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Tre anni di storia casalina raccontata per strada tra musica e risate

TRINITAPOLI - Una nuova compagnia di cittadini ha riproposto domenica 16 aprile il “Mareccone”, un’antica tradizione popolare della quale tutti i casalini vanno fieri.

Durante il periodo pasquale, musici e cantori cantano per le strade del paese versi in quartine a rima baciata in dialetto che narrano in maniera scherzosa e ironica eventi accaduti nell’anno, accompagnati da chitarra, mandolino, fisarmonica, tamburello, chianca, triccaballacche e da “u catamàune”.

Il caratteristico “catamone” è un recipiente in latta ricoperto all’imboccatura da una pelle di animale inumidita con al centro una canna che, sfregata verticalmente, riproduce il particolare suono cupo che dà il ritmo alla composizione.

Le “cose amare dette con il cuore” (il significato che usualmente vien dato al termine “mareccone”), hanno avuto in passato autori di talento come i compianti Ninì Frisi e ancor prima Francesco Di Vincenzo, che oltre a scrivere i testi e a cantarli ne hanno conservato memoria scritta.

Molti concittadini si sono attivati nel tempo a mantenere viva questa tradizione, dai docenti delle scuole locali all’ex presidente della Pro Loco Vincenzo Orfeo, dal cantautore Franchino Scisciolo, da un anno scomparso, ai bibliotecari della Lilith med 2000.

Quest’anno l’allegra performance di strada ha potuto nuovamente aver luogo grazie alla “Cumbagneie di Sbulacchie”, costituita da 10 componenti tra musici e cantori con presidente Mimmo Di Biase, in collaborazione con la Caritas cittadina e l’Associazione Nazionale Carabinieri di Trinitapoli. Il gruppo, seguito dagli applausi degli spettatori, è partito dalla Cattedrale ed è passato per i principali luoghi di aggregazione della città per arrivare nei pressi della Parrocchia Immacolata. Come in passato, i novelli artisti hanno chiesto una ricompensa ma con una finalità sociale. Hanno infatti raccolto beni di prima necessità per la Caritas cittadina e fondi per la ricostruzione della cupola della Chiesa Matrice, seriamente danneggiata.

Grande il divertimento prodotto dalle strofe che hanno ripercorso con l’immediatezza delle immagini dialettali tutta la storia degli ultimi tre anni di Trinitapoli, dalla clausura imposta dalla pandemia, sino all’arrivo al comune del Casale della commissione straordinaria, tre commissari che “i re magi parn a vedè”.

Pungenti sono state le frecciatine lanciate contro alcuni degli ultimi lavori pubblici, come le piste ciclabili, e contro la ormai famosa rotonda nei pressi del mercato settimanale:

O’ MRKOIT A’ MBONDA A’MBONDA
IONN FATT LA ROTOND,
L’ONN FATT AKKSI’ PERFETT
KA’ SAGGEIR SOUL LA BICIKLETT.

I KAMIONIST TUTT INCAZZOIT
VOLN AGGIRE’ DA NALT A STROIT,
AGGIRN TUTT A TURN A TURN
KA IAVN TUTT I CAPTURN.

È il caso di suggerire, dopo tutte le disavventure degli ultimi anni, “canta che ti passa”.

E sarà mareccone tutto l’anno.

ANTONIETTA D’INTRONO (Foto: Giuseppe Beltotto)