TRINITAPOLI - L’olio extravergine d’oliva come leva di sviluppo sostenibile, identità culturale e motore di economia circolare. È questo il filo conduttore dell’incontro che si è svolto lunedì 21 luglio scorso a Bari, presso la Camera di Commercio, in occasione del convegno regionale “Oleoturismo in Puglia: nuove opportunità e prospettive di valorizzazione”. Un momento significativo per il Comune di Trinitapoli - rappresentato dall’Assessore all’Agricoltura e Turismo, Giovanni Landriscina, e dal funzionario comunale Giacinto Capodivento -, che ha ricevuto ufficialmente la targa di “Città dell’Olio”, riconoscimento che sancisce l’ingresso nella rete nazionale dei Comuni impegnati nella promozione dell’olio EVO e dei territori olivicoli.
L’iniziativa si è svolta nell’ambito della firma di un protocollo d’intesa tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con l’obiettivo di stabilire regole chiare e condivise per lo svolgimento della raccolta turistica delle olive in condizioni di sicurezza e legalità.
«L’olio extravergine d’oliva rappresenta non solo un prodotto della nostra terra, ma anche cultura, identità e tradizione - ha dichiarato l’assessore Landriscina -. Con l’oleoturismo abbiamo un’opportunità concreta per raccontare Trinitapoli partendo dai suoi ulivi, dalle sue aziende agricole e dal lavoro silenzioso ma prezioso dei nostri produttori. Come Amministrazione comunale, crediamo in un’agricoltura che diventa esperienza, accoglienza e racconto del territorio».
L’incontro ha evidenziato il ruolo strategico dell’oleoturismo nel generare nuove sinergie tra produttori, ristoratori, operatori turistici e culturali, con l’ambizione di costruire itinerari dell’olio, degustazioni guidate, visite nei frantoi, eventi tematici e pacchetti esperienziali capaci di attrarre visitatori e valorizzare le eccellenze locali.
«Stiamo lavorando per sostenere iniziative che uniscano la promozione del nostro olio EVO alla valorizzazione del paesaggio rurale, delle masserie, dei frantoi e dei percorsi legati all’agroalimentare locale - ha aggiunto Landriscina -. L’oleoturismo può e deve diventare uno strumento di sviluppo sostenibile per la nostra comunità, valorizzando il territorio, creando occupazione giovanile e raccontando una Trinitapoli autentica, capace di accogliere e innovare partendo dalle sue radici».
L’ingresso tra le Città dell’Olio segna un ulteriore passo nella strategia di valorizzazione del patrimonio olivicolo trinitapolese, con lo sguardo rivolto a un turismo consapevole, esperienziale e rispettoso dell’ambiente. Un impegno che coniuga promozione territoriale, legalità e cultura del lavoro, nel solco di una tradizione agricola che guarda al futuro.
Redazione CorriereOfanto.it