Cristiano: “Lavorare al recupero dell’economia e della finanza locale”

MARGHERITA DI SAVOIA - «Siamo stati inaspettatamente colpiti da una tragedia dalle dimensioni mondiali, a cui si legano le sue imprevedibili conseguenze, sotto il profilo economico e sociale.

Non è possibile, allo stato, conoscere se cambieremo stile di vita o meno.

L’impellenza del momento, al netto delle difficoltà sanitarie, è quella di favorire la movimentazione monetaria, perché si possa far ripartire la bloccata economia; infatti, così come non ci possono essere consumi senza la movimentazione finanziaria, non può costituirsi finanza in assenza di economia.

Certo, non è il momento delle polemiche; ma, ciò non significa che qualche considerazione, proprio in questo momento, non possa essere fatta.

Durante queste lunghe giornate di “quarantena”, dominate dai dubbi, dalle incertezze e, confessiamocelo pure, dalla paura, si è certamente trovato ampi margini di ripensare la Nostra vita personale, familiare e sociale.

Infatti, la esperienza che Ci sta travolgendo non può e non deve reprimere la speranza della sussistenza di uno spartiacque capace di cambiare tutto in meglio, attraverso la individuazione di nuove energie e volontà, ad oggi non espresse o, scientificamente, trascurate, dopo diversi lustri di esperienze poco brillanti della gestione delle risorse del Paese: la pesca, l’agricoltura, le Saline e la spiaggia.

Alla difficoltà del settore della pesca, esercitata non in modo irreprensibile, si affianca quell’insostenibile disinteresse a recuperare la naturale destinazione agricola degli arenili che ha pesantemente ridimensionato l’esercizio di quella prima fonte economica, causando la perdita di un rilevante impulso nella produzione delle sue eccellenti colture.

Ci si ostina a valorizzare economicamente e socialmente il lungomare e la spiaggia, nonché alla efficacia adozione di iniziative per destagionalizzare la stagione estiva, unico momento straordinario per la economia locale, ma sempre vissuto confusionale e disordinato, oltre che con affanno.

Mentre, travagliato si sono presentati gli ultimi lustri di vita di quella straordinaria azienda che, da sempre, ha segnato il destino della Nostra popolazione, ai Cui rappresentante, lealmente scevro da ingerenze nelle Loro scelte, si sollecita il sostentamento e la diffusione dell’indotto locale.

L’inspiegabile e inaccettabile adattarsi a questa particolare situazione, ovvero: al depauperamento delle vigorose risorse economiche che esprime il Nostro territorio, ha determinato, nel tempo, l’indebolimento del Suo tessuto sociale, subendo, ancora passivamente, le terribili conseguenze dell’impoverimento finanziario e, ancor più grave, della propria autonomia oltre che la perdita ingiustificata della reciproca fiducia, accompagnata da un altrettanto ingiustificabile trasferimento delle risorse finanziarie Salinare, in favore di ogni genere di operatore “extracittadino”, aggravato dalla mancanza delle sue favorevoli ricadute sul Nostro territorio.

Purtroppo, come sostengono gli Esperti del settore sanitario, la fine di questa pesantissima crisi sarà lenta e insidiosa.

Le insidie sono determinate sia per le incertezze che potrà produrre che per la poca moneta disponibile, ma potrebbe, speranzosamente, costituire quella valida opportunità per poter ripristinare gli equilibri sociali perduti e riportare la Società Salinara ai fasti che merita, trasformando così lo spartiacque della speranza in certezza di vita autonoma, libera e dignitosa, per le Nuove Generazioni.»

Avv. COSIMO DAMIANO CRISTIANO

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