MARGHERITA DI SAVOIA - A questo punto appare indispensabile intervenire per sottolineare, in via definitiva, l’estrema importanza che il mare e la spiaggia ricoprono nella sfera economica e sociale del Nostro Paese, Margherita di Savoia.
Queste fonti naturali stanno legando il nome di Margherita di Savoia ad avvenimenti e riconoscimenti che lo portano alla ribalta non solo nazionale: il Festival Internazionale dell’Aquilone, manifestazione pomposamente organizzata in vista delle imminenti elezioni regionali grazie alla sovvenzione di 150.000 euro elargita in favore del Comune dalla Regione Puglia, da cui, passata la tornata elettorale, non sussistono garanzie per una successiva sovvenzione, visto l’enorme disavanzo finanziario riscontrato dalla stessa Regione in materia sanitaria, e la Bandiera Blu.
Dopo la festa, il ritorno al degrado
Ma, in relazione alla reale esperienza che si percepisce sul territorio, ci si può permettere di richiamare il conosciuto detto: “finita la festa, gabbato lo Santo”; ovvero: finito il Festival Internazionale dell’Aquilone, durante il quale è stato possibile ivi accedere, la spiaggia e il mare, costituenti valido ed efficace elemento di attrazione turistica verso il Nostro Paese, sono nuovamente divenuti posti chiusi e inaccessibili alla popolazione e alla pubblica utilizzazione, preclusi altresì all’espletamento di attività sportive legate al vento e al mare.
Tant’è che, dalla enfatizzata presenza di gente partecipante al festival nel giorno della inaugurazione, in assoluta assenza di progettualità economica del territorio, si è immediatamente passati al medesimo stato di preesistente isolamento nella domenica successiva, condizione, pertanto, destinata a stabilizzarsi dal momento della chiusura degli stabilimenti balneari a conclusione della stagione balneare e fino a quella successiva.
Il valore irrinunciabile delle risorse naturali
La manifestazione ha potuto trovare gioioso riscontro in questi scenari naturali e, certamente, non sarebbe stato possibile realizzarla senza le primarie fonti della spiaggia e del mare, accarezzate dal necessario vento.
L’uomo, con la sua ragione e il suo ingegno, per dare sostegno alla propria esistenza, ha il dovere di curare ragionevolmente le fonti che la natura gli offre e, prima ancora di sfruttarle, non può deturparle o inopportunamente e dannosamente appropriarsene, sottraendole agli interessi collettivi.
Una battaglia per l’accesso pubblico
L’interesse che da sempre Ci ha sollecitato a protestare l’immediata qualificazione del lungomare e a favorire l’accesso alla spiaggia e al mare è legato unicamente alla crescita e allo sviluppo sociale ed economico del Paese, che non può essere considerato un’azione o comportamento contro o contrario ai gestori degli stabilimenti balneari.
Non è contro, perché lo stato dei luoghi realmente impedisce non solo alla popolazione salinara, ma anche a quelle dei Paesi limitrofi e a quella universale, di utilizzare dignitosamente il lungomare e di raggiungere la spiaggia e il mare, causa di seri risvolti negativi non solo a carico del locale ambiente, ma anche della sua economia in genere, e più segnatamente di quella commerciale e ricettiva.
Non è contraria, perché la qualificazione del lungomare, con la concreta possibilità del costituzionalizzato esercizio del diritto di libertà di movimento, costituisce altresì presupposto per la valorizzazione sociale e, quindi, economica non solo del territorio in genere, ma anche di tutte le attività del genere food e no food al di fuori del periodo marino.
Bandiera Blu: riconoscimento o maschera?
La “Bandiera Blu”, assegnataCi in “zona Cesarini” - terminologia usata dagli amanti del calcio proprio a presagire il “salvifico” intervento allo scopo di un buon Santo romano - costituisce sì un importante riconoscimento per il Nostro Paese, ma non può essere utilizzata per nascondere la polvere.
Criticità strutturali e assenza di progettualità
Non possiamo permetterCi di tacere, infatti, in costante assenza di un valido progetto per il futuro del Paese, tutto quanto reiteratamente già denunciato e, nonostante tutto, attualmente presente sul Nostro territorio, ovvero:
• la selvaggia occupazione del suolo pubblico;
• la inosservanza delle regole disciplinanti la quiete pubblica;
• lo strombazzare musica ad alto volume per le vie del Paese;
• la indisciplina della viabilità stradale;
• la incapacità della gestione del servizio della raccolta dei rifiuti solidi urbani;
• il proliferare del commercio abusivo e la incapacità di controllare quello apparentemente legittimo;
• il favorire la fuoriuscita della finanza locale attraverso spropositati, continui e inopportuni mercati o pseudo-fiere;
• l’abbandono che determina il degrado di rilevanti luoghi del Paese, come il locale lungomare, sottraendolo così allo scopo sociale ed economico;
• la incuria urbanistica in cui versa la parte centrale del Paese;
• la costante diminuzione del numero degli abitanti;
• la continua sottrazione degli arenili alla naturale destinazione agreste in favore dell’abusivismo edilizio;
• la violazione di leggi e regolamenti, per far conto a ignari e inconsapevoli irresponsabili sociali, per il dannoso e devastante tornaconto elettorale;
• la mancanza di dignitose pubbliche strutture sportive e di aggregazione;
• la perdita del controllo del territorio;
• la mancanza di viabilità sostenibile, nonostante la imponente presenza delle saline e della zona umida internazionalmente riconosciuta;
• la mancanza di una seria politica economica e turistica;
• la cementificazione selvaggia, anche su zone demaniali inspiegabilmente non controllate dalla preposta Autorità;
• la pessima condizione delle arterie stradali che conducono a Margherita di Savoia o che da Essa partono per i limitrofi Paesi;
• la mancata cura del verde cittadino e delle arterie viarie contaminate da incontrollate deiezioni canine e di “piccioni”, giusto per qui far riferimento al termine riportato in una delle prime delibere adottate dalla locale Giunta Municipale.
Contro l’ipocrisia politica e l’indifferenza
La politica dell’ipocrisia e dello scopo elettorale adottata a Margherita di Savoia negli ultimi quarant’anni, che tristemente pare essersi proiettata anche nell’immediato futuro attraverso la inopportuna e dannosa “scuola di pensiero” da cui pare tristemente non essersi distaccata l’ultima generazione di politicanti, scevra all’interesse collettivo, invece, non può e non deve trovare più esecuzione sul Nostro territorio.
Un appello alla popolazione
La speranza è riposta nella popolazione perché, attraverso l’esercizio della sovranità che le appartiene, sottragga così il Paese dalla oppressione, dalla strumentalizzazione politico-elettorale in cui versa e da cui è rimasto inspiegabilmente incantato, per così poter iniziare a recuperare spazio e tempo per il suo sviluppo e per il Suo futuro, ponendo fine al degrado portato avanti e cominciato da tanti anni. Non proprio alla insaputa del Nostro Sindaco.
Avv. COSIMO DAMIANO CRISTIANO