San Ferdinando di Puglia, scintille in apertura di campagna elettorale: botta e risposta tra don Mimmo Marrone e Michele Lamacchia su mafia e legalità

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - È iniziata con toni accesi la campagna elettorale per le amministrative del 25 e 26 maggio prossimi. Al termine del comizio di presentazione della lista “Progressisti e Democratici”, guidata dal già sindaco Michele Lamacchia, è intervenuto pubblicamente il parroco della Chiesa Madre, don Mimmo Marrone, con dichiarazioni che hanno immediatamente acceso il dibattito cittadino.

«È curioso vedere oggi una lista di sinistra accusare i preti di aver “inventato” la mafia nel nostro paese», ha affermato don Mimmo Marrone. Un’accusa definita “paradossale” dal sacerdote, che ha ricordato come negli anni ‘60 il cardinale Ernesto Ruffini, allora arcivescovo di Palermo, negasse l’esistenza della mafia, definendola «un’invenzione dei giornali e dei partiti di sinistra».

Don Mimmo ha sottolineato che, contrariamente a tali negazioni del passato, «la realtà purtroppo ci racconta di aziende con interdittive antimafia, di poteri criminali radicati nel tessuto economico e sociale del nostro paese». Ha poi aggiunto: «La mafia non l’hanno inventata né i preti, né i giornali, né i partiti. La mafia esiste. È carne e sangue, denaro e potere. Ed è il nostro silenzio il suo miglior alleato».

In chiusura, l’appello: «Restiamo vigili, liberi e responsabili. La verità e la dignità di un popolo non sono merce da barattare per qualche voto in più».

Non si è fatta attendere la replica di Michele Lamacchia, affidata ai canali social. L’ex primo cittadino ha respinto con decisione le accuse: «La bugia è un peccato. Se veicolata da un prete, il peccato è doppio», ha scritto Lamacchia. «Ci sono i video dell’intervento di questa sera in Piazza della Costituzione: mai, in nessun punto, è stato detto che la mafia non esiste».

Lamacchia ha chiarito che, attraverso una metafora, si è voluto ribadire che «non è un bene buttare via tutta l’economia locale, che ogni giorno vive grazie al lavoro onesto di tante persone, per combattere la criminalità».

«Siamo per buttare via l’acqua sporca - ha aggiunto Lamacchia - e siamo disposti ad accompagnare personalmente in caserma o in Procura chiunque sia vittima di ricatti mafiosi».

Il candidato sindaco ha infine ribadito l’impegno della lista per la legalità: «Se eletti, ci costituiremo parte civile nei procedimenti contro soggetti indagati per mafia. Non comprendere è consentito. Mistificare, invece, è dannoso, anche per la credibilità della causa che si dice di voler difendere».

Dunque, un avvio di campagna elettorale segnato da contrapposizioni nette, che lascia presagire un clima politico particolarmente acceso nelle prossime settimane a San Ferdinando di Puglia.

GIUSEPPE DALOISO