SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Seduta dai toni accesi e dai contenuti rilevanti quella del Consiglio comunale di San Ferdinando di Puglia, svoltasi nel pomeriggio del 31 luglio. Assenti i consiglieri di opposizione Biagio Musci, Antonio Acquaviva, Angela Camporeale e Ottavia Dipaola, che hanno fatto pervenire una nota protocollata con cui hanno motivato la mancata partecipazione, sollevando criticità sulla gestione finanziaria dell’Ente. (Leggi)
Tra i temi principali all’ordine del giorno, il riconoscimento della legittimità di un debito fuori bilancio di circa 196mila euro, derivante da fatture inevase relative al servizio di incenerimento rifiuti fornito dalla società Progetto Ambiente. Il sindaco Michele Lamacchia ha ricostruito l’intera vicenda, spiegando che l’inadempienza ha determinato l’emissione di un decreto ingiuntivo e, successivamente, di un pignoramento: «Il debito iniziale era di 152mila euro - ha spiegato il sindaco - ma l’inerzia ha generato ulteriori costi. Riconosciamo il debito e trasmettiamo gli atti alla Corte dei conti».
Unico consigliere di opposizione presente, Aniello Masciulli ha ricostruito i passaggi risalenti al 2020, richiamando il ruolo dell’AGER e presunti accordi mai formalizzati che, a suo avviso, avrebbero potuto evitare l’insorgere del debito. Lamacchia ha replicato con fermezza: «Quando arriva un decreto ingiuntivo, o lo si impugna o si paga. Nessuna delle due strade è stata seguita, aggravando la situazione». Il riconoscimento del debito è stato approvato con 12 voti favorevoli e il solo voto contrario di Masciulli.

Il dibattito si è poi concentrato sull’assestamento di bilancio e sulla salvaguardia degli equilibri per il triennio 2025–2027. Lamacchia ha descritto un quadro complesso ma in progressivo riordino: «Abbiamo ereditato un bilancio instabile, con residui attivi mai accertati per circa 3,7 milioni sulla TARI. Sono stati spesi fondi basandosi su entrate previste e mai realmente incassate. Ora stiamo ricostruendo tutto, grazie all’impegno degli uffici e a rendicontazioni puntuali su ogni singola voce».
Proprio su questo punto, il sindaco ha rivolto un duro affondo all’opposizione: «In questo consiglio si sarebbe potuto discutere. I revisori dei conti erano già presenti nella precedente seduta, pronti a rispondere. Nessuno degli interroganti ha posto una domanda. E anche oggi, chi è bravissimo a digitare sulla tastiera, poi scompare dalle sedi istituzionali. Si rilasciano dichiarazioni pubbliche, ma non ci si presenta quando è il momento di assumersi responsabilità. Questo è grave: o non sanno leggere i bilanci, o mentono sapendo di mentire».
A sostegno delle sue parole, Lamacchia ha posto alcune domande emblematiche: «È vero o no che c’erano residui attivi mai accertati? È vero o no che oggi, grazie agli accertamenti, abbiamo dato respiro al bilancio? È vero o no che rischiamo di perdere finanziamenti per mancate rendicontazioni? Non si tratta di uno scontro politico, ma di una verifica oggettiva dei numeri. I cittadini devono sapere che chi non ha pagato riceverà ora le richieste per cinque annualità, e che stiamo lottando per non perdere i fondi destinati alle opere pubbliche».

Più prudente la replica del consigliere Masciulli: «Il bilancio presenta insidie, a partire da residui attivi di dubbia esigibilità, riscossione TARI ferma al 38% ed evasione che supera i 600mila euro. Serve monitorare l’andamento delle entrate prima ancora delle spese».
Duro l’intervento della consigliera di maggioranza Maria Riccarda Scaringi, che ha criticato l’atteggiamento dei consiglieri assenti: «Abbiamo letto la nota protocollata, ma un conto è astenersi dalla votazione, un altro è non presentarsi in aula, rinunciando al confronto pubblico. Questo comportamento, che sta diventando una consuetudine, danneggia non solo l’opposizione, ma anche il dibattito democratico. Così si svilisce il ruolo del Consiglio comunale e si alimentano polemiche fuori contesto, che non portano alcun beneficio alla comunità».
Infine, rivolgendosi al consigliere Masciulli, l'assessora Scaringi ha ricordato: «Abbiamo condiviso in passato un’esperienza di opposizione anche molto critica, ma farlo in aula, con gli atti alla mano, è cosa ben diversa da chi sceglie la strada delle accuse pubbliche senza affrontare il confronto diretto. Diffondere ricostruzioni fuorvianti significa tentare di delegittimare l’operato dell’amministrazione agli occhi della città».

Approvati a maggioranza anche gli altri punti all’ordine del giorno.
Comunità energetica rinnovabile “EPO - Energia Pulita Ofanto”: la maggioranza ha dato il via libera alla costituzione dell’organismo, che consentirà a cittadini, imprese e amministrazione comunale di condividere e produrre energia da fonti rinnovabili, con la possibilità di accedere a finanziamenti previsti dal PNRR. «Avevamo annunciato questo impegno in campagna elettorale - ha ricordato Lamacchia - e ora gli diamo forma concreta».
Convenzione per la Segreteria generale in forma associata: il Consiglio comunale ha approvato lo schema di convenzione con la Provincia BAT e il Comune di Poggiorsini per la gestione provvisoria del servizio, in attesa della pubblicazione di un nuovo bando.
Presentazione del DUP - Documento Unico di Programmazione: il documento, che delinea la visione strategica dell’amministrazione per i prossimi anni, sarà al centro di un percorso partecipativo a partire da settembre. «Sarà pubblicato online - ha dichiarato Lamacchia - e condivideremo il percorso con associazioni e cittadini. Vogliamo costruire insieme le linee guida per il bilancio 2026–2028. A chi vorrà partecipare chiediamo una sola cosa: leggere i dati. Solo con la conoscenza dei numeri si può contribuire in modo serio».
La seduta del 31 luglio si è chiusa con l’approvazione di tutti i punti all’ordine del giorno, confermando la volontà dell’amministrazione comunale di proseguire nel percorso di risanamento contabile e di programmazione strategica. Le assenze tra i banchi dell’opposizione e le divergenze emerse nel corso della discussione evidenziano tuttavia un clima politico ancora distante da un confronto realmente costruttivo. Le prossime scadenze - dai progetti finanziati con fondi PNRR alla definizione del bilancio triennale - rappresenteranno un banco di prova importante per tutte le forze consiliari, chiamate a misurarsi sui dati, sulle priorità e sulle responsabilità, con spirito di trasparenza e partecipazione.
LUCIA DARGENIO