Si spera nella forza del “sapere” per eliminare i miasmi provenienti dai roghi

TRINITAPOLI - I trinitapolesi da anni sopportano i miasmi causati dai roghi che puntualmente ogni estate appestano l’aria del paese e dintorni. Non si tratta più di scarti vegetali, di innocue stoppie bruciate dopo la mietitura del grano, bensì di rifiuti che si accumulano nelle periferie, sotto i ponti, ai margini delle strade ed anche nella zona umida. Negli ultimi tempi, poi, a spaventare maggiormente i cittadini, si sono aggiunti camion di balle di “monnezza” pressata, scaricata nei pressi di Santa Chiara e nella ex Fenice, dietro la stazione ferroviaria, dove sono ancora giacenti dal mese di giugno (foto in alto).

I cittadini in passato non si sono solo limitati a lamentarsi e a protestare sui social. Gli archivi dei giornali, del comune e di qualche movimento di cittadinanza attiva sono pieni di articoli, documenti e manifesti che testimoniano l’impegno di chi vuole andare alla radice del problema per trovare le soluzioni, o perlomeno per collaborare a trovarle. Nell’agosto 2022, ad esempio, è stata inviata dall’avv.to Raffaele Di Biase una articolata petizione su questa problematica alla Regione Puglia, alla Provincia BAT, al Comune di Trinitapoli, alla Prefettura BAT, alla Asl BAT, all’ARPA Puglia, al Comando dei Vigili del Fuoco della BAT, al Comando Carabinieri forestale Puglia e al Ministero della Transizione Ecologica. La petizione è stata firmata da più di 500 persone, dalle associazioni e dalle parrocchie di Trinitapoli.

L’unico riscontro si è avuto dal Ministero della Transizione Ecologica. Nella sua missiva il ministero individua la responsabilità di intervenire in capo all’amministrazione comunale, sia per quanto riguarda la regolamentazione della bruciatura di scarti vegetali, sia per quanto attiene allo smaltimento illegale dei rifiuti e successiva bruciatura. Il ministero “può intervenire solo in caso di accertato danno ambientale”. La nota ministeriale, infine, veniva trasmessa anche alla direzione generale di Valutazione Ambientale per gli eventuali seguiti di conseguenza.

Nel corso dell’anno nessuna delle autorità in indirizzo ha comunicato informazioni sullo stato dell’arte, nessuno ha scritto un rigo per tranquillizzare una popolazione preoccupata per la propria salute fisica e per i danni ambientali.

ambiente tri rifiuti okl4

I trinitapolesi devono continuare le battaglie intraprese qualche anno fa, ad esempio nel 2017 in seguito ai disservizi della raccolta dei rifiuti e all’aumento della TARI, che riuscirono ad incanalare l’indignazione e lo sconforto nell’alveo di un dibattito che servì a diffondere azioni virtuose.

In tutte le scuole del paese si moltiplicarono le iniziative per responsabilizzare studenti e famiglie, invogliandoli a produrre meno rifiuti possibili. L’Istituto superiore “Dell’Aquila- Staffa” ha tradotto in realtà il proposito di diventare Plastic Free, scuola libera dalla plastica, con l’istallazione di erogatori di acqua potabile e con l’uso di borracce, al fine di eliminare definitivamente come rifiuto le bottigliette ed i bicchieri di plastica. Su questo fronte molto si potrebbe ancora fare con il contributo di artisti (mostre d’arte sul riciclo), di commercianti (vendita di prodotti sfusi per evitare gli imballaggi) e di esperti (laboratori indirizzati a giovani ed adulti sugli effetti deleteri degli incendi dei rifiuti tossici). Gruppi di cittadini, inoltre, hanno spedito una ulteriore petizione per riaprire tutte le fontanelle pubbliche (ne sono state riaperte soltanto due) che contribuirebbero a diminuire la plastica delle bottiglie.

Si illude chi ritiene che basterebbe “solo” aumentare l’esiguo numero dei Vigili Urbani e dei Carabinieri nell’opera di controllo del territorio o avere degli amministratori “sceriffi” che spaventino i piromani.

Sarà “la forza del sapere” a mettere a KO chi osa distruggere, attraverso i rifiuti e i roghi, la bellezza e l’economia di una zona ritenuta tra le più interessanti d’Europa.

Impegniamoci a diventare tutti discepoli del filosofo Francesco Bacone e della sua formula magica: “Sapere è potere”.

ANTONIETTA D’INTRONO