MARGHERITA DI SAVOIA - «Egregio Direttore, ancora una volta, Mi permetto di intervenire presso il Giornale da Lei condotto e gestito, per manifestare ogni rammarico e per evidenziare la assenza di iniziative da parte dei rappresentanti Istituzionali locali e territoriali, legate alla soluzione del problema del degrado in cui versa il lungomare di Margherita di Savoia per la ininterrotta presenza di reticolati, cancelli, inferriate e arbusti di ogni genere e tipo che, da anni ormai, continuano a precludere la visione e l’accesso alla spiaggia e al mare, caratterizzando così negativamente la locale vita sociale.
La stagione marina si è ormai conclusa e, conservati gli ombrelloni e le sedie a sdraio, che tanto Ci hanno aiutato a trascorrere ore liete e serene distesi sulla magnifica e salutare sabbia ammirando il rilassante e meraviglioso mare, torniamo a rivivere quella vergognosa atmosfera di oppressione causata dalla preclusione dell’accesso e visione agli universali beni demaniali: la spiaggia e il mare del Nostro Paese!
Si spera, sentimento che, a Iddio piacente, non sarà mai perso, che la questione volgesse a dignitosa definizione, ma non si è mai creduto, come in passato si è già verificato, a quelle dichiarazioni recentemente rese su scala nazionale da un rappresentante dei gestori dei locali stabilimenti balneari, nel momento in cui ha riferito che: “gli stabilimenti balneari rimarranno aperti anche per tutto il mese di ottobre”.
No perché “fuori stagione” si pretenda lo svolgimento della prerogativa aziendale degli stabilimenti balneari ma, nell’ascoltare quelle dichiarazioni, quant’anche intrise di certa ipocrisia, si è pensato di trovarsi difronte a una sorta di attenuazione delle più ampie e insostenibili forme del problema, magari anche capace di alleviare quelle quotidiane frustrazioni che la parte sana della popolazione sperimenta vivendo questo territorio, naturalmente tanto ricco quanto degradato dalla irresponsabilità delle azioni di chi lo amministra!
È stato realmente intuito che il suono ipocrita di quelle dichiarazioni veniva a mescolarsi a quello dell’arroganza ormai avvinghiata alla cultura della categoria di rappresentanza, come a voler dire: “attraverso la tenuta apertura di qualche accesso durante il mese di ottobre, inalterato ogni altro stato dei luoghi, vi concediamo la possibilità di scendere sulla spiaggia, vedere il mare e, magari, favorendovi anche una passeggiata sulla battigia”.

Mai avremmo voluto ascoltare quella dichiarazione di intenti da parte di chi, chiusa la stagione balneare, ha invece il solo dovere di lasciare libera, da cose e persone, la spiaggia restituendola alla pubblica disponibilità. Così come mai avremmo voluto assistere alla assoluta passività, tanto assordante quanto imbarazzante silenzio dei locali e territoriali Rappresentanti Istituzionali che, in mancanza di spontanea liberazione dei beni demaniali da chi li occupa per concessione stagionale, attraverso il supremo Strumento della Legge, a tutela dei diritti della Collettività, avrebbero dovuto quindi imporre la restituzione di quei beni demaniali nella piena e assoluta disponibilità del Paese e della Sua popolazione, come anche in Quella dei Paesi del circondario e di Tutta la Nostra nazione!
Per averne fatta pubblicazione, siamo a conoscenza che il competente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha invitato le parti interessate a intervenire a risolvere il problema.
Quelle parti, nel Loro silenzio, sono state medio tempore ancora oggi vanamente sollecitate ad attivarsi.
E, proprio per ciò, così come è stato già prospettato, scevri da colpe o responsabilità per tutte le conseguenze che all’esito possano sorgere dalla intraprendenda iniziativa, si vede costretti ad adire Quegli Uffici che sino ad oggi, sperando in responsabili azioni di confronto, collaborazione o consultazione, sono stati deliberatamente evitati: la Onorevole Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, che dovrà, quindi, valutare non solo la natura e la qualità degli opprimenti e vergognosi abusi e preclusioni che la popolazione subisce ma anche e soprattutto le ragioni del mancato intervento dei Rappresentanti delle locali e territoriali Istituzioni, nonostante anche i numerosi sollecitati a intervenire per ristabilire ordine su quel luogo, seppure obbligati a questo dalle Funzioni del Loro Ufficio.
Insostenibile e non più reiterabile il senso delle subite offese, a chiarire ogni aspetto della vicenda sarà ora la Legge, verso Cui si ha il civico dovere di porsi a piena disposizione per la definitiva chiarezza dei fatti consegnando ai relativi Uffici anche atti, documenti e filmati ad oggi noti perché periodicamente pubblicati.»
Avv. COSIMO DAMIANO CRISTIANO