STORIE DI AMORE E DI AMICIZIA - Bruce, il cane “viveur” che di sera accompagnava il suo padrone nei bar preferiti

TRINITAPOLI - Damiano Monopoli è nato nel 1974 in Brianza, quando la sua famiglia, composta da papà e mamma analfabeti e in parte audiolesi, emigrò da Trinitapoli per cercare fortuna e mantenere decorosamente i loro 10 figli. Nonostante le difficoltà finanziarie, Damiano ha avuto una infanzia felice tra l’affetto di una madre dolce e coraggiosa e la compagnia gioiosa dei fratelli e degli animali che sono sempre stati considerati componenti importanti della sua grande famiglia.

Tornato a Trinitapoli all’età di 3 anni, ha frequentato la scuola dell’obbligo e dopo il diploma di terza media ha cominciato a lavorare nei tomaifici per alleggerire le spese familiari. In seguito, si è trasferito per 11 anni a Lecco dove ha lavorato come metalmeccanico. È al Nord che ha conosciuto Francesca, una compagna che aveva un cane ormai anziano la cui morte le procurò uno straziante dolore. Fu proprio lei a convincerlo ad adottare un cane che avrebbe potuto condividere la sua casa dove viveva da solo.

Arrivò così nella sua vita, come un tornado, un boxer di pochi mesi, una razza che aveva già preferito da ragazzino, e che chiamò Bruce, in onore di Bruce Willis, Bruce Lee e Bruce Springsteen, i suoi attori e musicisti preferiti. Divennero inseparabili. Bruce rimaneva solo soltanto quando Damiano era al lavoro e poi giorno e notte se la spassavano insieme, al punto che in paese lo conoscevano tutti e lo accoglievano in ogni locale con grande affetto e simpatia. Bruce era diventato un “viveur” e, dopo aver frequentato molti dei locali serali di relax con il suo padrone, era lui che sceglieva il bar o il pub dove trascorrere in compagnia degli amici umani la serata. Aveva le sue preferenze che Damiano rispettava sempre.

Ha visto il suo padrone ridere, lo ha visto anche piangere e soffrire. Era il testimone silenzioso e comprensivo della sua vita che ha reso felice per soli 10 anni. Il cane dura pochi anni, se paragonati a una vita intera di un essere umano. Se ne va in media tra i 10 e i 16 anni di età, e Bruce, infatti, cominciò ad avere prima problemi alla zampa e poi allo stomaco, l’organo più debole dei boxer, acciacchi che poi lo portarono alla morte. Damiano aggiunse ai suoi dolori fisici, causati da una otite seria che si è aggravata negli anni, anche quello per la perdita del suo amatissimo amico a quattro zampe. Bruce gli aveva insegnato la lealtà, la pazienza e il perdono. Era buono e sincero. Lo amava perché, a differenza di alcuni umani, non conosceva la falsità e l’egoismo, non portava rancore e sapeva sempre come fargli tornare il sorriso.

Damiano Monopoli, tornato nel suo paese, ha fatto tanti piccoli lavori sino a quando la sua otite non si è trasformata in mastoidite cronica e non ha potuto più lavorare. Non è riuscito mai a dimenticare Bruce, la creatura che, meglio di uno psicologo, lo ha aiutato a superare la tristezza di una vita afflitta da una malattia cronica. È profondamente convinto che il rapporto tra uomo e cane crea momenti di condivisione e divertimento che servono a raggiungere un benessere psico-fisico-emozionale funzionale alla propria crescita interiore.

In ricordo dell’amore “terapeutico” del suo Bruce, ma anche per onorare tutti i cani che salvano vite umane durante le catastrofi o aiutano gli anziani a sopportare solitudine e malattie, una volta tornato a Trinitapoli si è dedicato a combattere il randagismo ed è diventato volontario dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA Onlus), della quale è stato per un certo periodo anche presidente. Ha aiutato e curato tanti cani maltrattati e abbandonati. Molti trinitapolesi ricordano ancora il suo salvataggio rocambolesco di un cucciolo che era stato lasciato d’inverno, al freddo e al gelo, su una terrazza di un pianoterra disabitato. Aiutato dai vicini, con una lunga scala, riuscì a raggiungere il piccolo spaventato e affamato e a portarlo sano e salvo nel rifugio dove lo hanno curato, rifocillato, vaccinato e ribattezzato “Terry”, nome ispirato appunto dalla “terrazza” dove era stato recuperato.

Nel corso della sua attività di volontario ha ricevuto anche uno sguardo riconoscente da parte di un falco, ferito nella zona umida, che grazie a lui è tornato a volare libero. “Avrò un motivo in più per guardare il cielo… Forse non mi riconoscerai, ma quando scenderà la pioggia cammineremo insieme…” ha scritto sui social Damiano, ricordando il suo Bruce che ormai corre felice in cielo giocando con le nuvole.

ANTONIETTA D’INTRONO