Le parole del Covid-19, ospite inatteso e micidiale

MARGHERITA DI SAVOIA - Covid-19, virus, contagio, paziente zero, focolaio epidemico, tampone, asintomatico, epidemia, pandemia, infodemia (sovraccarico di notizie vere, incerte, parziali, confuse, contraddittorie, false….).

Di colpo tutto si fermò, i decreti emisero la loro sentenza…tutti a casa…l’incubo iniziò: di fronte il Grande Nemico scaturito dal ventre di un pipistrello o di un serpente e che ora viaggia a bordo dei nostri corpi.

Si diffondono post e stories di segnalazione del nuovo nemico nazionale: chi non sta a casa!

Fioriscono vigilantes della passeggiatina; posizionati dietro un vetro oscurato si guarda con sospetto cosa fa il vicino; si dubita dei propri simili. Dalli al passante: una madre e la figlioletta vengono redarguite perché intente a camminare insieme verso un supermercato, anziani in coda alle poste vengono indicati come possibili untori, si esacrano famigerati “assembramenti” di cittadini a contatto…solo con le proprie ombre.

Un clima che rasenta la paranoia: si giudica e si riceve l’applauso dei propri pari.

Cosa buona e giusta, in questa fase vitale di una crisi epocale, non trasgredire alle regole; fondamentale per chiunque rimanere a casa. Ma si è andati ben oltre questo.

Ci sono infiniti motivi per cui un anziano, una donna sola, un qualsiasi cittadino, possono avere bisogno di chiudersi la porta alle spalle: fare la spesa, recarsi al lavoro, in farmacia, alle poste, in banca, portare il cane a fare i bisognini, ecc.

Ipotizzando che esca, mediamente, uno per ogni nucleo familiare e per un solo giorno a settimana, vedremmo in giro almeno 500 cittadini. Non sono sfrontati bulletti di quartiere, per cui non comportiamoci come questi signori presi dall’eccitazione da Coronavirus:

“Dovete andare a casa! Qui ci vuole la mazza” - (Decaro).

“Feste di laurea? Vi mando i carabinieri con il lanciafiamme!” - (De Luca).

“Siamo un paese in emergenza, in guerra. I decreti non servono più a nulla. Sono pallottole al sale quando metaforicamente servirebbero quelle vere” - (Comandante Alfa, carabiniere in pensione, tra i fondatori del GIS, le teste di cuoio dei carabinieri).

“Oggi starò tutto il giorno sul campanile con una carabina in mano e se vedo qualcuno girare lo azzoppo” - (Don Massimo, parroco quartiere Casazza, Brescia).

Invece conveniamo con Travaglio: “Siate seri: deponete le armi e piantatela”.

E condividiamo post diventati virali:

Guarda che questo non è un film e tu non sei Will Smith nel film Io sono leggenda. Perciò vai a casa!” - (Sindaco di Reggio Calabria).

“Sulla certificazione potete dire che state andando dal parrucchiere per pittarvi le unghie, tirarvi i peli sulle gambe. Non è che sulla spiaggia può arrivare King Kong!” - (Sindaco di Lucera).

“Non correte dalle elementari e ora tutti podisti?” - (Sindaco di Delia).

“Se non hai validi motivi, che giri a fare? Se i vigili ti controllano e ti multano poi non smadonnare” - (Napoletano).

“ULTIM’ORA. Ricoverato per overdose di luoghi comuni: grave Massimo Giletti” - (Lercio)

Rigettiamo il virus del pregiudizio:

“L’Italia si è inventato il Coronavirus per fare la siesta” - (dr inglese).

“L’Italia è una città…un paese pieno di vecchietti, in ogni palazzo ce n’è almeno una coppia, per questo motivo ci sono tanti morti” - (Bolsonaro, Presidente del Brasile).

“Non siamo qui per ridurre gli spread, non è la funzione della Bce” - (Lagard).

“Più contagiati al Nord perché più ligi e vanno tutti a lavorare” - (Palombelli).

Evitiamo di dare un colore politico al virus:

27 febbraio: “Aprite tutto, aprite tutto!” - (Salvini).

23 marzo: “Chiudete tutto, chiudete tutto!” - (Salvini).

24 marzo: “Aprite il Senato!” - (Salvini).

22 marzo: “Aprite il Parlamento” - (Salvini e Meloni).

3 febbraio: “La situazione è complessa, ma la psicosi è abbastanza ingiustificata” - (Zingaretti).

3 febbraio: “Il virus non c’è e il contagio al momento non è possibile, dobbiamo stare tutti  un po’ tranquilli” - (R. Burioni)

8 marzo: “Paragonare questo virus ad una influenza è come paragonare un petardo a una bomba a mano” - (R. Burioni)

5 marzo: “Conte ha un atteggiamento criminale verso l’Italia” - (Meloni).

20 marzo: “Il Parlamento è l’ospedale dell’Italia” - (Vespa).

22 marzo: “Si facciano conferenze stampa, non show su Facebook: questa è una drammatica pandemia, non il Grande Fratello!” - (Renzi).

Esultiamo per i carichi di solidarietà:

“La missione medico-militare in Italia al tempo dell’epidemia da Covid 19? Dalla Russia con amore” - (Putin).

“110 mila mascherine inviate dalla Cina in Italia, ma sequestrate dalla Repubblica Ceca, ora vengono sbloccate” - (GR1).

“Sono arrivati in Italia 52 tra medici ed infermieri cubani. Sono una straordinaria opportunità” - (Gallera).

“Dalla Cina partirà un primo lotto da 6 milioni di mascherine e poi 20 milioni ogni settimana” - (Di Maio).

Optiamo per scelte sagge:

“Se non riesci a stare in casa diventa volontario temporaneo della Croce Rossa”. (Appello della C.R.).

“Spero che questo virus sia al più presto debellato. Il ritorno ad una vita sociale normale non faccia dimenticare gli altri virus che infestano il nostro Paese: mafie, corruzione, ingiustizie sociali” - (Don Ciotti).

“Non pensiamo ai primati ma alla salute dei cittadini” - (L’elegante risposta di Ascierto a Galli).

“Camion militari per portare bare dei morti e ancora si canta sui balconi. Dobbiamo fare tre giorni di lutto nazionale” - (B. Fiorello).

C’è un mostro che corre per le strade ormai deserte delle nostre città e urla rabbioso.

Una minaccia che genera paura, senso di smarrimento, sensazione di precarietà, ansia per il futuro: quando finirà tutto questo, quando tempo servirà per tornare alla normalità?

Emozioni e stati fisiologici sono strettamente interconnessi. Di fronte a questa tragedia tentiamo di mettere un po’ in pausa la paura: rendiamola sostenibile affidandoci alla funzione lenitrice e rasserenatrice della poesia scritta dalla poetessa Kitty O’ Meara.

GUARIRE

E la gente rimase a casa
e lesse libri ed ascoltò
e si riposò e fece esercizi
e fece arte e giocò
e imparò nuovi modi di essere
e si fermò
e ascoltò più in profondità
qualcuno meditava
qualcuno pregava
qualcuno ballava
qualcuno incontrò la propria ombra
e la gente cominciò a pensare in modo differente
e la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
in modi ignoranti
pericolosi
senza senso e senza cuore,
anche la terra cominciò a guarire
e quando il pericolo finì
e la gente si ritrovò
si addolorarono per i morti
e fecero nuove scelte
e sognarono nuove visioni
e crearono nuovi modi di vivere
e guarirono completamente la terra
così come erano guariti loro.

GIACINTO DISTASO