“Programmare la liberalizzazione del prelievo di acque madri e fanghi, per dare una svolta all’economia cittadina”

MARGHERITA DI SAVOIA - «Sig. Sindaco, in questi giorni è di attualità l’argomento sulla nuova futura gestione della “Salina di Margherita di Savoia”.

Prendendo spunto dall’oggetto salina, mi permetto di argomentare sul prelievo di acque madri e fanghi dai bacini della salina per uso idroterapeutico.

Per la storia di Margherita di Savoia, come è certamente a sua conoscenza, la salina fu fondata verso il 200 a.C. dagli Illiri e le acque delle saline sin dall’antichità sono state adibite ad uso terapeutico. La storia dice che il primo beneficiario fu Annibale che, dopo la battaglia di Canne, trovò riposo in località detta “Salapium” (Salpi).

In epoca non lontana, nel secolo scorso, nelle acque “rosse” dei canali di scolo della salina, esistenti nel territorio comunale, i cittadini margheritani (e non) si facevano i bagni per curare i reumatismi, la gotta e le malattie della sfera femminile.

Dal libro “Le Terme salsoiodiche a Margherita di Savoia. Cronistoria e suggerimenti”, edito nell’anno 1946 a firma del Segretario comunale di Margherita di Savoia comm. Vincenzo De Luca, tra l’altro, si riporta che nel mese di marzo 1897 il Sen. Raffaele de Cesare, nativo di Spinazzola, accompagnò per una visita nel Mezzogiorno d’Italia l’On.le Giulio Nicolò Prinetti, nativo di Matera, Ministro dei lavori pubblici, il quale si degnò di visitare questo Comune; il Sen. Raffaele de Cesare, a fine visita e nel congedarsi ebbe a dire: “Questo piccolo Comune, dalle casette caratteristiche, le quali mi rammentarono la Fiandra occidentale e l’Olanda è costruito sulla duna che separa il mare dalle vasche di salificazione e dalla palude. Il caso di Margherita di Savoia è addirittura inverosimile, e che vi è qualcosa laggiù che non si crederebbe se non si vedesse e che se le avessero gli olandesi sarebbe una delle stazioni più belle, più sane e più felice del mondo”. Le terme non erano ancora state realizzate.

In seguito a ciò, dopo alcuni anni, la proposta di costruire uno stabilimento termale in Margherita di Savoia, sul tipo di quello esistente a Salsomaggiore, fu portata all’attenzione del Consiglio comunale di Margherita di Savoia nell’anno 1920 dal comm. avv. Vincenzo Russo, Sindaco del Comune, ciò al fine di dare un maggiore impulso di benessere e progresso alla comunità tramite lo sfruttamento delle risorse naturali del luogo.

La deliberazione fu rimessa allo Stato e alla Direzione Generale dei Monopoli di Stato, unitamente alle deliberazioni di adesione a detta richiesta da parte di n.7 amministrazioni provinciali e n.34 comuni del Mezzogiorno d’Italia.

In seguito alla inoltrata richiesta e dopo i pareri favorevoli degli enti statali preposti, veniva sottoscritta la convenzione tra il Comune di Margherita di Savoia e la Direzione Generale dei Monopoli di Stato, in data 3 maggio 1922, per la somministrazione di sole acque madri e con scadenza al 31 dicembre 2021 e non come qualcuno dice il 31 dicembre 2022. Questa scadenza è stabilita nella convenzione, ove l’art.10 della stessa così recita: “...durata della convenzione per 25 anni a dare dal 1923 e fino all’anno 1947 inclusivo. Spirato tale periodo la convenzione si intenderà prorogata di periodi di 25 in 25 anni e fino a raggiungere il limite massimo di 99 anni scadenza 31.12.2021, sì che l’ultimo periodo dovrà risultare di soli 24 anni, scadenza al 31.12.2021”.

Si rileva che il Comune chiedeva il prelievo dell’acqua madre per destinarla a beneficio dei sofferenti e il Monopolio stabiliva un prezzo gravoso, mentre alla società del Bromo - che aveva lo scopo di privata speculazione - si accordava l’acqua ad un prezzo molto minore.

Al riguardo si precisa che la maggior parte dell’acqua madre veniva riversata in mare.

In seguito a detta concessione, l’idea di costruire uno stabilimento termale per uso terapeutico fu lanciata dal dott. Girolamo Dassisi, medico condotto del nostro Comune.

Nel 1930 fu realizzato un modesto stabilimento in legno di cure balneo-termali in contrada “Quarto” (ora Via Manfredonia) e l’iniziativa partì da tre coraggiosi: il Commissario Prefettizio del Comune rag. Ruggiero Diella, il Segretario comunale comm. Vincenzo De Luca e il medico sanitario del Comune dott. Oronzo Pedico.

Successivamente, su iniziativa del prof. Vincenzo Buonomo, cittadino onorario di Margherita di Savoia, il Sindaco di Margherita di Savoia, gen. Ignazio Panunzio, si rese promotore per la costruzione di un nuovo stabilimento, che fu realizzato nell’anno 1949.

Con contratto a rogito del notaio Giovanni Landriscina di Trinitapoli del 13 febbraio 1947, il Comune di Margherita di Savoia cedeva alla società “Terme di Margherita di Savoia Spa”, con sede in Foggia, oltre ad un suolo edificatorio per la costruzione delle nuove terme su Via G. Garibaldi (ove oggi si trovano le nuove terme) e  la sub-concessione per il prelievo delle acque madri di cui alla convenzione del 3 maggio 1922, già richiamata, e previa autorizzazione dell’Amministrazione dei Monopoli di Stato (art.5 del contratto) e all’art.9 dello stesso contratto stabiliva l’obbligatorietà dell’assunzione di personale locale, con esclusione del direttore sanitario, del chimico e di una dottoresse per sevizi sanitari femminili scelti insindacabilmente da parte della società.

Con successivi contratti integrativi, tra cui quello dell’anno 1950 con il quale si autorizzava al prelievo dei fanghi per uso terapeutico, sempre con sottoscrizione tra il Comune di Margherita di Savoia e l’Amministrazione dei Monopoli di Stato, venivano stabiliti successivi nuovi patti e condizioni ed integrazioni alla richiamata convenzione del 3 maggio 1922; la società “Terme di Margherita di Savoia Spa” non veniva costituita in tali atti, quindi di conseguenza si riconosceva sempre in capo al Comune la titolarità dei diritti.

La scadenza è confermata al 31 dicembre 2021 anche dal Decreto del Ministero delle Finanze del 31 luglio 1998.

Al momento, a mio modesto parere, non trova interesse se l’attuale uso delle acque madri e dei fanghi, data la vicinanza della scadenza, debba essere di natura esclusiva o liberalizzata o una eventuale interpretazione distorsiva e strumentale della titolarità per i prelievi dei predetti beni.

Oggi e per il futuro, tenendo conto del passato, l’interesse del Comune è di dover procedere, con applicazione delle norme in materia, per la più ampia liberalizzazione per il prelievo, da parte di chi ne fa richiesta ed avendo i titoli necessari, delle acque madri e fanghi e sotto il suo controllo, aprendo a nuovi e diversi soggetti economici, in quanto questa liberalizzazione deve essere, finalmente, il volano per una nuova, futura e prosperosa economia di questo Paese e per le casse comunali e per la distribuzione di sub-concessioni, in quanto lo stesso Comune ha una valenza territoriale, naturalistica, sociale e produttiva, della quale non può disinteressarsi, poiché il fine della liberalizzazione è che debba servire per una migliore condizione per l’utilizzo di queste materie prime da parte dei richiedenti.

Sarebbe opportuno che il Comune, non appena si avverino le nuove condizioni gestionali della salina, prenda contatti con l’Amministrazione statale di competenza e la nuova società che gestirà le saline, al fine di predisporre e programmare quanto necessario per il prelievo delle materie di cui trattasi: il tempo a disposizione, due anni, non è molto, e a tal proposito un filosofo sconosciuto diceva: “Un giorno non passa mai, ma una vita passa in fretta”. Quindi il tempo non è mai troppo.

É arrivato il momento per questa comunità di beneficiare di quanto la Divina Provvidenza ha ampiamente donato in natura a questo Paese, che non deve più essere sede di saccheggio dei suoi beni naturali da parte di chi che sia e impedire che il trasferimento delle stesse materie sia utile solo per dare lavoro ad industrie termali non del territorio.  

Sindaco, non permettiamo più a nessuno di saccheggiare e depredare le fonti naturali del nostro Paese per l’arricchimento e la prosperità solo di altre comunità.

Cordialità.»

RAFFAELE RUTIGLIANO (Salinaro e componente provinciale del movimento “Direzione Italia”, già “Noi con l’Italia”)