San Ferdinando di Puglia, l’emergenza idrica al centro del consiglio comunale straordinario. Lamacchia: “Fare fronte comune”

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Tutti presenti, 17 su 17, i consiglieri comunali per affrontare una delle emergenze che più pesa sull’economia locale: la crisi idrica. La seduta del Consiglio comunale, svoltasi il 5 settembre, ha alternato analisi tecniche, richiami storici e richieste di intervento urgente, con un filo conduttore chiaro: l’acqua è un bene prezioso e strategico per la comunità.

Il presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Todisco, ha aperto i lavori ringraziando i consiglieri regionali Ruggiero Mennea e Francesco La Notte per la partecipazione, precisando che altri rappresentanti istituzionali - tra cui il senatore Dario Damiani e la consigliera regionale Tonia Spina - hanno comunicato l’impossibilità a intervenire, pur garantendo la propria disponibilità a supportare il territorio nelle sedi competenti. (Foto)  

Il consigliere Biagio Musci ha sottolineato la gravità della situazione, evidenziando come l’interruzione dell’erogazione dell’acqua, essenziale per l’agricoltura, renda necessaria una discussione che vada oltre la mera denuncia, coinvolgendo le istituzioni e definendo responsabilità condivise. «Il problema dell’acqua non può restare marginale. È fondamentale inserirlo nell’agenda della nostra comunità e avviare percorsi risolutivi concreti», ha dichiarato il consigliere di Adesso San Ferdinando.

Il sindaco Michele Lamacchia ha rimarcato che l’acqua è il bene più prezioso per la città e che il Comune ha competenze limitate sul tema. Il primo cittadino ha ricordato le battaglie storiche degli anni ’70 e ’80 contro i proprietari terrieri per garantire l’irrigazione, sottolineando che oggi è indispensabile coordinarsi con enti come il Consorzio per la Bonifica della Capitanata, la Regione Puglia, Acque del Sud, il Governo e l’Unione Europea per interventi infrastrutturali e manutentivi. «Se ci dividiamo rischiamo di perdere. La proposta è fare fronte comune, recuperare le perdite e contrastare i furti, mentre Regione e Governo devono investire per garantire risorse idriche adeguate», ha affermato il sindaco.

Lamacchia ha espresso anche dure critiche alla gestione del Consorzio per la Bonifica della Capitanata: «Abbiamo ricevuto una lettera del presidente che definiva singolare la nostra iniziativa di portare la discussione in consiglio comunale, arrivando addirittura a minacciare conseguenze penali. È bene ricordare che il Consorzio ha il dovere di garantire l’erogazione dell’acqua».

Il consigliere Aniello Masciulli ha richiamato l’attenzione sull’importanza di un approccio istituzionale, ricordando come la siccità da maggio ad agosto abbia colpito duramente il territorio, con ripercussioni sull’agricoltura e sull’economia. «Il Comune - ha dichiarato il consigliere di Insieme possiamo - deve attivarsi tempestivamente, rafforzando il Centro operativo comunale e coinvolgendo associazioni e Protezione Civile, così da migliorare la gestione e l’accesso ai fondi disponibili».

Masciulli ha poi sollecitato l’istituzione di un riferimento politico specifico per il settore agricolo, affermando che “servirebbe un ufficio ed un assessore dedicato all’Agricoltura”: un passaggio che ha suscitato sorpresa, poiché l’Amministrazione dispone già di un assessore con delega, la consigliera Daniela Rondinone.

Il consigliere Antonio Acquaviva (San Ferdinando Migliora) ha ribadito la centralità dell’acqua per il sistema produttivo: «Così come si mantiene l’energia per far funzionare le fabbriche, l’acqua è l’energia della nostra economia. Senza una gestione consapevole e un coordinamento istituzionale rischiamo di compromettere la produzione e l’occupazione».

Il consigliere regionale Francesco La Notte ha sottolineato la necessità di investire in opere idrauliche e in soluzioni immediate come vasche di contenimento o dissalatori. Ha ricordato che la criticità del sistema irriguo è nota da decenni e che interventi come il raddoppio dell’adduzione non possono più essere rimandati.

Il consigliere regionale delegato al Welfare, Ruggiero Mennea, ha a sua volta ribadito l’importanza del confronto con i livelli istituzionali superiori ed evidenziato l’esistenza di un piano regionale d’emergenza già finanziato, che va attuato pienamente.

Michele Ferrante, consigliere comunale di maggioranza, ha infine richiamato tutti alla coesione istituzionale e territoriale, sottolineando come la compattezza tra agricoltori, amministrazione e rappresentanti sovraordinati sia l’unica strada per affrontare la crisi idrica.

Al termine della seduta sono intervenuti i rappresentanti del Comitato spontaneo degli agricoltori, Saverio Scardigno e Tommaso Parisi, ribadendo che la crisi idrica non può essere affrontata con interventi spot, ma necessita di soluzioni strutturali e immediate.

«Le criticità del sistema idrico sono note da tempo, oggettive e documentate. Per questo abbiamo ritenuto necessario presentare un esposto alla Procura della Repubblica: vogliamo che venga fatta chiarezza e accertate eventuali responsabilità. Gli agricoltori non possono continuare a essere lasciati soli», ha dichiarato Scardigno.

Sulla stessa linea, Parisi ha posto l’accento sull’urgenza: «In questo momento moltissimi consorziati sono senz’acqua, gli uliveti e gli impianti irrigui sono a secco. Le coltivazioni rischiano di andare perdute e, con esse, il lavoro di centinaia di famiglie. Non possiamo aspettare i tempi lunghi della burocrazia: servono decisioni concrete per garantire subito l’irrigazione, altrimenti il danno economico sarà devastante per l’intero territorio».

I rappresentanti del Comitato spontaneo degli agricoltori hanno quindi lanciato un appello chiaro: «Siamo disponibili a collaborare con le istituzioni e a portare la voce degli agricoltori in ogni sede – hanno concluso – ma ora servono risposte, non altre promesse».

Il dibattito del 5 settembre ha evidenziato tutta la complessità della gestione delle risorse idriche nel comprensorio della Sinistra Ofanto, ribadendo la necessità di un approccio unitario tra Comuni, Regione, Consorzio e Governo. Solo un’azione condivisa potrà garantire la disponibilità di acqua, salvaguardare la continuità della produzione agricola e tutelare l’economia locale. È ormai chiaro che, senza coesione istituzionale e interventi strutturali, il rischio di una crisi ricorrente resterà concreto.

LUCIA DARGENIO