TRINITAPOLI - Giovedì 5 ottobre scorso, il salone della Caritas si è riempito di cittadini decisi a trovare insieme soluzioni per porre fine agli incendi dei rifiuti che hanno ammorbato l’aria in estate e, nel contempo, disposti a discutere di una delle problematiche più complesse di questi ultimi tempi: la produzione e lo smaltimento di tutte le frazioni di immondizia.
L’incontro è stato introdotto dallo scorrere silenzioso sullo schermo delle molte immagini dei roghi, delle strade deturpate dai cumuli di rifiuti e delle balle pressate abbandonate di recente nei dintorni della città di Trinitapoli, come pure in altri siti della provincia di Foggia.
Il signor Michele Quaranta, delegato dalle associazioni promotrici a presiedere l’evento “Spegniamo il fuoco della indifferenza”, ha comunicato in apertura al pubblico quanto è stato riferito dai Commissari. Ha detto che la raccolta differenziata ha fatto passi avanti, raggiungendo nei primi nove mesi del 2023 la percentuale del 55%. Ha anche riportato che, da giugno a settembre, si sono verificati 11 roghi, il più importante dei quali è stato quello del 15 settembre scorso a Santa Chiara, durato due ore, e che non ha lasciato residui tossici nell’aria. Per quanto riguarda gli altri incendi di sterpaglia, grazie alle fototrappole, sono stati individuati e sanzionati gli autori. In relazione agli imballaggi che vengono abbandonati dagli agricoltori nei campi, la Commissione bandirà una gara per offrire un servizio di raccolta.
Infine, il sito della Fenice, colmo di balle di immondizia pressata, è attualmente sotto sequestro della Procura, ha un custode e il comune non può intervenire.
Il dibattito che ne è seguito ha visto emergere proposte molto diverse, anche se complementari. Nel mio intervento ho sostenuto che sono soprattutto “le piccole azioni virtuose” di migliaia di cittadini a cambiare un paese. L’impegno deve essere centrale nella riduzione della produzione di rifiuti, ad esempio, attraverso l’acquisto di prodotti sfusi, che eliminano gli imballaggi, l’abbandono in un deposito pubblico di oggetti vari, mobili ecc., che possono essere riciclati da chi ne ha bisogno. Ho anche sottolineato l’importanza dell’eliminazione della plastica nei luoghi di lavoro e nelle scuole, che diventano plastic free, dell’acquisto di eco-compattatori e dell’attuazione di un piano serio di sensibilizzazione che non si limiti a qualche volantino illustrativo distribuito ai cittadini.

Il presidente dell’Archeoclub, Donato Marrone, e il direttore diocesiano della Caritas, Ruggero Serafini, hanno invece evidenziato l’urgenza di sollecitare la Commissione straordinaria affinché vengano rimosse dal sito della Fenice le balle di immondizia che rischiano di produrre percolato o di essere incendiate durante le indagini in corso. Il signor Nicola di Feo, esponente dell’associazione N.I.T.A., ha sostenuto che la soluzione risiede nella nomina di ispettori ambientali che controllino il territorio.
L’avvocato Pasquale Lamacchia, esponente del Movimento 5 Stelle, ha manifestato grande preoccupazione sugli effetti deleteri di questi nuovi abbandoni. “Dopo la scoperta delle balle, non si può più ignorare - ha dichiarato - che si tratta di ecomafia. Sono necessarie azioni forti di contrasto da parte delle forze dell’ordine per bloccare i versamenti nei terreni circostanti, altamente produttivi, che rischiano di essere inquinati da tonnellate di rifiuti. Infatti, una sola balla di un metro cubo equivale a una tonnellata”. Il suo partito ha anche promosso una petizione, che non ha ancora ricevuto risposta, oltre a un’interrogazione parlamentare sull’argomento, perché Trinitapoli non deve trasformarsi in una nuova terra dei fuochi.
Il signor Franco Carulli ha poi suggerito di pulire con urgenza le strade di campagna e di periferia per evitare che la gente venga spinta ad abbandonare i rifiuti per emulazione, vedendo gli accumuli.
In conclusione, il signor Tommaso Carano, presidente dell’associazione Terrae Aufidae, ha assicurato che saranno programmati altri incontri pubblici sull’argomento e che le proposte emerse durante la serata saranno comunicate ai commissari. L’intento è di promuovere ulteriori confronti con gli agricoltori, i commercianti e l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti a Trinitapoli, per procedere uniti in una battaglia che si preannuncia lunga e difficile. Per ora, almeno in questo primo incontro, il fuoco dell’indifferenza è stato spento dalla grande presenza dei cittadini.
ANTONIETTA D’INTRONO
