Espropri delle zone Regina e Armellina, i clamorosi errori dell’amministrazione Lodispoto. Rutigliano: «Serve più competenza. Sciatavinn!»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Sig. Sindaco, leggendo il suo comunicato stampa dal titolo “Un anno di (dis)amministrazione Lodispoto, bilancio e prospettive nelle parole del Sindaco”, sembra di essere come “Alice nel Paese delle meraviglie”. Purtroppo, la realtà suggerisce altro! Infatti, invece di riferire iniziative ed obiettivi rilevanti raggiunti dall’amministrazione da Lei presieduta, come è suo solito fare, ha preferito appuntarsi medaglie di successi non propri, in quanto obiettivi raggiunti con impegno e determinazione da chi l’ha preceduta.

L’ELOGIO INGIUSTIFICATO - Del pari, l’elogio generosamente rivolto a tutta la sua squadra appare, invero, ingiustificato. Basti pensare che di alcuni dei suoi collaboratori, da un punto di vista politico-amministrativo, non conosciamo né il timbro di voce, né le iniziative, né le idee attuali e future. Tant’è che se avessero l’obbligo di presenza tramite il tesserino marcatempo la loro perdurante assenza dalla vita amministrativa dell’Ente, giustificherebbe la restituzione del bonifico derivante dall’occupazione della poltrona. Sembra l’epitaffio (spesso tradotto come orazione funebre o discorso funebre), che i greci riservano ai loro defunti (amministrativamente).

L’ATTO DI PERMUTA DEGLI ALLOGGI DI ZONA 167 - Sig. Sindaco, con il su citato comunicato stampa ha riferito circa la chiusura dell’accordo transattivo con la Direzione Regionale del Demanio, avente ad oggetto le occupazioni con vari decreti di occupazione di urgenza da parte del Comune dei suoli già di proprietà dell’ex Monopolio di Stato ed afferenti tra gli anni 1980-2004 e, quindi, riguardante anche alcune occupazioni operate durante i suoi due precedenti mandati da sindaco.

Sig. Sindaco, lei si è gratificato, unitamente alla sua (dis)amministrazione “forte e coesa”, di un traguardo certamente non suo. Valga il vero! Nel caso di specie le è bastato marcare con la X una casella.

Piuttosto, è bene ricordare che nei suoi precedenti mandati da Primo Cittadino nulla ha mai fatto in proposito. È vero, invece, che i sindaci che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante obiettivo sono stati, nell’ordine, l'ing. Salvatore Camporeale ed il Gen. Paolo Marrano, grazie al loro interesse generale e alla loro caparbietà nel raggiungere tale obiettivo.

Di certo non ci si aspettava da parte sua una tale compressione del suo “io” nel riconoscere meriti di altri; sarebbe bastato, magari, un onesto silenzio.

Ma veniamo ai fatti!

La deliberazione portata all’approvazione del Consiglio Comunale del 17 giugno u.s., è priva di alcun riferimento agli atti pregressi; tale lacuna potrebbe generare pregiudizio agli assegnatari degli alloggi, soci delle cooperative edilizie assegnatarie delle aree per le realizzazioni nel piano di zona 167 ed in particolare il secondo intervento - zona Regina ed Armellina -.

L’Agenzia del Demanio dello Stato, con proprio Decreto dell’1.12.2003, pubblicato sulla G.U. n.291 del 16.12.03, ha individuato un elenco di beni non più strumentali alla sua attività, tra cui i terreni in questione, insistenti sul territorio di Margherita di Savoia.

Successivamente, con le deliberazioni nn.66 e 67 del 12 dicembre 2006, il Consiglio Comunale di Margherita di Savoia, allorquando lei era consigliere di minoranza, votava all’unanimità dei presenti e, quindi, anche della sua, l’acquisizione delle aree e dei fabbricati espropriati con i decreti di occupazione d’urgenza tra il 1980 e il 2004 al patrimonio del Comune di Margherita di Savoia e ciò in applicazione al Decreto sopra menzionato e all’ex art.2/quinquies del D.L.27.12.2000 n.392, convertito in legge 28.2.2001 n.26, ecc., che brevemente così recita:

“I beni immobili compresi nelle saline già in uso all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e [...] non più necessari, in tutto o in parte, alla produzione del sale [...] I beni immobili di cui al presente comma, in quanto non destinabili a riserva naturale, SONO TRASFERITI A TITOLO GRATUITO, con decreto del Ministero delle Finanze, di concerto con il Ministro dell’Ambiente, ai comuni sul cui territorio i medesimi insistono".

Dette deliberazioni, nel mese di luglio 2007, furono notificate ai Ministeri interessati, nonché agli Enti Regionali e all’ex Monopolio di Stato, cui rispettivamente era devoluto il controllo su tali beni, senza che tali Enti frapponessero opposizione alcuna.

In esecuzione alla delibera del Consiglio Comunale n.66/2006, con la Determina gestionale n.359 del 19.5.2009 si procedeva alla definitiva acquisizione al patrimonio comunale di tutte le aree già soggette ad esproprio, così come formalizzato nell’atto n.1612 di Repertorio del 19.5.2009, a rogito del Segretario generale comunale, dr. Maurizio Guadagno, registrato presso l’Ufficio del Registro di Cerignola in data 27.5.2009 al n.84 e trascritto alla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Foggia in data 26.6.2009 ai nn.14858/9963 e volturate in favore del Comune.

In esecuzione a ciò ed in applicazione alla delibera di G.C. n.128 del 20.10.2001 - che recepiva l’art.31, commi 45, 46 e 47, della legge 23.12.1998 - tenuto conto di quanto già precedentemente stabilito con delibera del C.C. n.42 del 27.7.2001, successivamente modificata con delibera n.99/2002, si quantificava in euro 4,96 al mq., previo abbattimento del 40% sulle aree oggetto di opere di urbanizzazione, l’onere a sostenersi per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà relativo ai su citati interventi ex legge 167 - 1° e 2°. Con detta delibera di G.C. n.128/2001, si approvavano, quindi, gli schemi di convenzione che, tra l’altro, l’art.4 dello schema di convenzione riguardante le cooperative edilizie del secondo intervento, così recita:

Omissis...il socio [...] si impegna per sé o suoi aventi causa a rifondere alla cooperativa in proporzione al valore dell’area assegnata, eventuali oneri [...] anche quelli rivenienti dal Decreto di occupazione d’urgenza emesso dal Comune [...] Tale clausola deve essere inserita negli atti tra vivi. La mancanza di tale clausola renderà automaticamente nullo l’atto di trasferimento”.

In conseguenza di detti atti, le cooperative edilizie interessate e, segnatamente, quelle insistenti in zona Regina e zona Armellina, procedettero alla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, con conseguente assegnazione ai soci degli alloggi e delle relative pertinenze, con espressa indicazione negli atti pubblici rogati della clausola sancita dal su menzionato art. 4.

All’esito di ciò, i soci acquisirono il diritto di proprietà, tant’è che molti hanno traslato e con impegni bancari, pertanto, l’atto di permuta in questione (il cui significato è il reciproco trasferimento della proprietà di cose o di altri diritti da un contraente all’altro); potrebbe non essere efficace per le cooperative interessate, in quanto di seguito agli atti sopra richiamati, le cooperative divennero proprietarie del suolo e con riserva del pagamento nel momento in cui questo veniva richiesto. Pertanto, la trascrizione ai registri immobiliari di tale permuta e la relativa voltura catastale troverebbe certamente contrasto con quanto precedentemente precisato, in quanto ciò, potrebbe produrre un danno patrimoniale agli assegnatari e di conseguenza ai nuovi proprietari che hanno acquistato successivamente. Di seguito con atto rogato in data 21.7.2009 (di cui l’assessore al patrimonio e alle finanze era la dott.ssa Antonella Cusmai, oggi consigliere di minoranza e salvo altri assessori di quella Giunta), il Comune assegnava in proprietà superficiaria alla società “VILLA AZZURRA SRL”, con sede in Barletta, un appezzamento di terreno, foglio 14, particella 261, per la costruzione di una R.S.A. (contratto risolto, per la mancata costruzione della R.S.A.) con altro contratto notarile in data 28.20.2014, ove oggi detta area attigua al parcheggio in Via Risorgimento è destinata alle strisce blu.

Domanda: se gli atti di acquisizione, trasformazione, assegnazione, vendite ecc. erano imperfetti come mai tanti professionisti di diversi collegi notarili, istituti bancari ecc. hanno eseguito la traslazione della proprietà in diverse occasioni e gli istituti bancari hanno concesso i mutui? Se gli atti erano riconosciuti imperfetti da tanti professionisti certamente non avrebbero dato esecuzione di traslazione.

In merito andrebbe fatta la sola “transazione di natura economica” per il giusto riconoscimento del debito vantato dall’Agenzia del Demanio.

Ricordo a chi non vuole ricordare che il Gen. Paolo Marrano, già Sindaco del Comune di Margherita di Savoia, in seguito a svariati incontri di natura istituzionale avuti con l’Agenzia del Demanio e con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, per la risoluzione di questo annoso problema mai risolto da alcuno se non dai due sindaci nominati, ed in esecuzione alla perizia fatta dall’ing. Amedeo Petronelli di Foggia, nonché, agli atti esibiti per la costruzione di cooperative edilizie prima degli anni ‘70 in zona Regina, con enorme tempo trascorso alla ricerca degli atti nell’archivio comunale, la detta Agenzia addivenne al concordato di abbattere la richiesta di euro 3.311.979,08, oltre a interessi legali, spese ecc. e per una cifra presumibile di oltre 6 milioni di euro, convenendo ad un importo complessivo di euro 354.928,17 oltre alle spese per la transazione a carico del Comune, quindi, un enorme risparmio per i cooperatori e per il Comune, proposta dell’Agenzia del Demanio di Bari, prot.2018/4184 in data 15.3.2018, assunta al protocollo del Comune in data 15.3.2018 al n.4383 e con il parere favorevole dell’avvocato difensore del Comune.

IL SINDACO LODISPOTO POCO O NULLA HA FATTO - In definitiva, quindi, lei per il risultato raggiunto poco o nulla ha fatto se non apporre la X nella casella per la definizione della questione. Altro che appuntarsi la medaglia senza alcun merito (già due volte sindaco, forse il problema non lo conosceva?). Di seguito alla nota pervenuta per il concordato, l’Amministrazione del Sindaco Marrano, con delibera di G.C. n.45 del 23.3.2018, recepiva l’emendamento al bilancio di previsione 2018-2020, presentato da due consiglieri della maggioranza e ciò al fine di portare all’approvazione del bilancio la somma di cui trattasi, emendamento recepito con Delibera del Commissario Prefettizio n.10 del 14.5.2018 per la messa in bilancio di tale somma. Questi sono i fatti e i dati, e non chiacchiere.

Pertanto, sarebbe saggio ed onesto (da un punto di vista politico-amministrativo) riconoscere e dare ai Cesare quello che è dei Cesare (Sindaci Camporeale-Marrano) e togliere a questo Cesare tutto ciò che non gli appartiene; rimarrebbe nudo (da un punto di vista amministrativo).

Chiudo largomento ricordandole, ancora una volta, ciò che diceva Luigi Einaudi, secondo presidente della Repubblica Italiana, ponendo una domanda che ancora oggi è fondamentale per ogni buon amministratore: “Come si può deliberare senza conoscere?”.

IL MANCATO DIRITTO DI REPLICA IN CONSIGLIO E L’AGGRESSIONE ALLA CONSIGLIERA MUOIO - In ultimo Sig. Sindaco, ho seguito l’accapo di cui sopra durante il Consiglio Comunale, su Facebook in live-streaming: non è stato un bel vedere e sentire - con la partecipazione del Presidente del Consiglio il quale non difende i diritti di tutti i consiglieri comunali durante le riunioni del Consiglio - dato che toglie e da la parola come vuole e quando vuole e senza diritto di replica e/o di domande alla minoranza e/o a qualcuno della minoranza che non le garba; forse tale vostro comportamento deriva dall’appartenenza ideologica comune con qualche despota del Centro-America e/o della Corea. Si ravveda, per il buon nome della democrazia e per onore di tutti quelli che l’hanno preceduta su quella poltrona, per cui mai si è visto un simile comportamento, aggredendo verbalmente la consigliera avv. Elena Muoio, a cui va tutta la mia solidarietà, vicinanza e stima per il ruolo che svolge e nel modo in cui affronta i temi, la quale aveva dichiarato che si asteneva per la non condivisione di tale atto di permuta.

Chiedo: quanti della sua amministrazione “forte e coesa” conoscono la questione e gli atti sopra menzionati?

Inoltre, ciò che non trova riscontro è la motivazione politica-amministrava della sua astensione, del vice sindaco, Grazia Galiotta e del Presidente del Consiglio, Giuseppe Napoletano. Non conoscete i principi dell’art.78-comma 2- del D.L.vo 18.8.200 n.267, che recita: “Gli amministratori…devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardati interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. Lobbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale (come latto in questione) [...] se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dellamministrazione o di parenti o affini fino al quarto grado”, nonché, l’art. 46 del Regolamento del Consiglio, che prevede tale concetto. In merito non sussiste una correlazione diretta fra la posizione dell’amministratore, di cui all’art. 77 -secondo comma- del TUEL (sindaco e consigliere comunali) e l’oggetto della deliberazione. Se l’astensione è per il motivo che siete proprietari di alloggi di edilizia 167 nel secondo intervento perché avete partecipato alla discussione? Perché lei ha relazionato e aggredito? Unitamente agli altri doveva essere fuori dall’aula consiliare. Il suo consulente istituzionale non la rende edotto in merito? Forse ha ragione se non conoscete il disposto dell’art. 43 del TUEL, del Consiglio di Stato e i pareri del Ministero dell’Interno, figurarsi se vi sono noti gli articoli 77 e 78. Si circondi di funzionari più competenti. Come già detto sono le leggi che regolano e disciplinano la “democrazia e la libertà”. Se il Presidente del Consiglio non conosce questi concetti elementari per la conduzione dei lavori del Consiglio Comunale, si impegni ad avere altro incarico più confacente alle sue doti amministrative.

Difatti, stante alla sua e alle altre astensioni, ed in applicazione all’art.78 su menzionato, le delibere riguardati interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado sono: PARENTI: figli e genitori; sorelle e fratelli; zio; cugino; AFFINI: suocero/a, genero; marito e fratello della moglie; zio del marito rispetto alla moglie; cugino del marito rispetto alla moglie; ecc.. Chi fra i consiglieri comunali che hanno detto SÍ non ha un parente di cui sopra? Allora la deliberazione approvata è illegittima? Stante al vostro voto di astensione. Bho! Totò avrebbe detto: “Ma mi faccia il piacere”. Ma stanti tanti punti non chiari si può procedere anche alla modifica, come previsto dalle attuali leggi in materia.

I vostri consigliori istituzionali, Segretario e Vice Segretario, sempre presenti durante le riunioni dei Consiglio Comunali cosa vi consigliano?

A volte può sembrare come la storia di Pinocchio che si mette in mezzo al gatto e alla volpe.

Rinnovi, o altrimenti legga, anzi leggete e informatevi. Difatti, il genio dell’umanità (voi siete divini), un certo Leonardo da Vinci, diceva con orgoglio di essere un uomo “sanza lettere”, ma di sperientia”. Lui leggeva di tutto e di tutti, in quanto non sapeva il latino, lingua internazionale di quel tempo, ed aveva una libreria di 200 volumi che portava sempre con sè durante gli spostamenti e per quell’epoca una delle più grandi al mondo; infatti, le biblioteche più rinomate dell’epoca non raggiungevano i 30 volumi.

IL CONSIGLIERE NON ELETTO - Per concludere, su questo accaduto si è appreso che nel Consiglio Comunale di Margherita di Savoia, in barba a tutte le leggi e regolamenti statutari, pare sia stato “nominato” un consigliere comunale “non eletto” nella persona del Segretario comunale. Infatti, il Presidente ha dato la parola al “consigliere nominato” per replicare ad un articolo che la riguardava - e che io condivido pienamente - non dando la parola per diritto di replica previsto dal regolamento consiliare (siete allergici alle leggi e regolamenti!) ai consiglieri comunali interessati, Elena Muoio e Rosa Scognamiglio, purtroppo, elette democraticamente dal popolo. Il silenzio e la mancata difesa da parte delle altre donne presenti in Consiglio è una mortificazione per le donne.

Infatti, il suo comunicato stampa del 18 giugno u.s. è un delirio di un “divino” preso dalla sua onnipotenza divina e come se l’avv. Elena Muoio si fosse macchiata del delitto di lesa maestà.

Come il Sindaco, che con ipocrisia l’8 marzo (festa della donna) affigge il manifesto di auguri a tutte le donne; ma il Sindaco è uomo forte che non chiede mai scusa.

In un articolo pubblicato su questo giornale del 16.3.2017, un suo assessore, Grazia Galiotta, unitamente alla consigliera Antonella Cusmai ed altri, testualmente scrissero: “Chiediamo scusa ai nostri cittadini ed ai nostri turisti se abbiamo un sindaco così”.

Io, invece, chiedo scusa ai nostri concittadini di aver avuto un Sindaco e un’amministrazione così e sarebbe opportuno che andiate in ferie, per ravvedervi e riflettere, siete ancora in tempo, altrimenti se non vi aggrada SCIATAVINN!!!

Distinti saluti e buon lavoro.»

RAFFAELE RUTIGLIANO (Salinaro e componente del comitato provinciale del movimento “Noi con l’Italia”)

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