MARGHERITA DI SAVOIA - Le Saline di Margherita di Savoia, le più grandi d’Europa, entrate a far parte dal 2020 del colosso francese Salins, diventano 4.0 grazie a un investimento di 5 milioni di euro, un parco mezzi rinnovato e nuovi macchinari per il confezionamento del prodotto. (Foto)
“Vogliamo fare noi quello che prima era esternalizzato - dichiara Bruno Franceschini, presidente del Consiglio di amministrazione di Atisale -. Questo ci ha permesso anche di salvaguardare molti posti di lavoro, perché attività che venivano fatte all’esterno ora vengono fatte con personale nostro”. Macchinari tecnologicamente avanzati perché, spiegano, “bisogna dare il giusto valore al prodotto” che nasce povero ma deve diventare ricco grazie ad un processo tutto nuovo.
“In questo nuovo padiglione avviene il confezionamento di sacchi da 5, 10 e 25 chili. Abbiamo anche una linea per confezionare dei big bag da 500 fino a 1500 chili, sia di sale essiccato che umido” spiega Giuseppe Agricola, amministratore delegato di Atisale.
Il futuro riserva grandi opportunità a Margherita di Savoia, con il gruppo che possiede saline in tutta Europa e presto potrebbe arrivare a fatturare 500 milioni di euro l’anno. “Atisale ha dovuto in questi ultimi due anni far fede anche alle scadenze del concordato preventivo - rammenta Franceschini -. Purtroppo Atisale aveva creato debiti paurosi, per cui abbiamo pagato tutti i creditori privilegiati, parliamo di 7 milioni di euro, e finalmente fra qualche mese pagheremo anche i creditori chirografari in modo da poter uscire dal concordato preventivo, che per noi è una cosa molto importante”.
GAETANO DALOISO