SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Prosegue tra confronto politico e richieste di chiarimento il percorso per la realizzazione della nuova caserma dei Carabinieri. Nella seduta urgente del 9 ottobre, il Consiglio comunale ha approvato la modifica dell’atto relativo alla cessione dell’area destinata alla futura sede dell’Arma, nell’ambito del programma «Casa del Carabiniere». Al centro della discussione, i termini previsti per l’avvio dei lavori e l’idoneità della localizzazione scelta.
Il provvedimento riguarda l’atto del 9 giugno 2022 con cui il Comune ha ceduto gratuitamente al Demanio dello Stato un terreno di circa 1.800 metri quadrati, destinato alla costruzione della caserma. Un intervento atteso da anni, sul quale maggioranza e opposizione si sono confrontate soprattutto sotto il profilo delle procedure e delle tempistiche.
Il sindaco Michele Lamacchia ha motivato l’urgenza della modifica riferendo di un’interlocuzione con l’Agenzia del Demanio e della necessità di intervenire sui termini dell’accordo per salvaguardare il proseguimento dell’iter. Il primo cittadino ha ricordato i precedenti tentativi di dotare San Ferdinando di Puglia di una nuova sede dei Carabinieri, sottolineando l’importanza della struttura per le esigenze operative dell’Arma e per la sicurezza del territorio.
Le obiezioni del consigliere Biagio Musci hanno riguardato sia l’area individuata sia gli aspetti amministrativi. Quanto alla localizzazione, Musci ha segnalato possibili criticità legate agli allagamenti durante le piogge più intense e all’accessibilità del sito, indicando Palazzo Rescigno come alternativa da valutare. Si tratta di rilievi sollevati nel dibattito politico, ai quali il sindaco ha contrapposto le valutazioni favorevoli espresse dall’Arma sull’area prescelta.
Lamacchia ha riferito di aver preso in considerazione, dopo il proprio insediamento, anche una diversa collocazione. Tuttavia, il sindaco ha spiegato che cambiare terreno avrebbe comportato nuove procedure e ulteriori ritardi, con possibili conseguenze sulla realizzazione dell’intervento.
Il secondo nodo del confronto ha riguardato la clausola relativa all’avvio dei lavori entro tre anni dal trasferimento dell’area. Musci ha chiesto chiarimenti sulla possibilità di modificarla una volta trascorso il termine indicato nell’atto originario.
Sulla questione è intervenuto anche Aniello Masciulli, che ha ricordato il percorso avviato durante l’amministrazione dell’ex sindaco Salvatore Puttilli. Il consigliere ha indicato nel 9 giugno 2025 la scadenza del termine triennale, contestando il mancato coinvolgimento del Consiglio prima di quella data. Pur confermando il sostegno alla costruzione della caserma, Masciulli ha chiesto maggiore chiarezza sui passaggi amministrativi e tempi certi per l’apertura del cantiere, annunciando l’astensione.
Nella replica, Lamacchia ha richiamato le indicazioni ricevute dal Demanio e ribadito la necessità di procedere tempestivamente alla modifica. La decorrenza dei termini e gli effetti della clausola sono rimasti tra i principali punti di divergenza emersi durante la discussione.
Al termine della discussione, i consiglieri Biagio Musci e Angela Camporeale hanno lasciato l’aula prima della votazione, come precedentemente annunciato. La modifica dell’atto è stata approvata con 12 voti favorevoli e 2 astensioni.
Il passaggio consiliare si inserisce in un percorso progettuale già avviato: il progetto di fattibilità tecnico-economica era stato completato nel dicembre 2024 e successivamente sottoposto alla conferenza di servizi per l’acquisizione dei pareri e delle autorizzazioni necessari. Resta da chiarire la tempistica dei successivi adempimenti e dell’effettiva apertura del cantiere, al centro delle richieste formulate durante il dibattito.
Durante la seduta è stato inoltre testato il sistema di trasmissione in diretta streaming, che permetterà ai cittadini di seguire online i lavori del Consiglio comunale.
LUCIA DARGENIO