MARGHERITA DI SAVOIA - «Egregio Signor Sindaco, le scrivo questa lettera aperta, ringranziando la Direzione del Corriere dell’Ofanto per l’ospitalità che mi concede sulle sue pagine, per porle una questione che ritengo molto importante e purtroppo sinora del tutto ignorata non solo a livello comunale.
Il 3 marzo 2023 sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale tre quesiti referendari. Due, uno sul disarmo e uno sul conflitto di interessi nella sanità, sono promossi da “Generazioni Future” (ex Comitato “Rodotà”, lo stesso dei due referendum sull’acqua del 2011); un terzo, che si propone di togliere al Governo il potere di derogare il divieto di esportazioni di armi in teatri di guerra attraverso la semplice informativa al Parlamento, è invece promosso dal comitato “Ripudia la guerra”, guidato da Enzo Pennetta. I comitati collaborano nella raccolta delle firme affinché i referendum possano essere votati dai cittadini. (Approfondimenti)
Dei tre quesiti promossi, dunque, due hanno come obiettivo il disarmo e uno la salute pubblica, intesi come beni comuni da governare nell’interesse delle generazioni future, nel pieno rispetto della nostra Costituzione (“La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”, articolo 9). I tre quesiti proposti sono tra loro strettamente connessi poiché l’idea di base, lo scrivo in modo semplice, è che i risparmi provenienti da mancate spese di guerra potrebbero essere re-investiti nella sanità pubblica. La raccolta delle firme sui tre quesiti che viene identificata con il nome di “Italia per la pace” è partita lo scorso 22 aprile. La decisione finale della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei quesiti referendari, in caso si riuscisse a raccogliere le 500 mila firme a livello nazionale, presumibilmente, arriverà entro fine 2023.
Mi preme pertanto sottolineare l’importanza di diffondere informazioni chiare e tempestive sulle opportunità di coinvolgimento dei cittadini. Mi rendo ben conto che l’incombenza della scorsa campagna elettorale nel nostro Comune abbia fatto passare in secondo piano tutto ciò, ma ora che i concittadini si sono espressi e lei è tornato saldamente a rivestire il ruolo di Primo cittadino, credo che sia opportuno un suo impegno in prima linea sulle questioni poste. Mi preoccupa, infatti, che molti cittadini potrebbero non essere consapevoli di questa opportunità di esprimere la propria voce su questioni così rilevanti per il nostro benessere collettivo. Sono fermamente convinto che il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che riguardano la nostra società sia fondamentale per il progresso e la giustizia.
Le chiedo pertanto di attivare, dal punto di vista squisitamente amministrativo, una comunicazione che consenta di raggiungere il maggior numero possibile di cittadini per informarli che è possibile fino al prossimo 17 luglio recarsi presso l’Ufficio elettorale del nostro Comune per firmare la proposta dei quesiti referendari semplicemente muniti di un documento di riconoscimento. Concorderà senz’altro che solo un cittadino informato, è un cittadino che può fare scelte consapevoli e che, pertanto, un’Amministrazione che vuol alimentare la trasparenza, deve anche sforzarsi di condividere notizie di tale rilevanza. Promuovere la partecipazione dei cittadini attraverso la divulgazione delle opportunità di referendum, peralto, non solo rafforza la nostra democrazia, ma dimostra anche l’impegno del Comune nel valorizzare e rispettare il diritto dei cittadini di esprimere le proprie opinioni.
Le domando inoltre un intervento anche in chiave politica, al fine di rendere nota la sua posizione su tali quesiti poiché ritengo che chi rivesta ruoli istituzionali debba essere chiamato a parteggiare su temi così importanti. Peraltro una sua dichiarazione pubblica investirebbe anche l’altro ruolo che lei riveste, quello di Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, ed avrebbe importanti conseguenze sulla possibilità concreta che molti cittadini (non solo Margheritani) si rechino negli Uffici elettorali dei propri Comuni per firmare le proposte referendarie.
Purtroppo i media nazionali stanno facendo passare sotto silenzio questa notizia e pertanto, a maggior ragione, ritengo che spetti ai rappresentanti di Istituzioni virtuose il compito di attivarsi per evitare che la raccolta firme fallisca il suo obiettivo. Credo che sarebbe davvero un peccato perdere questa possibilità di fornire il proprio piccolo-grande contributo alla causa della Pace.
Per non ingenerare equivoci: non si ha alcuna intenzione di sostenere uno Stato in guerra o il suo avversario, si vuol esprimere solo, ma con convinzione profonda, l’idea che l’obiettivo della Pace sia raggiungibile limitando gli armamenti e non inviandone sempre di più in teatri di guerra. Le armi uccidono moltitudini di civili e militari e arricchiscono ristrette élite senza scrupoli che controllano il complesso militare-industriale globale.
Urge una comunicazione chiara e accessibile, utilizzando i canali di informazione locali: il sito ufficiale, i profili social del Comune e gli annunci pubblici, così da garantire una maggiore partecipazione e consapevolezza della comunità riguardo a queste iniziative. Signor Sindaco, compaia in televisione, diffonda comunicati sui giornali e in Rete, faccia pubblici comizi persino, se necessario, cerchi in ogni modo di divulgare queste informazioni, suggerisca di fare la stessa cosa ad altre cariche istituzionali a tutti i livelli: questa è la richiesta che, dunque, le porgo.
La ringrazio per il suo tempo e la sua attenzione e, confidando, in una sua risposta e in un suo sincero e appassionato impegno, lo stesso che lei è da sempre e notoriamente abituato a profondere nelle cause che ritiene giuste, la saluto cordialmente.»