Margherita di Savoia, degrado sociale e criminalità allarmano. Necessario un “traghettamento” per ricostruire il paese

MARGHERITA DI SAVOIA - «“…tanto tuonò che piovve!”. E non si vuole far certamente riferimento alla “isterica reazione tenuta da Santippe, moglie di Socrate, culminata nel rovesciargli addosso dalla finestra una secchiata di acqua fredda al culmine di un furioso litigio”.

Questo proverbio induce, invece, alla prudenza e a non ignorare gli avvenimenti.

Ma, ahinoi, tutti gli avvenimenti verificatisi negli ultimi anni, seppur formalmente portati alla piena conoscenza delle territoriali Istituzioni, sono rimasti sorprendentemente disattesi. (Approfondimenti)

Pertanto, non possiamo permetterci di sentirci sorpresi dal comunicato che annuncia la tenuta “alle ore 10,00 del 18 dicembre 2024 per la prima volta a Margherita di Savoia il Comitato provinciale sicurezza alla presenza del Prefetto e dei vertici delle Forze dell’Ordine”. (Leggi)

Quello che sorprende, ma che in realtà deve seriamente preoccupare, è invece non solo l’enfasi con la quale il sopra indicato comunicato è stato divulgato, nonostante la gravità del suo contenuto, ma l’esautorazione del Consiglio comunale a discutere della situazione, in favore di “incompatibili” altri Esponenti; e ovviamente non può essere fatto riferimento al sig. Sindaco di Margherita di Savoia, all’ecc.mo sig. Prefetto e agli illustri rappresentanti delle amate Forze dell’Ordine.

Ma, all’illustre Rappresentante Giudicante sarebbe stato opportuno invitare Quello Inquirente, così come al rappresentante dei gestori degli stabilimenti balneari sarebbe stato opportuno invitare un Rappresentante dei destinatari degli effetti finali del dissesto del lungomare; mentre agli Onorevoli rappresentanti del Clero andrebbe sentitamente rivolto l’invito a non travalicare il confine dell’Esercizio del potere Spirituale in favore di quello materiale.

Ma, pur non conoscendo le vere ragioni delle scelte fatte, esse vanno comunque rispettate. E Noi le rispettiamo!

L’annuncio, fatto con toni trionfali, fa riferimento al gravissimo fenomeno delinquenziale che negli ultimi tempi incontrastato padroneggia sul territorio locale, e non certamente a un avvenimento o esperienza di gloria.

Non si poteva certamente indicare il giusto periodo dell’arrivo di questo triste primato, ma tutti gli elementi o segnali erano nell’aria già presenti da tempo ormai, e per questo sempre evidenziati ma mai adeguatamente valutati.

Quello delinquenziale è un fenomeno vecchio quanto la storia del mondo.

Appare sempre presente in ogni società e conserva la caratteristica dell’inestirpabilità.

Può essere solo combattuto e tenuto a bada, al punto da invertire le proporzioni, in rapporto al grado di civiltà di una Comunità, attraverso la qualificazione e valorizzazione dei luoghi, per mezzo dello sfruttamento razionale delle risorse territoriali, fonti di economia e, quindi, creazione di posti di lavoro, a cui si lega il percepimento di uno stipendio e, quindi, la garanzia di una vita libera e autonoma di chi lo vive.

Infatti, l’esperienza storica dimostra che nei luoghi meno sviluppati e con la qualità di vita bassa, esso, purtroppo, prevale sul bene.

È la triste esperienza che negli ultimi anni della Nostra esistenza subiamo a partire dagli ultimi sette/otto lustri, ma che è iniziata a riversarsi sul destino degli abitanti salinari negli ultimi anni in maniera segnata.

Quando reiteratamente si denuncia: la selvaggia occupazione del suolo pubblico; l’inosservanza delle regole disciplinanti la quiete pubblica e si lascia strombazzare musica ad alto volume per le vie del Paese; l’indisciplina della viabilità stradale; l’incapacità della gestione del servizio della raccolta dei rifiuti solidi urbani; il proliferare del commercio abusivo e la incapacità di controllo di quello apparentemente legittimo; favorire la fuoriuscita della finanza locale attraverso spropositati, continui e inopportuni mercati o pseudofiere; l’abbandono determinante il degrado di rilevanti luoghi del Paese, come il locale lungomare, sottraendoli così allo scopo economico; l’incuria urbanistica in cui versa la parte centrale del Paese; la costante diminuzione del numero degli abitanti; la continua sottrazione degli arenili alla naturale destinazione agreste; la violazione di leggi e regolamenti per far conto a ignari e inconsapevoli irresponsabili sociali, magari per il dannoso e devastante tornaconto elettorale; la mancanza di dignitose pubbliche strutture sportive e di aggregazione, ovvero la perdita del controllo del territorio, non par dubbio che il tessuto sociale su di esso insistente si indebolisce, si sfilaccia fino a perdere ogni capacità di resistenza in favore del degrado, genesi della pericolosa e anche “tollerata” comparsa della delinquenza, dedita agli odiosi reati contro il patrimonio, il buon costume e alla devastazione della vita dei pochi giovani rimasti a Margherita di Savoia.

È la politica adottata a Margherita di Savoia negli ultimi quarant’anni, che pare essersi proiettata anche nell’immediato futuro attraverso inopportune e dannose “scuole di pensiero” da cui pare tristemente non essersi distaccata l’ultima generazione di politicanti.

Ben venga a Margherita di Savoia un eventuale provvedimento decretante l’aumento delle amate Forze dell’Ordine, ma esso non costituisce il superamento o la soluzione della difficoltà; anzi, manifesta in maniera ulteriore il difficile momento a cui si è sottoposti.

Il comunicato che annuncia lo svolgimento delle operazioni riservate al Comitato provinciale sulla sicurezza è accompagnato dal seguente drammatico invito: “Chiudiamo dalle ore 10,30 alle ore 11,30 per non chiudere per sempre”.

Appare indispensabile, invece, riflettere sul seguente stato: si chiuda definitivamente la strada a questa triste era politica, della quale non si nutre alcun bisogno e, attraverso validi amministratori, se ne apra una nuova e diversa, capace di proiettare il Paese verso il buono e prospero futuro e perché Margherita di Savoia torni ad essere una vera e solida Comunità, non più offesa o bistrattata, ove Ogni presente viva la sensazione di essere e sentirsi pieno Cittadino.

In troppi, e lo confesso, me compreso, penseranno alla impossibilità di trovarsi di fronte a dimissioni dei responsabili del dissesto del Paese.

Ma questa è la speranza!

Un periodo di seria riflessione, attraverso la legittima via di un “traghettamento”, manifestantesi con prerogative riservate agli Organi rappresentanti il Governo sul territorio, potrà rigenerare la voglia di ricostruire il Paese.»

Avv. COSIMO DAMIANO CRISTIANO

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Press release in English

Margherita di Savoia: social decay and crime raise alarm. A “transition” is needed to rebuild the town

“… so much thundered that it finally rained”! This saying, however, is not meant to refer to the “hysterical reaction of Xanthippe, Socrates’ wife, culminating in her pouring a bucket of cold water over him from a window at the height of a furious quarrel”.

Instead, this proverb calls for prudence and not ignoring unfolding events.

Alas, all the events of recent years, though formally brought to the attention of local institutions, have been surprisingly disregarded.

Therefore, we cannot allow ourselves to be surprised by the announcement of the meeting scheduled “at 10:00 AM on December 18, 2024, for the first time in Margherita di Savoia, of the Provincial Security Committee in the presence of the Prefect and the heads of the Law Enforcement Authorities”.

What is surprising - and should seriously worry us - is not only the emphasis with which the above-mentioned announcement has been disseminated, despite the severity of its content, but also the exclusion of the City Council from discussing the situation in favor of “incompatible” other representatives. Of course, this does not refer to the Mayor of Margherita di Savoia, the Honorable Prefect, or the distinguished representatives of our beloved Law Enforcement Authorities.

Yet, it would have been appropriate for the Honorable Judge to invite the Investigating Magistrate, just as it would have been suitable for the representative of the beach establishments to be joined by a representative of those affected by the consequences of the coastline’s deterioration. Meanwhile, the Honorable Clergy representatives should be urged not to overstep the boundaries of their spiritual duties in favor of material power.

However, while we may not know the true reasons behind these choices, they must still be respected. And we respect them!

The announcement, made in triumphant tones, refers to the grave criminal phenomenon that has recently dominated the local area unchallenged, and not to any glorious event or experience.

The exact timing of this grim milestone could not have been foreseen, but all the elements and warning signs had long been in the air, always highlighted yet never adequately assessed.

Crime is a phenomenon as old as the history of the world. It appears persistently in every society and retains the characteristic of being ineradicable. It can only be fought and kept at bay, to the extent of reversing its prevalence relative to the level of civilization of a community. This is achieved through the qualification and enhancement of spaces by rationally exploiting territorial resources, which are sources of economy and thus job creation. Jobs lead to income, which ensures a free and independent life for those who live there.

In fact, historical experience shows that in underdeveloped areas with low quality of life, crime unfortunately prevails over good.

This is the sad experience we have endured in recent years, beginning in the last seven to eight decades, and has been increasingly impacting the fate of the people of Margherita di Savoia in recent years.

When we repeatedly denounce the rampant occupation of public spaces, the disregard for rules governing public peace while loud music blares through the streets, traffic violations, the mismanagement of solid waste collection, the proliferation of illegal commerce alongside inadequate oversight of seemingly legitimate trade, the outflow of local finances due to excessive, continuous, and inappropriate markets or pseudo-fairs, the abandonment leading to the degradation of key areas like the local waterfront, depriving them of economic utility, the urban neglect affecting the town’s central areas, the steady population decline, the ongoing diversion of coastal lands from their natural agricultural purposes, the violation of laws and regulations to cater to ignorant and irresponsible social actors - often for damaging and devastating electoral interests - and the lack of dignified public sports and recreational facilities, or the overall loss of control of the territory, there is no doubt that the social fabric is weakening and fraying, ultimately losing all resistance to degradation. This gives rise to the dangerous and “tolerated” emergence of crime, involved in heinous offenses against property, public decency, and the lives of the few young people left in Margherita di Savoia.

The policies adopted in Margherita di Savoia over the past forty years appear to have sadly projected themselves into the immediate future through inappropriate and harmful “schools of thought”, from which the latest generation of politicians seems unfortunately unable to break free.

While increasing the presence of our beloved Law Enforcement Authorities in Margherita di Savoia would be welcome, it does not represent the resolution or overcoming of the challenges; on the contrary, it further highlights the difficult situation we face.

The announcement of the Provincial Security Committee’s reserved operations is accompanied by the dramatic invitation: “Let’s close from 10:30 AM to 11:30 AM to avoid closing forever”.

Instead, it is essential to reflect on this condition: we must definitively close the chapter on this grim political era, which serves no purpose, and through competent administrators, open a new and different path that propels the town toward a prosperous and promising future. Margherita di Savoia must once again become a true and solid community, no longer offended or mistreated, where everyone feels and is recognized as a full citizen.

Many - including myself, I must admit - will think it impossible to see resignations from those responsible for the town’s decline.

But this is our hope!

A period of serious reflection, through the legitimate route of a “transition”, entrusted to the prerogatives of the Government’s representatives in the territory, could rekindle the desire to rebuild the town.

Avv. COSIMO DAMIANO CRISTIANO