San Ferdinando di Puglia tra tutela del riposo e diritto alla socialità: la sfida di costruire una città che guarda al futuro, anche dopo il tramonto

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Nel periodo dell’anno in cui le piazze tornano a popolarsi e le serate all’aperto diventano un bisogno condiviso, il centro della discussione pubblica è l’Ordinanza n. 8 del 1° luglio 2025. Con questo provvedimento, l’Amministrazione comunale ha introdotto nuove limitazioni serali: divieto di diffusione musicale esterna oltre la mezzanotte nei giorni feriali e l’una nei fine settimana, oltre a restrizioni sulla vendita di bevande alcoliche.

Secondo quanto spiegato dal Comune, la misura è stata adottata per tutelare la quiete pubblica e il diritto al riposo dei residenti, soprattutto in una cittadina a vocazione agricola, dove tanti cittadini iniziano la giornata alle prime luci dell’alba.

Eppure, tra i giovani e gli esercenti, la reazione non si è fatta attendere. In molti hanno percepito il provvedimento come l’ennesima rinuncia alla vivibilità serale della città. Il gruppo consiliare Adesso San Ferdinando ha sottolineato come la legalità e il diritto al riposo vadano sicuramente tutelati, ma debbano essere bilanciati con il diritto alla socialità, soprattutto per i più giovani e per chi lavora onestamente nel settore culturale e dell’intrattenimento. Secondo numerosi commercianti, invece, l’ordinanza avrebbe prodotto un effetto immediato: riduzione degli incassi e svuotamento progressivo del centro cittadino, in assenza di alternative valide.

Il confronto si è acceso anche sui social: da una parte, chi difende l’ordinanza come misura di buon senso per una città agricola e “tranquilla”; dall’altra, chi denuncia l’assenza di dialogo con gli operatori economici, il mondo giovanile e le realtà culturali locali. C’è chi ironizza sul fatto che si possa ballare solo le quadriglie, e chi chiede di coinvolgere davvero i ragazzi nei processi decisionali, per evitare che la distanza generazionale si trasformi in disaffezione verso il territorio.

La questione ha stimolato anche un intervento di Forza Italia, che ha espresso perplessità sull’ordinanza, sottolineando come essa metta a rischio il tessuto socio-economico locale. Secondo il partito, l’applicazione rigida delle restrizioni potrebbe compromettere le attività produttive e commerciali, già limitate, e incidere negativamente sulla socialità dei giovani. Forza Italia auspica un confronto con gli operatori del settore per trovare un giusto equilibrio che tuteli tanto il riposo dei cittadini quanto le esigenze di chi lavora nel settore del divertimento e della cultura.

Tra le critiche più frequenti emergono però osservazioni più profonde, che vanno oltre il mero orario di chiusura o la vendita di alcolici. È evidente che il problema non sia tanto la musica fino a tardi o le bevande alcoliche, nei limiti imposti, ma piuttosto la mancanza stessa di eventi e spazi pensati per i giovani. Nel nostro paese, infatti, gli appuntamenti dedicati al pubblico giovanile sono praticamente assenti. Per divertirsi, chi ha la possibilità di muoversi autonomamente è costretto a spostarsi nei comuni limitrofi o oltre, spesso guidando a tarda notte.

A San Ferdinando di Puglia mancano locali e spazi che organizzino eventi pensati davvero per i giovani. Sembra quasi che, forse senza rendersene conto, si preferisca che i ragazzi si spostino in auto verso altre località, invece di favorire e promuovere sul territorio occasioni di svago e aggregazione. Nel cartellone estivo si registra una buona varietà di iniziative, molte delle quali valorizzano la storia e la cultura del paese, un aspetto certamente positivo. Tuttavia, è evidente che tra queste proposte manchino eventi specifici rivolti al pubblico giovanile.

In questo contesto, la domanda che sorge spontanea è: cosa offre oggi San Ferdinando di Puglia ai suoi giovani, dopo il tramonto? Se la risposta è “niente”, allora il problema non è l’orario della musica, ma l’assenza di spazi, proposte, occasioni.

La vera sfida non è tra chi vuole dormire e chi vuole divertirsi, ma tra chi sceglie di costruire una città che guarda al futuro e chi continua a guardare indietro. E il futuro, per restare, ha bisogno di sentirsi il benvenuto. Anche la sera.

LUCIA DARGENIO