Ufficio del Giudice di Pace, confronto tra l’Associazione Forense e i sindaci ofantini: definita una strategia su due livelli per garantirne la continuità e rafforzarne l’operatività

TRINITAPOLI - Si è tenuto nella giornata di oggi un importante incontro istituzionale promosso dall’Associazione Forense per discutere le prospettive di mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace, alla luce del rischio di chiusura e delle criticità organizzative che ne minacciano la continuità operativa.

Hanno preso parte alla riunione il presidente dell’Associazione Forense, avv. Giuseppe Salerno, insieme al comitato delegato dall’assemblea degli avvocati - composto dagli avv. Ludovico Peschechera, Nicola Lopizzo e Ruggiero Piccolo - e i sindaci di Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli.

Nel corso dell’incontro, l’avv. Salerno ha illustrato un quadro dettagliato delle risorse attualmente disponibili e dei risultati conseguiti dall’Ufficio del Giudice di Pace, evidenziando al contempo le criticità strutturali e funzionali che deriverebbero da un’eventuale chiusura o trasferimento del presidio giudiziario.

In particolare, è stata sottolineata l’inadeguatezza dell’attuale dotazione di personale amministrativo rispetto a un carico di lavoro destinato a crescere sensibilmente con l’entrata in vigore della riforma della giustizia di prossimità, che ha ampliato le competenze del Giudice di Pace in ambito sia civile che penale.

I tre sindaci hanno espresso con fermezza la volontà politica di mantenere aperto l’Ufficio, subordinando tuttavia questa disponibilità al superamento di alcune condizioni essenziali. In primis, è stato richiesto che sia formalmente riconosciuto che l’eventuale dismissione dell’ufficio non deriverebbe da una scelta politica, bensì esclusivamente da una grave carenza di risorse umane, e non da limiti economico-finanziari.

Un ulteriore punto condiviso dai rappresentanti istituzionali è la volontà di richiedere formalmente l’istituzione di un Ufficio di Prossimità, strumento previsto per agevolare l’accesso dei cittadini alla giustizia attraverso servizi di orientamento, supporto amministrativo e assistenza digitale.

Tale ufficio consentirebbe, tra l’altro, di alleggerire il carico burocratico degli uffici giudiziari centrali, compensando in parte l’attuale carenza di personale.

Tra le proposte operative, i sindaci hanno suggerito di mantenere invariata la struttura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli almeno fino al 31 dicembre 2026, in modo da consentire una valutazione più accurata delle soluzioni strutturali da adottare, in coerenza con l’evoluzione normativa e nell’interesse generale del servizio pubblico della giustizia.

È stata quindi definita una strategia di intervento su due livelli: da un lato, l’Associazione Forense si attiverà presso il Presidente del Tribunale competente per individuare soluzioni organizzative utili ad affrontare la carenza di personale, valutando anche l’eventuale utilizzo di risorse dell’Ufficio per il Processo o di personale esterno compatibile con l’ordinamento; dall’altro, i sindaci avvieranno un percorso istituzionale che prevede una formale interlocuzione con il Vice Ministro e, successivamente, con il Ministro della Giustizia.

In tale contesto, sarà riaffermato il principio secondo cui la competenza sul mantenimento degli uffici giudiziari è in capo allo Stato, e che i Comuni - pur dimostrando finora senso di responsabilità - non possono più farsi carico, in assenza di adeguati interventi governativi, della gestione del personale, senza compromettere l’erogazione di altri servizi fondamentali alla cittadinanza.

Lo sforzo congiunto dei Comuni, volto a garantire la piena operatività dell’Ufficio del Giudice di Pace fino alla completa attuazione della riforma, punta a ottenere dal Ministero l’assegnazione di personale adeguato e formato. In caso contrario, non vi sarebbero più le condizioni per assicurare il funzionamento del presidio giudiziario.

Redazione CorriereOfanto.it