Tutte le biografie dei cani sono storie d’amore

TRINITAPOLI - Nel 2008 una cagnolina randagia dette alla luce tre cuccioli, due femmine ed un maschio, in un terreno vicino ad un villino di campagna. I padroni di casa sistemarono la famigliola in una cuccia e provvidero a sfamare la mamma che doveva allattare i suoi piccoli.

Dopo qualche settimana la cucciola bianca, con strisce di pelo color nocciola, scomparve nel nulla mentre i suoi fratellini incominciavano a muoversi con disinvoltura in quella che ormai avevano scelto come loro residenza definitiva. La femmina aveva il pelo marrone e gli occhi dolci che si illuminavano di riconoscenza ad ogni carezza che riceveva, mentre il maschietto, color nocciola con qualche striscia di pelo bianco, più serio e più pigro, preferiva accoccolarsi e dormire all’ombra di qualche albero.

Passarono gli anni e Cleo e Ugo divennero i padroni di casa impegnandosi nel loro compito di vigilanza 24 ore su 24, dispensando leccatine e compagnia a tutti coloro che li rispettavano.

Poi, otto anni fa arrivarono dei nuovi vicini che sono diventati sempre più, di giorno in giorno, i loro compagni di gioco. Sveva aveva meno di un anno ed ha cominciato a pronunciare “ca…ca…ca”, in contemporanea a “ma…ma” e “pa….pa”. Dopo tre anni, Federico completò la comitiva di bimbi e cani che, da mattina a sera, si rincorreva urlando, lanciandosi palle e pupazzetti. Cleo e Ugo sopportavano tutti i dispetti dei due bimbi e si trasformarono nei loro babysitter senza mai perdere la pazienza.

Improvvisamente un giorno apparve vicino al cancello una bellissima cagnolona bianca con strisce di pelo color nocciola che abbaiava all’impazzata verso Ugo e Cleo, accorsi scodinzolando per salutare la nuova arrivata. La sua padrona rimproverò “Solà” in francese e si presentò ai signori del villino. La signora Isabelle raccontò che aveva raccolto la cucciola, spaventata e affamata, per strada e che l’aveva poi portata in Francia alla fine della sua vacanza in Italia. Era la sorella scomparsa di Cleo e Ugo. Solà era snella, elegante e con il pelo lucido di chi frequenta abitualmente i toelettatori per cani. La famiglia si allargò e nelle serate estive si giocava, si mangiava e si cantavano canzoni francesi e italiane con il sottofondo di urla, risate e abbaiare di cani.

L’allegria di queste serate è finita di colpo una mattina.

Cleo si è accorta che il tempo della sua vita stava finendo. È andata dietro il cancello e si è addormentata per sempre. Lacrime silenziose sono scese sui visi di tutti. Sveva ha tentato inutilmente di rianimarla, promettendole che le avrebbe regalato un’altra palla.

È esagerato piangere per un animale? Chi lo pensa forse non sa quante volte è stato solo il tuo cane ad avvertire che stavi soffrendo, non sa cosa si prova a vedere il proprio cane anziano che si alza a fatica per venirti a salutare, non sa quante volte hai parlato al tuo cane, l’unico davvero capace di starti ad ascoltare, non sa quanto il tuo cane ti abbia amato e quanto poco gli bastasse per essere felice, perché a lui bastava solo la vicinanza del suo padrone.

Sveva ha voluto che si scavasse una tomba per andare a trovare ogni tanto la sua amica più cara, la compagna di giochi che l’ha aiutata a crescere. Ha piantato anche una pianta di rose arancioni. Ha sussurrato, sicura di essere ascoltata da Cleo, che verrà sempre lei ad innaffiare la pianta. E che forse ne metterà un’altra di colore fucsia.

ANTONIETTA D’INTRONO