GENERAZIONE FUTURO - Anna Rita Veneziano, l’ingegnere 23enne che ha bruciato le tappe

TRINITAPOLI - Anna Rita Veneziano è nata 23 anni fa e fin da piccola ha anticipato sempre i tempi. Ha cominciato un anno prima la scuola elementare, ha frequentato il Liceo Scientifico “A. Moro” di Margherita di Savoia, ottenendo ogni anno ottime pagelle, e nel mese di ottobre 2021 ha conseguito con il massimo dei voti la Laurea Magistrale in Ingegneria dei Sistemi Medicali, indirizzo Bioingegneria. Dal mese successivo alla laurea, Anna Rita Veneziano lavora come ingegnere presso TESI Elettronica e Sistemi Informativi in provincia di Venezia, in qualità di R&D (Research and Development Specialist).

Sono riuscita solo a congratularmi con Anna Rita per il suo 110 e lode. L’appuntamento “face-to-face” per l’intervista non è stato più possibile fissarlo perché la neo ingegnere, a distanza di qualche settimana dalla cerimonia di laurea, ha già cominciato a lavorare in provincia di Venezia.

La conosco da tempo, da quando ha conseguito, presso il Centro di Lettura Globeglotter, le sue certificazioni linguistiche fino al livello B2 ed ha partecipato a molti laboratori con scrittori, attori, artisti e docenti universitari. Difficile dimenticare la sua ansia di apprendere e di sperimentare tutto quello che le appariva nuovo. Nel nostro incontro online le ho chiesto notizie più personali che, immagino, possano interessare i suoi coetanei.

Hai sempre continuato a coltivare le tue passioni per le lingue e la lettura?

«Ho migliorato la mia conoscenza dell’inglese attraverso un viaggio-studio in Inghilterra dove ho frequentato le lezioni in un college. Sono tornata con una rafforzata voglia di conoscere, esplorare e soprattutto di viaggiare che da sempre mi contraddistinguono. Diverso è stato il viaggio che ho fatto al quinto anno di liceo scientifico: il “Treno della Memoria”, un’esperienza formativa molto importante che mi ha maturato e mi ha spinto a leggere e a studiare ancora di più. Le letture, sempre più impegnative, mi hanno anche aiutato a svolgere, con maggiore consapevolezza, tutte le attività parrocchiali di animatrice e catechista e a superare gli anni della goliardia e dell’adolescenza».

Trascorsi gli anni del liceo, hai scelto facilmente la tua strada da percorrere?

«Sono stata molto combattuta. Volevo andar via dalla Puglia ma poi mi ha attratto la nuova facoltà di Ingegneria che si è avviata proprio in quell’anno accademico (2016) presso il Politecnico di Bari. Dopo aver superato il test di ammissione, cominciai a frequentarla con entusiasmo, sempre più convinta della mia scelta. Ho conseguito la Laurea triennale con lode il 18 luglio 2019, di lì a due anni ho concluso la Specialistica in Bioingegneria con un lavoro di tesi sperimentale svolto presso il CNR Nanotec di Lecce nell’ambito del progetto TITAN (Tumor ImmunoTherapy for Nanotecnology). La mia tesi, frutto di un lavoro di gruppo condotto con i colleghi Francesco Dell’Olio, Roberta Barile, Simona Signorile, Marco Donato de Tullio, Maria Serena Ciriacò e Francesco Ferrara è stata di recente pubblicata sulla rivista scientifica “Applied Sciences”».

So che hai ricevuto anche un prestigioso premio durante il tuo percorso universitario. Di cosa si tratta?

«Sì, durante gli anni universitari ho ricevuto, oltre alle borse di studio per i miei voti, un riconoscimento accademico: il “Premio di studio alla memoria di Girolamo Fornarelli”, destinato ogni anno allo studente più meritevole del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico di Bari. Sono stata la prima studentessa a riceverlo nel dicembre 2019».

Cosa faresti per rendere la tua città di origine più attrattiva e popolare?

«Innanzitutto bisogna cominciare “a fare rete” con gli altri paesi limitrofi. Trinitapoli ha i suoi punti di forza che vanno rivitalizzati ascoltando le proposte e i suggerimenti di coloro che ogni anno lasciano la propria città. Ci vorrebbe un meeting annuale, della durata anche di più giorni in estate, per far incontrare i giovani e i meno giovani che negli ultimi anni si sono trasferiti altrove in cerca di lavoro. Credo che possa essere un’occasione preziosa per uno scambio di esperienze ed idee e per lanciare nuove iniziative, nella cornice dei luoghi più suggestivi del nostro paese come, ad esempio, il Parco degli Ipogei. Succede spesso che un’idea, supportata dalla conoscenza del territorio e dalla competenza dei singoli, possa produrre inaspettate ricchezze».

Anna Rita è una giovane fortemente motivata nel perseguire i suoi obiettivi, crede fermamente nel ruolo che le donne sono chiamate a svolgere nella società senza pregiudizi o limiti, possiede un grande spirito di collaborazione che le ha permesso, soprattutto in ambito universitario, di maturare nuove amicizie e di adattarsi a diversi contesti lavorando in gruppo. Subito dopo la laurea è partita all’insegna di una nuova avventura: dall’8 novembre 2021, Anna Rita lavora come Ingegnere in provincia di Venezia.

Un’altra concittadina di valore ha dovuto lasciare la sua famiglia, i suoi amici e la sua città per portare al nord la sua competenza. L’auspicio è che possa ritornare per dare slancio e vigore ad un Sud che non può e non deve perdere i suoi figli migliori.

ANTONIETTA D’INTRONO

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