San Ferdinando di Puglia, agricoltori e studenti in piazza contro l’aumento dei costi di produzione e il caro vita: «Vogliamo un futuro nella nostra terra»

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Da una parte le aziende agricole, strette tra costi di produzione in aumento e ricavi insufficienti. Dall’altra gli studenti, preoccupati per un futuro che rischia di portarli lontano dalle proprie famiglie. Si sono ritrovati nella stessa piazza per chiedere misure di contrasto al caro vita, sostegno al lavoro agricolo e maggiori opportunità di studio e occupazione nel proprio territorio. Promossa dall’Associazione Agricola “Viva San Ferdinando di Puglia”, la manifestazione ha preso il via da piazza della Costituzione, con trattori e striscioni lungo le strade cittadine. Anche diverse attività commerciali hanno abbassato le serrande in segno di adesione.

Al centro della protesta, il divario denunciato dai produttori tra quanto occorre spendere per portare a termine una coltivazione e quanto viene riconosciuto al momento della vendita. Il rincaro del gasolio aggrava bilanci già compromessi dalle difficoltà di approvvigionamento idrico e dalla concorrenza dei prodotti importati. Una situazione che, nelle testimonianze raccolte durante la mobilitazione, rende sempre più difficile sostenere il lavoro nei campi e garantire continuità alle aziende.

«Il gasolio è arrivato alle stelle e non ce la facciamo più a sostenere questi costi», racconta uno degli agricoltori. Alla denuncia si accompagna la richiesta di un intervento dello Stato e delle istituzioni europee: misure capaci di tutelare le produzioni italiane e restituire un margine economico a chi coltiva, evitando che il prezzo finale del raccolto rimanga inferiore alle spese affrontate.

La questione dell’acqua resta uno dei nodi più urgenti. I manifestanti richiamano le difficoltà del sistema irriguo alimentato dall’invaso di Marana Capacciotti e spiegano di dover ricorrere anche ai pozzi per soddisfare le esigenze delle colture, con ulteriori oneri. Un problema sul quale l’Associazione Agricola “Viva San Ferdinando di Puglia” aveva già sollecitato, a settembre, una programmazione condivisa con Regione Puglia e Consorzio per la Bonifica della Capitanata: rinnovo delle condotte deteriorate, manutenzione, maggiori possibilità di accumulo e nuove fonti di approvvigionamento, accompagnati da finanziamenti e tempi certi.

Accanto alle rivendicazioni del mondo agricolo, gli studenti hanno portato in piazza le difficoltà quotidiane delle famiglie. Il costo dei libri e dei trasporti per raggiungere gli istituti fuori paese pesa sul diritto allo studio, mentre la scarsità di opportunità alimenta il timore di dover partire una volta concluso il percorso scolastico. «Studiare per poi andare dove? Scappare all’estero?»: sono le domande poste da una studentessa durante la manifestazione. La richiesta è poter costruire il proprio futuro nei luoghi in cui si è cresciuti, contribuendo a migliorarli.

Il legame tra reddito agricolo e prospettive dei giovani attraversa così l’intera mobilitazione: quando un’azienda non riesce ad andare avanti, le conseguenze raggiungono anche i figli, le loro possibilità di formazione e le scelte per il domani. «Chiediamo dei cambiamenti», spiegano gli studenti, rivendicando la possibilità di restare senza essere costretti a separarsi dalle proprie famiglie per cercare lavoro.

Nelle voci della piazza è emersa anche una critica alle priorità della spesa pubblica. I partecipanti chiedono maggiori risorse per agricoltura, istruzione e sanità e contestano gli investimenti negli armamenti. Una posizione espressa ribadendo il carattere pacifico della protesta e chiedendo attenzione per le ragioni di chi manifesta senza ricorrere alla violenza.

Al fianco dei produttori erano presenti il sindaco Michele Lamacchia e rappresentanti dell’Amministrazione comunale. Il primo cittadino ha ribadito il ruolo centrale dell’agricoltura nell’economia e nell’identità di San Ferdinando di Puglia, sottolineando il lavoro, i sacrifici e gli investimenti delle famiglie che traggono il proprio sostentamento dall’attività agricola.

Redazione CorriereOfanto.it