesa”;

- Quali sono le somme stanziate e quali quelle destinate per l’Emergenza da COVID-19.

Per quanto sopra indicato, con la presente siamo a chiedere, altresì, come è stato regolamentato il rapporto di collaborazione con le varie associazioni di volontariato e di cui chiediamo riscontro scritto, per questa emergenza sanitaria, anche ai fini della tutela e riservatezza dei dati sensibili che riguardano situazioni di “bisogno”, di persone che accedono e/o usufruiscono di tali servizi, dovendo garantire la tutela e riservatezza ai sensi della normativa nazionale comunitaria.

(D.Lgs. n. 196/2003 e Reg. UE 2016/679), essendo la disciplina di tali dati accostata a quella dei dati giudiziari, infatti, l’art. 24 della L. n. 241/1990 stabilisce che l’accesso è consentito nei limiti in cui risulti strettamente indispensabile, da parte dell’istante (in questo caso del beneficiario) la cura e la difesa dei propri interessi giuridici (comma 7).

Per tutto quanto evidenziato e per la tutela all’esercizio di noi consigliere richiedenti, chiediamo che le autorità in indirizzo, ed in particolare alla Prefettura BAT che vigila sull’applicazione delle leggi e disposizioni regolamenti delle amministrazioni comunali di detto territorio, intervengano e chiariscano alla Responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Margherita di Savoia, Dott.ssa Chiara Giannino, che quanto da lei scritto e che si allega, è nettamente in contrasto con il D. L.vo n. 267 del 18/08/2000, ed è motivo ostativo all’applicazione dell’art. 43 del TUEL e delle norme regolamentari innanzi richiamate!”

In attesa di un cortese e tempestivo riscontro, si coglie l’occasione per porgere Distinti Saluti.»

Avv. ELENA MUOIO (Fratelli d’Italia) e Dott.ssa ROSA SCOGNAMIGLIO (Consigliere del “Gruppo Misto”)

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