San Ferdinando di Puglia, l’appello di Puttilli scuote il centrodestra: “Serve ragionevolezza, prima che sia troppo tardi”

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Nella città ofantina il centrodestra si presenta diviso all’appuntamento con le elezioni amministrative. Due candidati sindaco, due percorsi distinti e una frattura sempre più evidente tra componenti che, per oltre vent’anni, avevano saputo mantenere coesione e competitività, contendendo il governo cittadino alla sinistra storicamente radicata sul territorio.

In questo scenario, segnato da personalismi e rivalità interne, è intervenuto pubblicamente Salvatore Puttilli, già sindaco e figura di riferimento dell’area moderata sanferdinandese, con un post su Facebook (leggi) che richiama con forza i protagonisti alla responsabilità politica. “Fuori dalla ‘bolla’ dell’adrenalina pre-elettorale, dei personalismi, delle legittime ambizioni personali e dei puerili veti contrapposti - scrive Puttilli - dovrebbe, dico dovrebbe, far capolino la ragionevolezza e la lungimiranza di una classe politica che, per circa vent’anni, è stata vincente e competitiva nella contrapposizione allo storico strapotere della sinistra sanferdinandese”.

Il suo è un appello chiaro, che non nasconde il disappunto per la situazione attuale. La spaccatura, infatti, rischia di tradursi in un indebolimento dell’intera area moderata, che pure ha rappresentato per anni un punto di riferimento per l’elettorato cittadino. Oggi, invece, si presenta al voto frammentata tra la candidatura di Aniello Masciulli, espressione della coalizione “Insieme possiamo”, e quella di Antonio Acquaviva, a capo del progetto civico “San Ferdinando di Puglia migliora”. Due iniziative diverse, ciascuna con la propria visione e i propri sostenitori, ma che nella forma appaiono come l’esito di un mancato confronto unitario, più che come la sintesi di scelte programmatiche realmente inconciliabili.

Masciulli, nel corso della presentazione pubblica della sua candidatura, ha rivendicato la volontà di dare continuità ad un’esperienza amministrativa di area moderata, puntando su una squadra giovane e sulla partecipazione civica. Al centro del suo programma figurano ambiente, decoro urbano, sostegno alle attività produttive e un’attenzione dichiarata alle politiche per i giovani (leggi). Acquaviva, invece, ha scelto una cornice più identitaria e civica, puntando sulla valorizzazione delle competenze locali, sulla trasparenza amministrativa e su un cambio di passo rispetto al passato (leggi). Entrambi i candidati affermano di voler rilanciare la città, ma partendo da impostazioni e sensibilità diverse, non necessariamente inconciliabili.

È proprio su questo punto che si concentra la riflessione di Puttilli, che invita tutte le parti a superare logiche divisive, a ricercare un punto di convergenza, per “salvaguardare l’obiettivo prima ancora delle ambizioni personali”. E aggiunge: “Lo credo si possa ancora fare, se non altro per rispetto di tutti quegli elettori che, per circa vent’anni, hanno continuato a sostenerci, nonostante le gioie e le debacle”.

Le sue parole hanno sollevato attenzione e riflessioni, ma al momento non sembrano aver smosso le posizioni dei due fronti, che proseguono autonomamente nella campagna elettorale. Tuttavia, la sensazione è che l’appello dell’ex sindaco non sia un semplice sfogo, ma un segnale politico forte, destinato a pesare nei prossimi giorni, quando le scelte si faranno definitive.

In un panorama politico sempre più frammentato, la moderazione e la responsabilità invocate da Puttilli rappresentano una bussola etica e strategica. Se ascoltate, potrebbero ancora contribuire a ricomporre il quadro. In caso contrario, il rischio è che la divisione si traduca in un’occasione persa, con conseguenze potenzialmente decisive sul risultato finale.

Tanto più in un momento delicato per la comunità sanferdinandese, che si appresta a voltare pagina dopo una fase commissariale, seguita alla conclusione anticipata della passata amministrazione (leggi). La prossima tornata elettorale rappresenta, dunque, non solo un appuntamento amministrativo, ma un vero e proprio passaggio di rifondazione democratica. In questo scenario, il richiamo all’unità delle forze moderate non è solo un auspicio politico, ma una condizione fondamentale per restituire stabilità e credibilità istituzionale alla città.

Non è escluso, a questo punto, che di fronte all’attuale stallo possano intervenire i vertici provinciali dei partiti di riferimento, per tentare una ricomposizione. In particolare, l’attenzione è rivolta al coordinatore provinciale di Forza Italia, Marcello Lanotte, e all’eurodeputato Francesco Ventola, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia: due figure che, per autorevolezza e ruolo, potrebbero ancora favorire un dialogo utile a scongiurare una competizione interna che rischia di essere penalizzante per l’intero schieramento.

GIUSEPPE DALOISO