Le piccole aiuole intorno agli alberi: un esempio di rispetto, cura e bellezza da diffondere e imitare

TRINITAPOLI - Un sogno condiviso: piccole aiuole fiorite e curate intorno ad alberi rigogliosi; mozziconi di sigaretta, cartacce, bottiglie e deiezioni canine correttamente conferiti nei cestini installati sui marciapiedi; buste di rifiuti gettate nei bidoncini predisposti. È questo il desiderio di alcuni gruppi di cittadinanza attiva di Trinitapoli, consapevoli che la “bellezza” è frutto di una scelta collettiva, di chi ha deciso che uno spazio può trasformarsi, diventare accogliente, profumato e pieno di colori.

Non si tratta di un’utopia: alberi, fiori, strade pulite e aria più salubre rappresentano un bene comune da preservare, senza attendere necessariamente l’intervento di chi dovrebbe occuparsene per dovere istituzionale.

Ogni pianta fiorita, ogni spazio pulito, ogni angolo ordinato è un invito. Un invito al rispetto, alla cura, alla gentilezza. Un invito a non sporcare, a non danneggiare, a non voltarsi dall’altra parte.

È anche un invito ad aggregare altri cittadini disposti a rendere più bella la propria città. Perché ogni mano in più fa la differenza, ogni nuova idea può diventare realtà, ogni persona può essere parte attiva di questa trasformazione che, fortunatamente, ha già attecchito nel cuore di alcuni cittadini virtuosi.

Le signore che abitano al piano terra di viale I Maggio, ad esempio, da anni “seminano bellezza” coltivando davanti alle loro abitazioni gerani, rose, “belle di notte”. Alcuni concittadini hanno cominciato a imitarle, piantando gerani anche per scoraggiare chi abbandona i rifiuti sotto gli alberi: i cespugli di fiori, infatti, rendono l’operazione più difficile ai maleducati.

ambiente tri aiuole 02

Per due mesi, qualcuno ha provato a sradicare e rubare le piantine, ma ha dovuto arrendersi davanti alla presenza di decine di occhi vigili. E poi ci sono persone gentili, come il signor Riccardo e altri pensionati, che innaffiano e curano quei fiori come fossero del proprio giardino.

Tutti speravano che questa “bellezza” fosse contagiosa. E, chissà, forse il contagio comincia davvero a diffondersi. Anche grazie a un fruttivendolo, il signor Senatore, che ha lavorato per dieci anni in Alto Adige, dove le strade sembrano lunghi giardini fioriti.

Davanti alla sua frutteria all’aperto, ha realizzato piccole aiuole intorno agli alberi sul marciapiede dove espone la frutta, aggiungendo un cartello giallo con l’invito a non far sporcare le piante dai cani.

Esempi di civiltà come questi dovrebbero moltiplicarsi, affinché anche nel Sud si possa diventare un modello positivo da imitare. Una delle “best practice” da raccontare.

ANTONIETTA D’INTRONO