Nuova Tenenza, Rutigliano: «Si conceda l’ex macello comunale. Ancor meglio, realizzare un “Polo delle Forze dell’Ordine” in zona Regina»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Con questa calura e con la consuetudine di fare la “controra”, un’ora dolce dopo pranzo che vuol dire ora contraria ad agire e a lavorare, è venuto fuori, da parte di qualcuno, di dare in concessione alla locale Tenenza della Guardia di Finanza l’ex Palazzo di Città per evitare che la stessa si trasferisca in un paese viciniore, in quanto l’attuale ubicazione non è più confacente allo svolgimento dei compiti di istituto. Giammai acconsentire al trasferimento della Tenenza in un altro paese.

La discussione verte sulla nuova ubicazione a cui destinare la Tenenza, discussione che non è per niente banale quando avviene attraverso uno scambio di idee e di suggerimenti per la soluzione del problema, dato che arricchisce la democrazia.

A mio modesto parere, non serve scomodare gli uomini di Cultura, in special modo quella “ideologica” che non mi interessa, né fare raffronti con altri paesi, in quanto ogni Paese ha la sua storia, la sua memoria e le sue tradizioni.

La Cultura è solo una ed è universale e appartiene a tutti.

In ognuno di noi, anche se non ce ne accorgiamo, restano le tracce di tutti coloro che ci hanno preceduto con le loro imprese, le loro sofferenze, le loro fatiche, le loro tradizioni, i sacrifici con cui hanno edificato la terra su cui noi ci appoggiamo. Questo significa avere un Paese, significa avere una storia, una memoria, una tradizione, dei ricordi che collegano il passato con il presente e il futuro da costruire. Senza storia e senza memoria non si costruisce il proprio futuro e io credo nel Popolo di questo Paese.

Collocare la Tenenza della Guardia di Finanza nell’ex Palazzo di Città è come recidere le nostre radici e cancellare il nostro passato: così facendo non si costruisce il futuro, in quanto tale immobile è ricco di storia.

Certamente, l’ex Palazzo di Città, a mio modesto parere, non è il luogo più idoneo a collocare tale Forza dell’Ordine, in quanto essendo detto immobile un palazzo storico è soggetto, tra l’altro, all’applicazione del D.L.vo n.42 del 22.1.2004 “Codice dei beni cultura e del paesaggio” che principalmente nell’art.12 prevede l’obbligo del vincolo artistico e culturale e il non cambio di destinazione dell’uso se non dopo l’autorizzazione ministeriale e tanta burocrazia, l’art.1 dello stesso D.L.vo prevede la conservazione in buon uso del bene storico-culturale e ciò anche in esecuzione all’art.9 della Costituzione Italiana che prevede l’obbligo per lo Stato, le regioni, le province, i comuni ecc., di preservare e custodire i beni storico-culturali.

Non solo: l’ex Municipio presenta problemi di staticità sul lato sinistro, quello che si affaccia su via Francesco Russo. Proprio per questo motivo, dal 1976 al 1992 i consigli comunale si sono tenuti nella sala dell’Albergo Roma e, successivamente, presso la Biblioteca comunale, fino al definitivo trasloco presso l’attuale Palazzo di Città, a metà del 1992.

Inoltre, per essere adeguato alle esigenze della Guardia di Finanza, l’ex Palazzo di Città ha certamente necessità di lavori da eseguirsi sulle facciate esterne dello stesso, al fine di darne sicurezza. Ed essendo lo stesso collocato in pieno centro, non sarebbe pratico ai propri fini istituzionali.

L’idea sull’uso dell’ex Palazzo di Città da parte del Sindaco Ing. Giuseppe Piazzolla, sindaco che aveva idee di interesse generale e non ideologiche, era di formare una galleria che collegasse corso Vittorio Emanuele con piazza Libertà, certamente dando nuova collocazione sulla stessa facciata alle lapidi marmoree in ricordo dei Caduti che hanno fatto storia e combattuto per il nostro Paese, allocando a piano terra attività artigianali di pregio e al primo piano dando un’ubicazione decorosa alle associazioni di volontariato di tipo culturale, di studio, ecc. Come diceva il grande Totò “sono stato testimone oculare di questa idea”, in quanto lui volle fortemente il trasloco degli uffici comunali dal vecchio palazzo di Città al nuovo, proprio per mettere in pratica la sua idea.

Domanda: perché non concedere alla Guardia di Finanza l’ex macello comunale? L’immobile sarebbe costruito assecondando le idonee e adeguate esigenze della Guardia di Finanza: ampio parcheggio, eventuale/i alloggio/i di servizio, fuori dal centro abitato, tanto da consentire una costruzione con tutti i sistemi di sicurezza e tecnologici che i tempi chiedono e quindi consentire alla stessa di svolgere un compito istituzionale sempre nel migliore dei modi possibili.

A proposito, “residenza municipale”, l’immobile ex macello comunale, nonostante la retrocessione in favore del Comune, attualmente, da un punto di vista catastale, è ancora intestato all’IPAB per la proprietà superficiaria e per l’area al Comune, ciò risulta anche dall’atto notarile di retrocessione dell’immobile in favore del Comune ma quest’ultimo, anche catastalmente, dovrebbe essere pieno proprietario.

Eventualmente, perché non concedere l’area di zona Regina, di cui alle deliberazioni del Consiglio Provinciale nn.39 del 30.5.2017 e 78 del 28.12.2017, un’area di 10.000 mq che fu destinata all’ASL BT per la realizzazione della “Città della salute”, già finanziata con il primo stralcio per la somma di euro 2.500.000,00 poi dimenticata. Mancava solo la sottoscrizione della convenzione per il passaggio dell’area in favore dell’ASL BT da sottoscrivere da parte dell’attuale amministrazione provinciale, quindi, perché non modificare le suddette deliberazioni e assegnare l’area sia alla Guardia di Finanza che alla Stazione dei Carabinieri, in modo da avere un polo delle Forze dell’Ordine ed eventualmente allocare, durante l’estate, anche un comando distaccato della Polizia?

Nella speranza di aver dato un contributo fattivo alla discussione e con l’augurio che non si recidano le proprie radici, voglio aggiungere che dimenticare il proprio passato attraverso una scelta impetuosa che d’un tratto cancellerebbe la Storia di un Paese, dopo averla fatta passare al setaccio del politicamente corretto e soprattutto, tentando di devastare l’idea stessa del Paese (che senza storia non esisterebbe) anche per rispetto e ricordo della memoria dei nostri Avi.

La Storia, la propria Storia, non si consegna a nessuno, neanche ad una Istituzione. La propria storia deve essere sempre contenuta in uno scrigno il cui custode è il Popolo, in quanto la storia è una linfa che dà sempre forza e coraggio. Non cancelliamo il passato!

Buone vacanze a tutti.»

RAFFAELE RUTIGLIANO

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