MARGHERITA DI SAVOIA - «Per la “residenza municipale”: in politica l’opportunismo è un frutto buono per tutte le stagioni. Rammento però che la verità, alla lunga, ha sempre la meglio sulla storia raccontata parzialmente e con faziosità.
Un giorno, si spera non lontano, quando verrà il momento delle urne, non saranno dimenticati i giochi di potere esercitati da questa residenza municipale a discapito della legalità e della verità.
E così il mancato rispetto delle regole legislative e regolamentari che, nel migliore dei casi, genera confusione prima o poi emergerà in tutta la sua gravità.
L’ASSENZA DI UN VICESINDACO - Un esempio? Con ordinanza sindacale n.84 del 30 luglio 2020, è stata revocata la delega assessorile e quella di vicesindaco alla sig.ra Galiotta Grazia, attribuitale con medesimo provvedimento n.57 del 14.6.2018.
Senza entrare nel merito dei rilievi sottesi alla revoca, appare davvero strano, però, che la residenza municipale nei suoi comunicati stampa precedenti, ha riconosciuto alla stessa consigliera un’azione positiva per il suo impegno di natura politico-amministrativa con immancabili ringraziamenti per il suo operato, ciò che stride con i motivi della revoca con i quali si deplora che l’assessore non condivideva più i principi dell’amministrazione.
Dov’è la verità?
L’art.25 dello Statuto comunale, secondo capoverso, così recita: “Il sindaco può revocare uno o più assessori dandone motivata comunicazione al consiglio e deve sostituire entro 15 giorni gli assessori dimissionati”.
L’art.26 dello Statuto comunale, primo capoverso, riporta che la giunta è convocata dal sindaco.
In caso di assenza o impedimento del sindaco, per questioni urgenti ed indifferibili chi convoca la riunione della giunta comunale in mancanza della nomina del vicesindaco?
Si chiede, in considerazione del termine abbondantemente trascorso, come mai non è stato nominato il nuovo assessore e, men che meno, è stata conferita ad alcuno la delega di vicesindaco?
In caso di assenza e/o impedimento del sindaco ed in considerazione del particolare periodo sanitario, chi esercita le funzioni a lui assegnate dalla legge, articoli 50 (competenze del sindaco) e 54 (funzioni del sindaco) del TUEL? Non è un rilievo di poco conto, in quanto queste funzioni vengono esercitate, in caso di assenza o impedimento del sindaco, proprio dal vicario.
Forse per il nuovo assetto politico-amministrativo si aspetta l’esito delle elezioni del 20 e 21 settembre p.v.? Attendiamo un risvolto.
L’ALBO DEGLI AVVOCATI - Un altro esempio di mancato rispetto delle regole legislative e regolamentari? Quando sarà legalizzato l’albo degli avvocati per il conferimento di incarichi legali a difesa del Comune?
Si rammenta che la costituzione dell’albo degli avvocati è richiesta obbligatoriamente dalle linee guida dell’ANAC delibera n.12 del 25.10.2018, confermata dal parere favorevole del Consiglio di Stato.
La giunta comunale, dopo alcuni articoli, con proprio atto deliberativo n.101 del 16.5.2019 incaricava il responsabile del servizio legale ad assumere gli atti conseguenziali per formare l’albo dei legali. Il bando è scaduto ad ottobre 2019. Come mai da allora fino ad oggi non è stato pubblicato l’albo dei richiedenti? Quali i motivi ostativi alla pubblicazione dell’elenco? Perché si continua al conferimento di incarichi con atti giuntali ed addirittura con determinazioni del responsabile del servizio legale a ciò delegato dalla giunta comunale?
A proposito di incarichi legali. Nel mese di settembre 2006 alcuni consiglieri comunali, fra cui il sindaco (allora consigliere di opposizione), presentavano istanza al Comune con la quale, tra l’altro, chiedevano:
- i criteri che l’Ente adotta per la nomina dei difensori;
- i criteri che l’Ente adotta per la liquidazione delle parcelle agli avvocati che tutelano gli interessi dell’Ente stesso;
- se viene richiesto il parere di congruità rilasciato dal Consiglio dell’ordine degli avvocati, ecc.
Oggi tali criteri non sono più legali? Cosa è cambiato? Perché da parte del Consiglio comunale non si formalizza il regolamento per gli incarichi legali dando seguito alle linee guida ANAC e parere favorevole alle linee guida da parte del Consiglio di Sato?
Con i comunicati o, meglio, con i proclami la residenza municipale chiede alla comunità una prova di “unità” per raggiungere un unico obiettivo. Ma come è possibile da un lato chiedere “UNITÁ” alla comunità e dall’altro assumere comportamenti completamente difformi? Forse il termine “legalità” è un difetto in una democrazia (politico-amministrativa) contrassegnata dal “pensiero unico”?
LA VIA DEL BENE COMUNE - Sono fermamente convito che la vera unità è fatta di esempi, comportamenti, modi d’agire, ecc.; queste le uniche azioni che conducono al bene comune, al benessere di una società.
In ogni caso auspico che questa unità si realizzi, anche se va ricordato alla residenza municipale che non capire, sbagliare, arrivare tardi è certamente umano, ma perseverare, non riconoscere gli errori, incartarsi, è sì diabolico, ma quanto mai masochista specie se si persegue come unico obiettivo quello nell’accaparramento del consenso elettorale anche in vista delle imminenti consultazioni regionali e referendarie.
A volte il potere fa dimenticare sé stesso.
Cordialità.»
RUTIGLIANO RAFFAELE
