SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Sottoscritta da un folto gruppo di genitori (63) degli alunni dell’IC “Giovanni XXIII” di San Ferdinando di Puglia, iscritti al tempo prolungato, è stata indirizzata una vibrata protesta riguardo al servizio di refezione scolastica al sindaco, al dirigente del secondo settore e al responsabile del servizio mensa scolastica. Gli scriventi sono seriamente preoccupati per la salute dei propri figli “a causa - si legge nella nota - della qualità del cibo e del servizio che diventa sempre più scadente, nonché della precarietà del servizio”, lamentando che le segnalazioni, da mesi, non sono mai state prese in considerazione. (Documento)
Pertanto, i bambini, per tutto l’arco dell’orario scolastico (dalle 8:10 alle 16:10), restano a digiuno “a causa - sostengono i genitori - della scarsa qualità degli alimenti”. “Fin dalle prime settimane del servizio di refezione scolastica - si legge ancora - la situazione è apparsa insostenibile: cibo scadente, pasta cruda o scotta, cibi maleodoranti (pesce), bottiglie d’acqua numericamente limitate, cibo contaminato e i nostri bambini che tornano a casa affamati. E il problema - rilevano - non è relativo solo alla qualità del cibo utilizzato ma anche e soprattutto alla fase di preparazione e conservazione dello stesso.”
I pasti del servizio mensa, partito, peraltro, a novembre, con due mesi di ritardo, “non vengono - lamentano i genitori - serviti sempre a tutti i bambini; vi sono giorni in cui la quantità non è sufficiente; il secondo spesso non arriva; inoltre, molte pietanze previste nel menù non sono gradite ai bambini.” In più occasioni, tale disservizio è stato denunciato sia dai genitori che dal dirigente scolastico del “Giovanni XXIII”, ma sistematicamente ignorato dall’amministrazione comunale che non ha mai risposto. Due mesi fa, era stata annunciata una riunione con la presenza di comune, ditta appaltatrice, genitori, docenti e responsabili del servizio. Ad oggi, non s’è mossa foglia.
GAETANO SAMELE