Scuola e sociale: il murale della pace e dell’accoglienza. Camporeale: “È la stretta di mano che questa comunità intende offrire a chiunque”

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - È stato inaugurato questa mattina il murale presso l’Istituto comprensivo “Giovanni XIII”: una stretta di mano disegnata dall’artista Daniele Geniale a raffigurare il sostegno, la solidarietà e l’accoglienza, in una moltitudine di colori ad indicare la condivisione delle differenze. L’iniziativa è stata realizzata in sinergia tra l’amministrazione comunale, l’istituto scolastico diretto da Valentino Di Stolfo, ed il Centro d’istruzione per adulti del dirigente Paolo Farina. (Video)

«È la stretta di mano che questa comunità intende offrire a chiunque transiti o si fermi sul nostro territorio - ha osservato la sindaca Arianna Camporeale -, al di là di ogni burocrazia o divisione religiosa ed etnica. Ed è tanto più forte come messaggio, se pensiamo che a poche migliaia di chilometri da noi si continua a combattere una guerra. Questo murale rappresenta anche la necessaria sinergia istituzionale per trasferire il comune messaggio di educazione ai giovani, il futuro della comunità. Spesso l’arredo urbano è veicolo importante di sensibilizzazione sociale». (Foto)

Protagonisti della mattinata, i giovani e non solo: letture a tema ed esecuzioni musicali da parte degli studenti del plesso di via Ofanto, ma anche declamazione di una poesia sulla condivisione ed il superamento delle divisioni anche religiose da parte del poeta locale, Salvatore Memeo.

«Una giornata importante per l’intero territorio - ha commentato il dirigente Di Stolfo - perché celebriamo accoglienza e sostegno necessari a venir fuori dalle difficoltà». Ed in questo senso, anche l’opera costante del CPIA, che dall’anno prossimo avrà una sede anche a San Ferdinando: «Il 21% dei cittadini italiani - ha spiegato il dirigente Farina - non ha il titolo della scuola dell’obbligo. Questa che offriamo è la possibilità di riprendere a studiare, conseguire un titolo ed immettersi con maggior efficacia nel mondo del lavoro anche attraverso corsi professionalizzanti. Da noi, studenti fino ad 80 anni, con immutato entusiasmo e voglia di apprendere».

E se sul territorio a tornare a studiare c’è anche il 45% di migranti, “accoglienza” diventa la parola d’ordine. «Se durante la pandemia - ha ricordato don Mimmo Marrone - darsi la mano significava infettarsi, oggi può tornare a simboleggiare una contaminazione viva e positiva, all’insegna del rispetto, della pace, della tolleranza e della condivisione».

Comunicato Stampa