Gli utenti dell’ufficio postale di Trinitapoli si chiedono per quanto tempo ancora sarà necessario utilizzare il container come sede temporanea

TRINITAPOLI - Lo scorso aprile un gruppo di malviventi fece esplodere un ordigno all’esterno dell’ufficio postale nella centrale via Isonzo, provocando danni al bancomat, all’ingresso principale e all’interno dell’immobile.

Gli autori dell’esplosione fuggirono a mani vuote, senza aver prelevato alcun euro da un erogatore privo di denaro. Grande fu lo sconcerto e lo spavento degli abitanti del quartiere, ancora svegli e in giro alle 22.30 di una domenica sera.

Seguirono, a dir poco, mesi “atroci” per la gran parte degli utenti dei servizi postali, costretti ad attendere all’aperto il proprio turno con i 40 gradi di luglio ed agosto, fermi circa due ore, cioè, sotto il solleone per raggiungere il camper dove prestavano servizio due soli impiegati.

Ad ottobre il camper è stato sostituito da un container che, come comunicato da Media Relations di Poste Italiane, “garantirà il regolare svolgimento delle operazioni postali e finanziarie fino al ricollocamento definitivo nei nuovi locali attualmente in ristrutturazione”. Nel comunicato è scritto anche che “la sede di Via Isonzo, oggetto dei lavori, è inserita nell’ambito di ‘Polis - Casa dei Servizi Digital’, il progetto di Poste Italiane per rendere semplice e veloce l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione nei comuni con meno di 15mila abitanti, con l’obiettivo di favorire la coesione economica, sociale e territoriale del nostro Paese e il superamento del digital divide”.

Incuriositi, ci siamo subito attivati per avere più informazioni sulla “Casa dei Servizi Digital” e abbiamo appreso che Poste Italianesosterrà investimenti per la trasformazione e l’innovazione degli uffici postali e per la realizzazione di spazi di co-working, investimenti che permetteranno di generare impatti sia lungo la catena di fornitura che all'interno del Sistema Paese”.

Inoltre, le caratteristiche innovative dei nuovi uffici postali permetteranno di generare impatti sulla collettività (ad esempio risparmio del tempo di attesa) nonché sull'ambiente (ad esempio risparmio di emissioni di CO2).

L’esperienza che stiamo facendo periodicamente nel nuovissimo container non ha però eliminato il problema delle file esterne che, per noi utenti anziani, diventerà più drammatico con il freddo nei mesi invernali. Infatti, l’interno, sicuramente più ampio del camper, è privo di spazi di attesa.

Tra l’altro, il disagio viene alimentato dalla vista quotidiana dell’immobile accanto che non è “attualmente in ristrutturazione”, come annunciato da Media Relations di Poste Italiane. Quando i cittadini sono in fila, commentano e si pongono una serie di domande che restano sempre senza risposta: perché non iniziano ancora i lavori, dopo sei mesi? Perché si possono spendere quattrini per i lavori di allestimento del container, durati qualche mese, e non per la struttura deturpata dall’esplosione? Perché i cittadini non vengono informati “passo passo” su cosa si sta programmando?

Si dovrebbe chiedere al responsabile della comunicazione territoriale della Puglia, dott. Davide Cerbone, di informare la clientela trinitapolese con maggiore assiduità, poiché l’assenza di comunicati ufficiali crea disaffezione, allarmismi inutili e la bufala, almeno si spera, dell’abbattimento definitivo dell’immobile. Si eviterebbero, infine, le solite litanie disfattiste su un Sud lento, arretrato e incapace di risolvere i problemi con l’efficienza meneghina.

Un’informazione puntuale e continua è l’anticamera della fidelizzazione dei clienti.

ANTONIETTA D’INTRONO