LA PAROLA AGLI EX - Luca Miccoli ricorda i tempi in cui la politica era confronto e partecipazione

TRINITAPOLI - Medico e psichiatra, da sempre impegnato nelle problematiche del disagio psichico, con particolare attenzione alle disuguaglianze. Il dott. Luca Miccoli è stato docente presso l’Ordine dei Medici di Foggia per la formazione dei dottori di medicina generale e consulente psichiatra presso i tribunali di Foggia, Cerignola e Trinitapoli. Si batte da sempre per una sanità più efficiente e per dotare la Puglia degli stessi servizi sanitari esistenti in altre regioni. Consigliere comunale dal 2006 al 2011, si candidò alle elezioni provinciali della BAT nel 2008, quando i cittadini votavano ancora i loro rappresentanti nelle province. Attualmente svolge il ruolo di imprenditore della sanità nel settore dei disturbi psichici.

Che cosa ha convinto un medico psichiatra a dedicare il suo tempo libero alla politica?

«Provengo da una famiglia di agricoltori e da giovane, osservando il lavoro quotidiano di una categoria legata alle stagioni e alle incertezze del tempo, ho sempre vagheggiato la formazione di cooperative agricole che dessero maggiore sicurezza e benessere ai lavoratori della terra. Poi mi sono laureato in medicina ed ho cominciato a pensare ad un’organizzazione che desse le stesse garanzie di sicurezza e di benessere a chi lavorava all’interno di strutture sanitarie. Mi sono reso conto che l’impegno politico di ognuno di noi può aiutare a risolvere le inefficienze della sanità e a migliorare la qualità della vita dei cittadini. La mia è stata un’esperienza breve, di soli 5 anni. Ora è consigliere comunale mio figlio, che ha deciso di impegnarsi in politica facendo una sua personale scelta di campo in piena autonomia, come mio padre ha insegnato a tutta la famiglia».

Negli anni in cui sei stato consigliere comunale di opposizione, quali esperienze e battaglie sono rimaste impresse nella tua memoria?

«È stato un periodo intenso che ricordo con piacere per quanto ho sperimentato insieme ai colleghi e alle colleghe del mio gruppo consigliare, che nei 5 anni di mandato ha svolto un ruolo di opposizione costruttiva. Molti, di certo, non hanno dimenticato le iniziative intraprese per scongiurare i pericoli finanziari dei cosiddetti swap, gli strumenti di finanza derivata utilizzati soprattutto dal 2002 al 2005 dagli enti per fare cassa ricontrattando i propri mutui con le banche a tasso variabile. Nonostante la Corte dei Conti avesse lanciato l’allarme swap - e dai risultati di un questionario sottoposto dall’Anci ai Comuni fosse emerso che il 95% dichiarava di essere in perdita, mentre il 5% sosteneva di aver ridimensionato le perdite con delle chiusure favorevoli -, l’amministrazione comunale di Trinitapoli rifece un nuovo contratto con due banche nel 2007, con scadenza nel 2031. Non abbiamo avuto pace. Ci siamo battuti attraverso interrogazioni consiliari, iniziative pubbliche, petizioni popolari e richieste continue di un monitoraggio mensile sull’andamento dei derivati. Abbiamo anche proposto di chiedere l’aiuto di un consulente qualificato con una comprovata esperienza di finanza strutturata, ed abbiamo insistito fino a quando il Comune è riuscito a chiudere i contratti senza perdere una sola lira.

Stessa strategia di lotta fu programmata anche per evitare la convenzione con l’ACI, che istituiva nelle strade trinitapolesi parcheggi a pagamento, 4 autovelox ed altri dispositivi di rilevazione di infrazioni al codice della strada con modalità attuative di dubbia finalità istituzionale. Idem per la proposta di un Rigassificatore che avrebbe dovuto essere ubicato nei dintorni del paese. Ad onor del vero, erano anni in cui la gente partecipava ancora attivamente alla politica. Inoltre, i partiti  usavano trattare gli argomenti più controversi in piazza e le amministrazioni civiche, per le scelte più spinose, convocavano i consigli comunali nell’Auditorium ed anche nella piazzetta del comune per far partecipare il maggior numero possibile di cittadini. Altri tempi!».

Ed ora, lontano dal tuo ambulatorio e dai banchi del consiglio comunale, che cosa hai deciso di fare ancora per la tua comunità?

«In effetti mi sento ancora l’energia di un ragazzo ed ho ripreso in mano un progetto avviato anni addietro che ha come obiettivo principale quello di completare un’offerta assistenziale storicamente carente per i disturbi del comportamento alimentare nella regione Puglia, in particolare per la macro-area Foggia-BAT, ponendo finalmente fine alla migrazione sanitaria verso altre regioni d’Italia per questi problemi, con i conseguenti disagi per i pazienti e le loro famiglie, oltre all’aggravio di spesa a carico del servizio sanitario regionale.

Infatti, di recente è nato a Trani il Centro terapeutico Le Ginestre (leggi, ndr), prima struttura in Puglia a curare i disturbi del comportamento alimentare, in convenzione con il sistema sanitario nazionale. Il centro dispone di tutte le figure professionali previste dal regolamento nazionale: psichiatra, psicoterapeuta, neuropsichiatra infantile, endocrinologo, nutrizionista, dietista, fisioterapista, educatori professionali, tecnici della riabilitazione psichiatrica, infermieri, assistenti sociali e operatori socio-sanitari».

Programmi per il futuro?

«Tanti, finché avrò la forza di lavorare e finché, come diciamo noi psichiatri, “la testa ci accompagna”».

ANTONIETTA D’INTRONO