Forse anche le voci fuori dal coro potranno essere ascoltate

TRINITAPOLI - “Mala tempora currunt”, corrono brutti tempi, ma potremmo stare peggio se si continua a vagheggiare l’uomo o la donna della provvidenza che dovrebbe far “rinascere” una città che langue, a detta di chi per due legislature non è riuscito a correggere neanche l’insegna sbagliata della chiesa di San Giuseppe, proprio accanto al Comune di Trinitapoli, che riporta la descrizione e la storia della chiesa di San Giuseppe di San Ferdinando di Puglia. A nulla sono valse le richieste verbali, i manifesti e gli articoli sull’argomento nel vano tentativo di far togliere il palo davanti alla statua di Padre Leone con il testo errato. E non era il solo.

È vero, potremmo stare meglio, però in attesa del “miracolo” cerchiamo di andare in giro per il paese con un buon paio di occhiali e mettiamo a fuoco tutti i segnali positivi che fanno presagire un futuro senza i narcisi del passato.

Avere una scuola che dall’asilo sino alla maturità, prepara in modo eccellente i giovani “casalini” alle professioni più disparate non è un argomento trascurabile. Basti pensare ad alcune peculiarità della scuola elementare “Don Milani”, dove è stato allestito durante il lockdown l’archivio storico di tutta la documentazione scolastica del secolo scorso rendendo possibili molte ricerche a differenza dell’inesistente Archivio Storico comunale ritenuto per anni irrilevante, nonostante la disponibilità di studiosi locali e l’abbondanza di immobili completamente vuoti.

La scuola media ha già musicisti in erba, grazie al suo indirizzo musicale, mentre l’Istituto Superiore “Staffa” ha creato con il suo corpo docente di artisti, scienziati, filosofi e letterati un ambiente fertile per far fiorire talenti e passioni.

Le associazioni hanno intensificato, con l’aiuto di tanti volontari, le loro iniziative, regalando al proprio paese gare sportive, mercatini di Natale, visite guidate alla zona umida, incontri con gli autori, raduni di auto antiche, laboratori d’arte e tant’altro.

Le attività della Biblioteca comunale, almeno di quella centrale aperta per più ore, sono in crescita al punto che molti studenti, bambini e anziani, preferiscono trascorrere il loro tempo ascoltando i racconti letti ad alta voce dalla bibliotecaria, le interviste agli autori e le poesie recitate in dialetto dai partecipanti al progetto sulla glottofobia, arrivato secondo in Italia.

E questo sarebbe un paese moribondo soltanto perché non ha un sindaco eletto dal popolo?

Ben vengano le critiche anche nei confronti della commissione straordinaria che attualmente ha il compito di amministrare il paese, a patto che siano supportate da proposte e da un impegno di collaborazione civica.

C’è anche un ulteriore segnale positivo che molti trinitapolesi stanno apprezzando dopo aver scritto nel passato missive mai prese in considerazione, o forse mai arrivate sulle scrivanie dei destinatari.

Di certo i commissari prefettizi saranno ricordati in futuro per una semplice innovazione: il loro indirizzo email messo a disposizione dei cittadini che vogliono comunicare direttamente con loro.

Un evento memorabile, dopo la cancellazione dal vocabolario trinitapolese della parola “partecipazione” e dopo l’esclusione dal governo della propria città di ogni voce fuori dal coro.

ANTONIETTA D’INTRONO (Foto: Giuseppe Beltotto)