Un autosilo adiacente al Palazzo di Città (con finanza di progetto)? Di Benedetto: “Ulteriore conferma del malgoverno cittadino”

MARGHERITA DI SAVOIA - «Mi è giunta notizia della iniziativa che sarebbe stata assunta dal Sindaco, avv. Lodispoto, finalizzata alla realizzazione, attraverso il modello della finanza di progetto, di un autosilo nell’area ora destinata a verde, adiacente il “Palazzo di Città”. In altri termini si dovrebbero estirpare gli alberelli di ulivo esistenti per consentire la realizzazione di una struttura in cemento armato multipiano, da adibire a parcheggio la cui gestione sarebbe affidata, per 30 anni, all’impresa proponente o a terzi.

Se la notizia dovesse essere fondata, si tratterebbe di una ulteriore conferma del malgoverno che l’attuale amministrazione ha elevato a modello della sua gestione della cosa pubblica, fatto di consumo del suolo, di cementificazione senza limiti (vedasi PUG), di eliminazione e abbandono delle aree verdi, di incuria, di affidamenti a privati di aree pubbliche per la realizzazione di parcheggi in buona parte sottratti all’utilizzo pubblico delle aree stesse. Insomma, un ulteriore insopportabile sfregio alla comunità salinara, perché chi governa è convintodi poter fare tutto quello che vuole, forte della assenza di una opposizione degna di questo nome (aspetto reazioni di sdegno, quasi sempre pietose ed inconsistenti) e di una città completamente assopita e rassegnata.

Basta, la misura è colma! Occorre liberare la città da questa cappa irrespirabile di miasmi, realizzata da un vero e proprio regime, dedito dalla svendita del patrimonio pubblico, al favoreggiamento del disordine etico e sociale, al clientelismo esasperato, alla allegra gestione dei contratti pubblici, al ricorso alla minaccia contro chi tenta di ribellarsi a questo decadimento morale.

Sono consapevole dei rischi che corro con gli attacchi al sistema perché, di solito, il soggetto criticato si schernisce nei confronti dei suoi interlocutori, i quali rimangono convinti che il “favore” non può essere loro concesso perché c’è qualcuno che denuncia. È un andazzo consolidato che è stato utilizzato nei confronti di chi aveva commesso piccoli abusi, mai denunciati da chi scrive che, come si sa, reagisce di fronte a fatti e misfatti insopportabili (leggasi acque termali, complesso IFE, raccolta dei rifiuti, ecc.) non addebitabili agli imprenditori che esercitano l’attività per giustificati fini di lucro.

Ma i signori amministratori si rendono conto che la comunità salinara vive una fase di declino economico e sociale senza precedenti? La povertà aumenta (centinaia di famiglie sopravvivono grazie alla assistenza delle parrocchie e di ignoti benefattori), la delinquenza imperversa, i cittadini sono terrorizzati dall’idea di tornare a casa e vederla vandalizzata da ladri e farabutti di ogni specie; i furti di auto sono in preoccupante aumento e la criminalità sta per invadere l’intero tessuto economico e sociale. I giovani vanno altrove, così impoverendo ulteriormente il tessuto economico della città e allontanando ogni possibilità di riscatto; la Salina e le Terme non offrono sbocchi, ma distribuiscono solo utili ai soci, disattendendo gli impegni assunti nei confronti della città; Il settore primario non decolla, nonostante le solitarie e meritevoli iniziative di privati (consorzio della cipolla bianca), il terziario è in crisi e lo sarà di più prossimamente, con l’apertura di un ulteriore supermercato realizzato nel centro della città su una area svenduta all’impresa che lo sta realizzando. Resta il turismo, affidato alla cura dei balneari (anche se rapinati) e di qualche associazione benemerita. Se non si ferma il degrado, anche il turismo entrerà in crisi: la prima avvisaglia l’abbiamo già avuta con la perdita della “Bandiera Blu” dopo dieci anni!

Altro che l’isola felice rappresentata nella inutile passerella di qualche settimana fa (leggi, ndr), nel corso della quale il Prefetto ha lasciato intendere che la colpa delle rapine e dei furti è di coloro che li subiscono, in quanto mantengono in casa danaro o beni di valore (sic!!). Una dichiarazione semplicemente sconcertante da parte di chi rappresenta il Governo.

L’isola è diventata infelice, Sig.ra Prefetto, ed occorrono provvedimenti immediati e concreti, non per recuperare la felicità perduta, ma per conquistare un minimo di tranquillità e di speranza per il futuro.

Per iniziare un percorso virtuoso ed inverso c’è bisogno della reazione orgogliosa della comunità tutta, abbandonando egoismi ed il comodo “chi me lo fa fare”, perché se continua così, chi oggi si gira dall’altra parte, diverrà, prima o poi, vittima del sistema malato che ha favorito col il suo menefreghismo.

Per questo motivo saluto con entusiasmo e speranza l’iniziativa di chi sta costituendo l’associazione “Liberiamo Margherita” e ne apprezzo le finalità. È una associazione non politica che intende battersi per il ripristino della legalità, per affermare i principi di civile convivenza e di solidarietà. Aderirò volentieri alla costituenda associazione ed invito i salinari di buona volontà a fare altrettanto.»

Avv. PIETRO DI BENEDETTO