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Di Feo: «Trinitapoli può tornare a splendere. IGP al carciofo violetto se le comunità collaborano»

Di Feo: «Trinitapoli può tornare a splendere. IGP al carciofo violetto se le comunità collaborano» Di Feo: «Trinitapoli può tornare a splendere. IGP al carciofo violetto se le comunità collaborano»
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TRINITAPOLI - Dopo il periodo buio della pandemia, il comparto agricolo del territorio ofantino ha una sfida importante da superare: tornare a valorizzare i prodotti di qualità della nostra terra per rilanciare l’economia. A dirlo è l’ex sindaco di Trinitapoli, Francesco di Feo, sotto il cui mandato, nel 2011, fu realizzata per la prima volta la Sagra del Carciofo. (Video)

«Il carciofo è di Trinitapoli o di San Ferdinando di Puglia? Domanda inutile - ha detto di Feo -, perché è indubitabile che la maggior produzione del carciofo avvenga sicuramente nei territori di Trinitapoli, ma è altrettanto indubitabile che oramai la sua lavorazione e commercializzazione ha preso piede in tutti i comuni. La sagra mi porta tantissimi ricordi: ricordi straordinari, perché riuscivamo a convogliare a Trinitapoli un po’ tutta la Regione Puglia. Arrivavano tutte le istituzioni regionali, il presidente della provincia, tutti i colleghi sindaci. Era un festival in cui partecipavano tutti gli imprenditori e si metteva in moto l’economia. C’era un grande lavoro da parte dell’associazione AVS, con in testa la presidentessa Antonietta De Rosa, Mimmo Strazio, Damiano Marzucco e tutti i suoi soci, che facevano un lavoro enorme per mettere sù questa kermesse apprezzata da tanti e cresciuta in maniera esponenziale. Noi come comune demmo il nostro apporto, affinché la fiera potesse essere istituzionalizzata». Anche grazie alla collaborazione di imprenditori come Pasquale Colasanto, Eugenio Di Fidio, Musciolà e tanti altri, l’evento crebbe in poco tempo, passando dall’atrio del palazzo comunale alla lunga fila di stand, che, a partire dalla chiesa dei Padri Cappuccini, si estendeva per tutto viale Vittorio Veneto e corso Trinità. La sagra cominciò a distinguersi per l’ampia offerta di prodotti agricoli provenienti da tutta la regione e la stretta collaborazione con gli altri comuni.

«Dopo il Covid - ha ricordato di Feo -, per tutte le vicende che conoscete, purtroppo la sagra si è fermata e rimetterla sù sarà un obiettivo futuro. Già tanti anni fa fu persa la fiera, ma il fatto che stia a San Ferdinando e che abbia preso quel bel volo, a me non può che fare piacere. Ora la sagra deve essere ripresa: vedremo nel tempo come ricostruire questo assetto, che era un assetto vincente, ma soprattutto un volano per l’economia della nostra città».

E proprio con San Ferdinando, in passato, Trinitapoli aveva avviato un progetto di rilancio strutturato intorno al carciofo (Foto): «Non ho mai ragionato per compartimenti stagni - ha proseguito l’avvocato -, per me una città da sola non può fare nulla: può crescere se c’è una coesione con le altre comunità. Mi è dispiaciuto, per la verità, perché nell’ultima Fiera del Carciofo, guidata dalla neo sindaca Camporeale, si faceva riferimento a voler valorizzare di nuovo il carciofo violetto: tutti si sperticavano a richiamare date, dimenticando invece che, proprio Salvatore Puttilli, sindaco nel 2019, organizzò un incontro durante la 59^ edizione della Fiera del Carciofo con il sindaco di Trinitapoli (all’epoca c’ero io) e con i sindaci dei cinque reali siti, e fu fatto un protocollo con gli imprenditori con l’obiettivo dell’IGP al carciofo violetto». Per di Feo, fare rete tra i comuni come strategia di crescita è dunque un imperativo: «Quando si cerca di valorizzare un prodotto, non bisogna guardare alla bandiera, al colore, all’amministrazione, ma bisogna cercare di ricordare tutti i passaggi che negli anni si sono fatti. Quel protocollo nel 2019, purtroppo, poi si è interrotto a causa della pandemia, e sono certo che avrebbe avuto un risvolto diverso. Mi ha fatto piacere che, da un lato, l’obiettivo sia stato ripreso e mi è dispiaciuto sia stato bypassato ciò che è accaduto quell’anno. Credo sia stata semplicemente una svista, ma, al di là dei meriti di ognuno, speriamo che questa iniziativa possa riprendere, perché valorizzare il nostro prodotto significherebbe mettere insieme tutte le forze produttive ed economiche esistenti sul nostro territorio. Non basta che ce lo decantiamo da soli, ma bisogna arrivare finalmente all’IGP, che darebbe la marcatura una volta per sempre a un prodotto che merita di poter caratterizzare ancora di più i nostri territori e diventare sempre di più forza economica».

La memoria storica insegna che «Trinitapoli può tornare a splendere» grazie alla sua produzione agricola di alto livello e riuscirà a ritrovare l’energia necessaria per imporsi come comune capofila nel settore. «Non si può pretendere che i commissari possano sostituirsi, da questo punto di vista, all’attività amministrativa propria di un sindaco, di una giunta, di un consiglio comunale - ha concluso di Feo -, ma vanno ringraziati per quello che possono fare nei limiti dei loro poteri. Per il futuro bisognerà avere ancora un po’ di pazienza e lavorare insieme».

Redazione CorriereOfanto.it