MARGHERITA DI SAVOIA - Nel clima di rinascita che ha caratterizzato la stagione estiva 2023, abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con la Dott.ssa Marina Lalli, una voce autorevole nel panorama turistico italiano. Come direttrice delle Terme di Margherita di Savoia e presidente nazionale di Federturismo, la Dott.ssa Lalli ha condiviso le sue riflessioni sull’andamento del turismo post-pandemia, le sfide del settore e le strategie adottate per garantire un’esperienza di qualità ai visitatori. Dalle dinamiche locali di Puglia alla sostenibilità ambientale, la sua analisi offre uno spaccato significativo sullo stato attuale e sul futuro del turismo in Italia.
Dott.ssa Lalli, a conclusione della stagione estiva, come valuta l’andamento del turismo in Italia, in Puglia e a Margherita di Savoia?
«Si può dire che il 2023 è stato finalmente l’anno del ritorno del turismo. Siamo andati a ricalcare il 2019, anzi vedremo come si chiude l’anno con dicembre, perché potremmo addirittura averlo superato, nonostante il 2019 sia stato l’anno del boom per il turismo in Italia. Quindi, un bellissimo risultato per l’Italia e altrettanto per la Puglia, che continua la sua ascesa nel settore dell’ospitalità da tutto il mondo ormai. Margherita di Savoia ha finalmente preso coscienza di essere una destinazione turistica, e c’è una volontà da parte di molti di lavorare insieme per uno stesso scopo senza “pestarsi i piedi” l’uno con l’altro. Si è capito che il lavoro congiunto fa il successo di una destinazione turistica. Ciò mi fa molto piacere, è un concetto che inizia a farsi spazio, ma c’è ancora molta crescita da fare. Siamo ancora stagionali, con dei picchi estivi che non riusciamo ad allungare nonostante la presenza dello stabilimento termale, perché dopo la stagione estiva le altre attività in gran parte chiudono. E questo rende meno attrattivo il luogo per chi viene alle Terme in altri periodi dell’anno.»
Di fronte alle complessità del settore turistico affrontate quest’anno, quali ritiene siano state le più critiche? Quali azioni ha intrapreso Federturismo-Confindustria per guidare le aziende attraverso tali sfide?
«Quest’anno la grande sfida era ritornare sul mercato, quindi l’obiettivo era conquistare di nuovo i viaggiatori, sia quelli dei tour operator che quelli individuali. Bisognava assicurarsi che non andassero altrove, perché dopo il blocco ognuno aveva esplorato altre situazioni e poteva decidere di non tornare in Italia. Il primo problema, quindi, è stato farli rientrare qui, ma devo dire che è stata un’operazione di successo; l’altro problema era rimettere in moto le strutture, il che non era facile né scontato dopo la perdita di fatturati seri. Alcune purtroppo non ce l’hanno fatta, altre ci sono riuscite con fatica, altre hanno saputo mantenere la barra dritta nella tempesta. Federturismo ha lavorato affinché queste ultime fossero la maggioranza e nel nostro sistema di Confindustria ci siamo salvati in parecchi.»
Con riguardo alla sua esperienza di Direttore generale delle Terme, quali innovazioni e strategie sono state implementate per attrarre turisti e garantire loro un’esperienza di qualità?
«Abbiamo puntato molto sull’ospitalità perché la parte termale è ormai consolidata, mentre la parte dell’ospitalità andava molto più spinta e sostenuta. Devo dire che adesso, complice un po’ il Covid che ha ridotto l’aspetto termale, c’è stato persino il superamento della parte ricettiva e dell’ospitalità. La strategia è stata questa, offrendo un’opzione diversa, più attenta e più soddisfacente anche per la nuova clientela. Un problema molto sentito è stato la ricerca di personale: quest’anno trovare persone disposte a lavorare di sera o nei fine settimana è stata un’impresa complicatissima.»
In qualità di vicepresidente vicaria di Confindustria Bari-BAT, come vede il futuro del turismo in Puglia e quali iniziative sono in cantiere per potenziare l’offerta turistica della Puglia?
«In Puglia abbiamo sia un assessorato al Turismo, guidato dall’assessore Gianfranco Lopane, sia il braccio promozionale con Luca Scandale, che sono davvero due eccellenze. Siamo molto fortunati, lavoriamo insieme, con loro e con le imprese. Siamo sempre al fianco della parte pubblica sia per consolidare quello che abbiamo già raggiunto, sia per promuoverci e andare a intercettare un pubblico nuovo che possa aumentare i numeri della Puglia.»
L’ecosostenibilità sta diventando una priorità sempre più urgente in molti settori. Come si sta adattando il settore turistico italiano a questa esigenza e quali passi sta compiendo Federturismo per promuovere un turismo più sostenibile?
«Federturismo è stata la prima federazione certificata con la norma ISO 9001, quindi prestiamo molta attenzione a questo tema in tutte le sue accezioni, ambientali, economiche e sociali. Nessuna azienda del turismo si può permettere di contaminare o non preservare il luogo in cui lavora, perché altrimenti viene meno la ragione stessa per cui uno deve andare a visitare quel luogo. Come parte termale siamo anche agevolati perché lavoriamo su materia prima naturale, per noi quindi è anche più facile per buona parte del nostro processo industriale. Per la parte dell’ospitalità, invece, siamo un’azienda energivora, perché vanno riscaldati e raffreddati ambienti molto grandi; perciò già da tanti anni noi abbiamo completamente coperto lo stabilimento con pannelli solari, quindi c’è un’attenzione forte. Sostenibilità nei piccoli centri vuol dire anche dare lavoro ogni anno a tante persone della comunità. Nel 2020, una decisione intelligente, imprenditorialmente parlando, era tenere chiuso lo stabilimento perché sapevamo che avremmo lavorato in totale perdita, ma ci siamo resi conto che siamo la sostenibilità sociale della città e, se non avessimo aperto, tante persone sarebbero rimaste senza lavoro per un anno. Quindi abbiamo rimesso tanti soldi ma abbiamo aperto.»
In che modo la digitalizzazione e le nuove tecnologie stanno influenzando l’industria turistica in Italia e come le aziende possono sfruttare queste innovazioni per migliorare la loro offerta e competere a livello internazionale?
«Questa è la sfida del momento. Il turismo è sempre permeato dalle rivoluzioni digitali: pensiamo a quando con il 2.0 non è stato più il settore turistico a parlare di sé stesso, ma i visitatori ad avere una voce più credibile con le loro recensioni. Oggi, poi, con l’intelligenza artificiale in grado di creare pacchetti, monitorare i movimenti dei turisti e seguirli con le app da quando atterrano a quando ripartono... sono tutte sfide del digitale che nel turismo vanno governate, altrimenti si perde tutta una fetta di popolazione che viaggia, come i più giovani.»
In occasione del Natale, quale messaggio desiderate inviare alla città e a chi collabora con la vostra azienda?
«Intanto, per la città, mi fa piacere che Margherita di Savoia abbia deciso di diventare una destinazione turistica e che tante persone stiano mettendo il loro lavoro e i loro investimenti in questa direzione, cosa che porterà sicuramente a successi. Vanno sicuramente risolti dei problemi, come i parcheggi, un problema sempre più forte. Ringrazio fortemente chi ha lavorato qui con noi, perché grazie a loro il 2023 è stato l’anno della ripresa. Si vede che lavorano con il cuore, tutti gli ospiti ne parlano sempre bene dei trattamenti e dell’assistenza ricevuta. Grazie per quello che fanno per questa struttura e per la loro città.»
GIUSEPPE DALOISO
