Di Benedetto: «È tempo di costruire e sostenere una squadra di governo costituita da persone capaci e serie»

MARGHERITA DI SAVOIA - La mia riflessione sulla situazione politico-amministrativa di Margherita in vista delle prossime elezioni ha provocato dichiarazioni di positiva condivisione, ma anche commenti malevoli e reazioni scomposte. Me l’aspettavo. Non mi sono mai illuso che le mie idee fossero condivise da tutti; anzi diversamente dal passato, non mi aspettavo tanti attestati di stima e tanti apprezzamenti. Ovviamente vi è chi ha commentato il mio intervento con ironia e sarcasmo, immaginando che lo stesso fosse finalizzato a favorire una mia discesa in campo, chi, invece mi ha dato del saccente, invitandomi, allo stesso tempo, ad entrare nella competizione per evitare la presenza di “nani e ballerine”.

C’è stato anche qualche candidato in pectore che si è chiesto a chi fosse rivolto l’invito alla riflessione e se con il mio intervento non avessi usurpato le funzioni proprie dei partiti politici.

Invero, con il mio intervento ho inteso solo esprimere la mia personale opinione, con un unico obiettivo: quello di scuotere le coscienze dei miei concittadini ormai immerse in un torpore letale per le sorti della città.

Sono convinto che di fronte all’assordante silenzio dei più, che è frutto dell’individualismo e dell’indifferenza più beceri, chi non si rassegna al declino della comunità di cui fa parte, ha il dovere di muoversi, di sollecitare gli ignavi, di smuovere le acque stantie dell’indifferenza o della rassegnazione.

A scanso di equivoci, io non sono candidato a sindaco, carica che ho ricoperto più volte in passato con onore e con qualche buon risultato, riconosciuto anche dai miei (numerosi) avversari. Mutuando l’incipit di una vecchia canzone, “non ho l’età” per amministrare una realtà così complessa; non ho più capacità di ascolto, la tenacia dei giovani ed utilizzo, come tutte le persone anziane, vecchi stereotipi per tentare di comprendere la realtà attuale. Cionondimeno, credo residui in me la capacità di analisi e l’equilibrio nel giudizio, determinato dall’età non più verde e dall’assenza di interessi personali in conflitto.

Quando ho sostenuto che non è tempo di nani e ballerine non intendevo riferirmi alle persone, tutte rispettabili, che hanno in qualche modo manifestato l’intenzione di candidarsi alle prossime elezioni per ricoprire la massima carica. Volevo solo rappresentare, dopo una sintetica analisi della situazione in cui versa la nostra città, le enormi difficoltà che il prossimo sindaco dovrà affrontare, in assenza di strumenti e strutture adeguate, in una situazione di degrado economico e sociale senza precedenti. Non intendevo neanche indicare tra i responsabili di questa situazione l’attuale amministrazione che, se vogliamo essere obiettivi, ha ereditato in buona parte le criticità segnalate, anche se ha fatto poco per tentare di superarle. Insomma Paolo Marrano non mi ha fatto rimpiangere la Carlucci (a proposito di…ballerine), anche se dopo un inizio promettente, contrassegnato dall’adozione di provvedimenti impopolari ma opportuni, è stato risucchiato nella gestione dell’ordinario, nel vizio della spesa improduttiva, in un inopportuno turn over tra i funzionari apicali, concausa della scarsa efficienza amministrativa. Non è stato certo aiutato dalla sua Giunta, costituita da persone rispettabili, ma non tutte all’altezza delle responsabilità e delle funzioni proprie di un pubblico amministratore. Non è stato nemmeno supportato da una comunità refrattaria alle regole, immemore del suo passato, della sua storia, arida ed ingenerosa nei confronti nei suoi cittadini più illustri (è passata in silenzio e nell’indifferenza dei più la morte di due esponenti della cultura salinara della statura di Emanuele Amoroso e, più recentemente, di Salvatore Lopez).

È il destino cinico e baro a minare negli ultimi anni le occasioni di sviluppo e di crescita della comunità salinara? Ci sarà pure una ragione a causa della quale la nostra città attraversa un lungo periodo di difficoltà che le impediscono di decollare come pur sarebbe possibile.

Come si spiega il fatto che qualche lustro fa era la comunità più ricca ed amministrativamente più dinamica ed evoluta del basso Tavoliere ed oggi è a qualche spanne di distanza da Trinitapoli e da San Ferdinando.

La risposta è semplice: i due comuni appena citati hanno avuto sindaci, di diverso colore politico, che hanno ben operato, grazie alla loro preparazione di base, al quotidiano impegno che hanno profuso nell’amministrare la cosa pubblica ed alla squadra di governo che hanno nominato per attuare il programma. Non me ne vogliano i rispettivi avversari politici, ma sindaci come Lamacchia o Di Feo, soprattutto in periodi di crisi, fanno la differenza per competenza e capacità di governo della cosa pubblica. Anche loro avranno commesso errori (per chi opera è fisiologico), ma i risultati della loro attività amministrativa sono evidenti. È sufficiente recarsi nei rispettivi comuni per apprezzare i progressi realizzati, nonostante una economia di base essenzialmente basata sul settore primario.

Margherita ha potenzialità enormi rinvenienti dalla possibilità di sfruttare risorse economiche diversificate (industria, agricoltura, pesca, terme e, soprattutto, turismo), dall’operare in un territorio straordinario per unicità e bellezza dell’ambiente, dalla possibilità di realizzare infrastrutture con investimenti modesti, magari in collaborazione con i privati in possesso di adeguati requisiti di onorabilità e di affidabilità. Si pensi all’enorme danno subito dalla città dalla mancata realizzazione del porto turistico, nonostante l’esistenza di un consistente finanziamento (6 milioni di euro), andato purtroppo perduto per l’incuria e l’incapacità di chi, qualche anno fa, amministrava la città.

Margherita può risorgere! A patto, però, che i cittadini più avveduti escano dal torpore, diano il loro contributo per costruire e sostenere una squadra di governo costituita da persone capaci e serie, si mettano in gioco per evitare che si verifichino gli errori del recente passato.

Io ci sto. Si faccia avanti chi è dello stesso avviso!

Avv. PIETRO DI BENEDETTO

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