MARGHERITA DI SAVOIA - Ci sono storie che non nascono soltanto dalla fantasia, ma dall’esigenza di custodire una memoria prima che il tempo la cancelli. È questo il cuore di “I störje nöste - Le nostre storie”, il libro di Maria Tommasa Francavilla, con illustrazioni di Antonella Acquafredda, pubblicato da Editrice Rotas. L’opera raccoglie fiabe e racconti popolari tramandati oralmente nella comunità di Margherita di Savoia, preservando non solo le storie, ma anche il suono, le espressioni e la musicalità del dialetto salinaro. A dare origine al progetto è stata soprattutto la voce della madre dell’autrice, che per anni ha accompagnato figli e nipoti con racconti narrati nelle sere di famiglia, attorno al braciere, come accadeva un tempo.
«Queste fiabe mia madre ce le ha sempre raccontate a voce - racconta Francavilla - ma quando abbiamo iniziato ad accorgerci che faceva confusione con alcune storie o non le ricordava più, abbiamo capito che rischiavano di andare perse. Da lì è nato il desiderio di metterle per iscritto».
Non una semplice trascrizione, ma un lavoro di recupero della memoria collettiva, costruito per mantenere intatta la voce originaria dei racconti, comprese le inflessioni dialettali e le parole tramandate nel tempo. «Il professor Antonio Di Domenico mi faceva notare che alcune parole dovevano restare esattamente come le pronunciava mia madre - spiega l’autrice - perché in quel suono c’era la sua musicalità. Ho cercato di mantenere viva quella voce».
Presidente dell’associazione Terra Salis, impegnata da anni nella valorizzazione delle tradizioni storiche e culturali dei salinari, Maria Tommasa Francavilla porta avanti un costante lavoro di recupero del vernacolo e delle usanze popolari del territorio. «Amo profondamente il dialetto - sottolinea Francavilla - perché dentro ci sono le nostre radici, il nostro modo di vivere e la memoria della comunità».
Il progetto coinvolge anche la figlia Antonella Acquafredda, che ha trasformato quelle fiabe in immagini, dando vita a un ideale passaggio di memoria tra generazioni: le storie raccontate dalla nonna, custodite dalla madre e reinterpretate artisticamente dalla nipote. «Volevo rendere queste storie accessibili a tutti - racconta l’illustratrice - perché molte persone le conoscono ancora, ma spesso non ricordano più come iniziano o come finiscono».
Particolare attenzione è rivolta anche ai più giovani. Infatti, per Francavilla la memoria non può sopravvivere senza essere trasmessa. «Vorrei portare questo libro anche nelle scuole - spiega l’autrice - perché è importante che i ragazzi conoscano il dialetto, le storie e le tradizioni del proprio paese».
La presentazione ufficiale del volume si terrà sabato 16 maggio, alle ore 19.45, presso l’auditorium dell’IISS “Aldo Moro”. Interverranno Maria Russo e Antonio Amedeo Di Domenico, con il coordinamento affidato a Sabrina Damato. Le letture saranno curate da Carlo Tavani, Angela Piazzolla e Grazia Damato. L’evento sarà un vero viaggio nella memoria collettiva: verrà ricreata l’atmosfera delle antiche sere in famiglia, con un angolo dedicato al braciere e ai bambini raccolti attorno ad ascoltare le fiabe. In programma anche musica, danza, poesie e momenti teatrali, accompagnati dal pianoforte di Pasquale Petruzzelli e dal flauto del maestro Ferdinando Dascoli.
«Vorrei che il pubblico portasse con sé un’emozione - conclude Francavilla - perché quando c’è emozione ci sono il ricordo, l’amore per il proprio paese e il desiderio di non perdere le nostre tradizioni. Questa memoria non deve spegnersi».
LUCIA DARGENIO

