SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Autodidatta, artigiano, sognatore. Gennaro Stella è molto più di un artista: è il cuore pulsante di un’arte viva, popolare e profonda, nata tra le strade di San Ferdinando di Puglia e radicata nel territorio come le radici di un ulivo antico. Da decenni, con pennelli, colori e passione, trasforma muri abbandonati in testimonianze d’identità collettiva.
Tutto è iniziato da una passione viscerale: senza accademie, solo con lo studio e l’intuito. Tra le sue opere più amate c’è il Cristo in rame nella Chiesa Madre, che - racconta con orgoglio l’autore - ha colpito anche alcuni cardinali in visita: “Questo Cristo parla”, gli dissero. E poi ci sono i suoi famosi tondi, murales circolari da 1,62 metri di diametro, nati da un’idea tanto semplice quanto potente: una mostra a cielo aperto tra i ruderi del paese. Ne ha già realizzati oltre 80, e altri 20 attendono di prendere vita. (Foto)
Ma l’arte di Gennaro Stella non è solo estetica. È memoria, denuncia, riflessione. Ha raccontato il dolore delle donne vittime di violenza in mostre intense, convinto che l’arte debba “scuotere le coscienze”. E con l’opera Alba di Libertà, raffigurante contadini con una bandiera rossa, ha affrontato anche i pregiudizi ideologici, pagando il prezzo dell’incomprensione.
Eppure, non si è mai arreso. Ha esposto anche fuori paese, ottenendo recensioni lusinghiere, come quella del prof. Rosario Lovecchio a Terlizzi. A San Ferdinando di Puglia, invece, l’indifferenza spesso regna sovrana. “Qui la cultura non interessa”, dice con amarezza. Ma continua a creare, oggi con una serie di disegni sui mestieri antichi e il sogno di abbellire spazi pubblici dimenticati. Un’idea nata dopo un viaggio a Stornara, dove ha visto come l’arte può attrarre turismo e rinascita.
Uno dei suoi lavori più noti è il tondo del Papa, che raffigura Papa Francesco mentre accarezza Paolo, un bambino noto a tutta la comunità. L’opera - ancora incompleta - ha avuto una risonanza straordinaria, tanto che una foto è arrivata fino a Roma, finendo sotto un’immagine ufficiale del Santo Padre. “Non cercavo visibilità - racconta Stella – ma volevo regalare un messaggio di speranza”.
Per Gennaro Stella, l’arte non ha partiti, non ha bandiere: “Dopo le elezioni, bisogna ricominciare a lavorare insieme. Se qualcuno ha qualcosa da dare al paese, va sostenuto”. Perché la sua arte nasce da un bisogno profondo: raccontare, lasciare un segno, donare bellezza. E in un paese che spesso dimentica, Gennaro Stella continua a ricordare. Con i suoi colori, le sue mani e soprattutto con il suo cuore.
LUCIA DARGENIO

